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SCIENZA
27 marzo 2015
[Expo] A ciascuno il proprio logo
Il logo della Toscana ad Expo 2015.
Non è uno scherzo.

cercare lavoro
27 marzo 2015
[Salvaje] Lucarellichi?
Un giorno qualcuno mi spiegherà chi è Selvaggia Lucarelli.
Quel giorno non me ne fregherà un cazzo.


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27 marzo 2015
[Il Giornale] Schettinen
Quindi.
Se gli autisti dell'autobus fossero stati di origini arabe, allora "attentato".
Se sono tedeschi si sfotte la Germania e la Merkel culona.
Se fossero stati napoletani allora "terroni di merda".
Peccato che non si possano pubblicare rutti e scuregge in prima pagina.
Perché per alcuni sarebbe un deciso passo in avanti.


SOCIETA'
27 marzo 2015
[Nei bar] Pieno di ingegneri
Era da tempo che nei bar italiani non si registrava una così fitta concentrazione di ingegneri aeronautici.
Solo al bar di Castellina, stamani, ne ho contati una mezza dozzina.
diritti
17 marzo 2015
[Contro] Le unioni civili per froci
Sono fermamente convinto che le unioni civili siano una forma travestita di discriminazione. In poche parole un'ipocrisia.
Esiste uno strumento che si chiama matrimonio.
Negarlo a chi prova amore e vuole impegnarsi con una persona del proprio stesso sesso è una prepotenza vigliacca e ipocrita.
Ecco. L'ho detto.
Per quanto mi riguarda le unioni civili per gli omosessuali (e solo per loro) sono una pessima scelta di discriminazione ipocrita.
L'eterosessualità come orientamento sessuale di Stato.
E l'omosessualità come vergogna tollerata a cui concedere un recintello di dirittini.
Era difficile immaginare qualcosa di peggio.
CULTURA
13 marzo 2015
[Parole] Gesti
A Prato una ragazza disabile veniva umiliata e offesa da coetanei. Ripresa e messa in condivisione su Instagram. Se ne sta occupando la magistratura. Notizia di oggi.
A Istanbul la gente di un quartiere ha imparato il linguaggio dei segni per fare una sorpresa a un ragazzo sordomuto. E' stato per una pubblicità. Ok. Ma guardatelo.
La distanza che passa tra l'umiliare un disabile e imparare un linguaggio per accoglierlo. E' davvero difficile da misurare a parole.


SPORT
12 marzo 2015
[Bulli invecchiati] Università di Firenze dove non si parla
Ancora una volta, a Firenze, la gang dei bulli troppo cresciuti che svernano la loro tarda gioventù in università, decide di farsi notare.
E dice che Giancarlo Caselli non deve parlare all'università perchè loro non vogliono.
E' avvilente dedicare attenzione a questo tipo di vicende. Anche perchè sono sempre le stesse da un secolo a questa parte.
Che siano fascisti, antifascisti o teste di cazzo di altra natura, le differenze sono giusto formali.
Non serve scrivere altro, basta riprendere un articolo di 5 anni fa, che riprende un articolo di 90 anni fa.

http://inoz.ilcannocchiale.it/2010/11/24/dal_corriere_fiorentino_e_il_c.html
POLITICA
12 marzo 2015
[Pro-cessi milanesi] Io sto con le puttane
Il processo alle puttane.
E' servito a fargli spendere un sacco di soldi per pagare i ricatti delle agili signorine con le quali avrà trombicchiato. Iene. Vendevano il loro corpo. Ora vendono il proprio silenzio. E' il mercato bellezza.
E' servito a riempire paginate orrende di orrendi giornali che moraleggiano mentre pubblicano intercettazioni a solo fine di sputtanamento personale. Iene. Vendono le proprie opinioni barbare ad un pubblico che contribuiscono ad imbarbarire. E' il mercato bellezza. E il pubblico non merita meglio della merda di cui si contenta.
E' servito a far fare qualche misera figura alla Boccassini, ma tanto "basta che se ne parli". Iene. Se ne fottono del diritto, degli imputati, della loro dignità, delle testimoni, del razzismo da "furbizie orientali tipiche della sua gente". Se ne fottono di ogni cosa tranne che della propria visibilità a fini di carriera. Mescolando diritto e politica. E' il mercato bellezza.
In tutto questo il diritto è un incidente che capita per caso.
E tra tutti questi mercanti che giudicano di un caso di mercanteggiamento del corpo, ecco, forse le puttane di Berlusconi, finchè davano solo quello, sono state nel complesso le meno puttane di tutta la baracca.
politica interna
11 marzo 2015
[dal Corriere Fiorentino] La stanca borghesia parastatale italiana
C’erano una volta i Vaffa day, gli insulti al Presidente della Repubblica, il “siete tutti morti”, le volgarità contro Bersani, l’Ebetino, il decalogo del grillino perfetto (versione postmoderna del fu “credere, obbedire, combattere”) ed altre variegate diversità morali di marca pentastellata da rivendicare per la gioia dei militanti e degli elettori illustri e non, che provavano sempre un brivido a dirti saputi “io voto Grillo” o rivendicandolo ad alta voce ad ogni ingresso nel bar.
C’erano una volta. Perché oggi Grillo pare sia repentinamente passato “alla disponibilità al dialogo con Renzi per verificare la fattibilità di alcune riforme comuni”. Che più che Grillo pare Alfano. Ma del resto questa è la politica fatta da un comico con la coerenza dei sondaggi. Ma è soprattutto il segno dei tempi. Con Grillo che inizia a passare di moda e deve ricollocarsi sul mercato, come i jeans col cavallo basso, e Salvini che imperversa manco fosse l’asticella per farsi i selfie.

Il tutto ad uso e consumo della stanca borghesia parastatale italiana. Quella a cui piace sempre darsi arie rivoluzionarie. Che esiste da quando esiste l’Italia. E tante ne ha viste passare. Senza bisogno di tornare agli albori del movimento fascista, il brivido rivoluzionario ha sempre attraversato l’animo cinico di quella minoranza silenziosa, ma non trascurabile. Che ha accompagnato il ’68 fingendo esuberanza giovanile, ha avuto amici con la P38 e i figli in collegio, ha fatto i girotondi ed è stata l’Italia dei Valori. Annoiandosi presto e spaventandosi prima.
Né di destra, né di sinistra, perfettamente costituzionale.

Di recente è stata grillina, ma è ormai prossimo il giorno in cui nessuno sarà mai stato grillino. Perché questa strana metaclasse sociale ha l’innata capacità di non essere mai stata quel che era. Del resto nessuno oggi è mai stato italvalorista, eppure in questa regione il partito personale di Di Pietro prendeva il 10% e veniva blandito dall’allora segretario del più grande partito della sinistra. E non s’illuda Salvini - che oggi fa l’ospite fisso del palinsesto televisivo e che piace non solo alla plebe cafona, ma anche a quelli che “almeno Salvini dice le cose come stanno” - non è troppo lontano nemmeno il giorno in cui nessuno di loro sarà mai stato leghista.

Ma non s’illuda nemmeno chi, questi borghesi parastatali, li ha in uggia. Perché rinnegando sempre il proprio passato preparano per sé un futuro identico a ieri. Comodo e vacuo, cinico e annoiato. E con quel piccolo brivido rivoluzionario che li fa sentire tanto vivi.

dal Corriere Fiorentino di martedì 10 marzo

6 marzo 2015
[Lungarno] Marzo

Lungarno di Marzo.

In giro per locali, ma lo trovate anche online. Qui.
Ci sono anche io "da qualche parte verso la fine" [cit.].
Più o meno così.
"... la gente non guarda più i talk show politici. Preferisce direttamente le interviste ai calciatori nel dopopartita. Che non sono felice di aver segnato, ma sono felice perché la squadra ha vinto. L'esatto corrispettivo del siamo impegnati a fare le riforme che il paese aspetta da anni.
Io da anni aspetto solo la pensione. Miraggio di benesseri passati. Del quando si stava peggio, in realtà non si stava affatto male. E non capisco perché qualcuno abbia voluto desiderare di star meglio di allora.
Vorrei poter invecchiare come mio nonno. In campagna. Non in città. Non a Firenze. Perché per provare a placare l’ansia ho smesso di uscire di casa e di leggere i giornali. Leggo solo le civette de La Nazione, sbirciando l’edicola davanti casa dalla finestra del bagno. E non mi sento al sicuro. In quelle civette vedo una Firenze dove la gente scopa per strada, beve e si diverte fino a tarda notte, la droga scorre a fiumi, soprattutto nelle scuole. Lo sballo e la movida, promiscuità, ritmi indiavolati, sesso ad ogni angolo di strada e prostituzione negli alberghi insospettabili, Sodoma, Arcore e Gomorra. Un posto meraviglioso insomma ..."

5 marzo 2015
[Sestri] Il tempo della dignità dura un attimo
Guardatelo tutti, ma non commentatelo per favore.
E' una responsabilità che non vale la pena d'assumersi. Perchè è di una violenza che tira fuori il peggio di ciascuno.
E sono poche le cose da rilevare.
La vita disastrosa toccata in sorte ad una ragazza che oggi ha 17 anni e davanti un poco di futuro che promette di essere addirittura peggiore del suo passato.
L'incredibile coraggio di una bambina di 12 anni che paralizzata dalla paura e dai colpi subiti continua a mantenersi lucida (e la sorte, buona almeno in questo, che ha fatto sì che quella bambina sia ancora viva).
Le risatine della ragazza che ha fatto queste riprese. Lei, che ha ingaggiato la leopardata per picchiare la dodicenne. Ride mentre riprende. Senza sapere che quella ripresa sarà la sua condanna. Spero in cuor mio che sia una giusta condanna.
C'è solo una cosa, solo una, forse, che questo video potrebbe insegnare. Che il tempo per dimostrare coraggio e dignità dura purtroppo solo un brevissimo attimo. Quello in cui si decide che una scena come questa richiede che, anche senza sapere cosa, qualcosa si debba fare per impedire che ciò continui.
E se fossi un padre, il dolore più grande, forse, sarebbe essere padre di qualcuno che assistendo ad una scena così, non avesse altro moto dell'animo che rimanere a guardare.
Magari fingerei di capire. Darei la colpa alla brevità di quell'attimo.
Ma sarebbe lo stesso un enorme dolore.

https://www.facebook.com/video.php?v=1571157376501302



CULTURA
4 marzo 2015
[Ciao] Siamo la stanca borghesia parastatale italiana
Ciao,
siamo la stanca borghesia parastatale italiana.
A noi piace tanto darci arie rivoluzionarie.
Esistiamo da sempre e abbiamo visto passare Mussolini, il '68, la Repubblica di Eugenio, gli amici con la P38, i figli in collegio e i girotondi. E l'Italia dei Valori e Beppe Grillo.
Ora c'è questo Salvini. E' un po' volgarotto, ma alla gente piace. E poi ha tanti gadget. Le felpe, le magliette, la Isoardi, un gruppo di seguaci variopinto.
E poi Beppe Grillo, onestamente, ci ha già annoiato.
Ma non temete.
Se è tanto vicino il giorno in cui nessuno sarà mai stato grillino.
Poco lontano è quello in cui nessuno sarà mai stato leghista.
Noi siamo la stanca borghesia parastatale italiana.
Ci annoiamo presto e ci spaventiamo prima.
4 marzo 2015
[Mutazioni] Da Grillo ad Alfano

Grillo: «Siamo pronti al dialogo. Su Rai, reddito di cittadinanza, andate tutti affanculo, merde, kasta, corrotti, siete morti, grazie, ciao».


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danza
4 marzo 2015
[C'era una volta un leghista] Che sembrava Do Nascimento
Ho letto che ha sollevato gran scandalo un leghista che in televisione ha detto che gli zingari sono la feccia della società.
Sono andato a vedere chi è costui.
Assomiglia in modo imbarazzante al mago Do Nascimento.

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SOCIETA'
4 marzo 2015
[Antiaborto] Associazione a delinquere
In un paese dove ancora oggi si rischia la vita per la clandestinità di fatto in cui è confinato l'aborto, mi spiace molto, ma continuerò a ritenere preti, papi, tenutari di cliniche pubbliche e private d'ispirazione religiosa, obiettori di coscienza e suorine varie, niente più che membri a vario titolo di un'associazione a delinquere.
Che miete vittime.
Nel silenzio delle istituzioni, laiche, di questo paese di omuncoli.

http://www.corriere.it/cronache/15_marzo_04/genova
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Oggigiorno tutti hanno spirito. Dovunque si va non si può fare a meno di incontrare persone intelligenti. E' divenuta una vera peste.
Oscar Wilde

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