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vita familiare
23 luglio 2015
[dal Corriere Fiorentino] Non si può dire, è berlusconiano

“Voglio abbassare le tasse”. Non si può dire, è berlusconiano. “E' ingiusto usare le intercettazioni come arma di diffamazione”. Non si può dire, è berlusconiano. “Alle giuste condizioni, ma i magistrati devono essere responsabili dei propri errori”. Non si può dire, è berlusconiano. “Mi piacciono le belle donne”. Non si può dire, è berlusconiano. Tanto che se uno non lo conoscesse, questo Berlusconi non potrebbe che rimanere subito simpatico.

Siamo alle solite. Il Presidente del Consiglio, stavolta Matteo Renzi, annuncia dalle telecamere della Rai che intende stipulare un patto con gli italiani. E qui varrà forse la pena chiarire che Renzi, in materia, ha già maturato esperienza in proprio. I fiorentini ricorderanno i 100 punti con cui Renzi si candidò alle primarie per il sindaco di Firenze, vincendole. Sicuramente non ricordano quali erano quei 100 punti, né quali siano stati effettivamente realizzati, ma ricordano l'essenza contrattuale di quella proposta. “La vera cifra del renzismo non sta in nessuno di quei 100 punti – scrivemmo all'epoca su queste pagine - ma proprio nel loro essere contratto, la formalizzazione del rapporto diretto fra Renzi e i fiorentini. Forma e al tempo stesso sostanza del populismo civico”.Era un Renzi che già guardava senza imbarazzi a formule vincenti che in Italia, certamente, Berlusconi aveva usato per primo, ma che fuori dall'ombelico peninsulare erano bagaglio di tanti e tantissimi. E non servirà scomodare John Locke per far pure presente che si tratta di ispirazioni venute da lontano.E lo stesso Renzi, già all'epoca, si vantava di aver ridotto le tasse in Provincia, facendo peraltro sorridere coloro che, alla meglio, da quella riduzione avranno risparmiato gli spiccioli per un caffè. Eppure era simbolicamente qualificante far presente che lui non giocava al giochino per cui ridurre le tasse non si può perché è di destra, mentre pagarle, considerandolo bellissimo, è di sinistra.Sono passati svariati anni e molte cose sono cambiate. Quel che non è cambiato è il riflesso manicheo di tanti. Ma non è cambiato nemmeno l'andamento della pressione fiscale: sempre inevitabilmente cresciuta. Per ridurre le tasse servono le coperture, per trovare le coperture servono risparmi, per risparmiare occorre evitare di spendere male i soldi che si chiedono ai cittadini. In certi casi occorre tagliare. Il tutto rispettando i vincoli europei.Non è affare da risolversi per slogan insomma.Ecco, quel Silvio Berlusconi di cui dicevamo sopra, in questa missione non è mai veramente riuscito. E' stato quello il suo limite più grande. A Renzi raccogliere una sfida difficilissima. Dal fronte meno comodo per condurla. Se poi ve n'è uno.

dal Corriere Fiorentino di mercoledì 22 luglio

22 luglio 2015
[A Firenze] C'era una volta il Renzi
Vi fu un tempo in cui a Firenze s'era il bellico del mondo. Erano i tempi del Renzi.
Matteino faceva un rutto ed ecco tre telecamere, un corsivo di Gramellini, un rutto più forte di D'Alema e la Bignardi a sentire se odorava di cipolla.
E noi fiorentini felici ed orgogliosi.
Perchè dopo una vita spesa a specchiarci negli occhi sgranati del solito turista, anche la nostra atavica presunzione ch'egli stesse guardando noi quanto siam belli, invece che il Duomo, iniziava ad incrinarsi. Iniziava ad affiorare il dubbio che forse non s'era poi così belli come c'era sempre stato insegnato a credere.
E invece l'onda renziana aveva rinsaldato la convizione che noi siamo i meglio di tutti. Fiorenza tornava a prendere il posto che le spetta di diritto. Al centro del mondo e in culo a Niuiòrc, Londra e chi cazzo è Parigi che noi di Parigi si conosce solo Narciso.
Oggi invece siam tornati d'improvviso agli anni d'oro in cui non contavamo un cazzo. Matteino nostro è a Roma che stringe patti con gli italiani e noi non ci caca più nessuno. Eppure ci si prova ad attirare un po' d'attenzione. La zingara che caca, il marocchino che piscia, quegli altri che trombano per strada. Ma nulla. Che tanto ormai gli zingari caconi ce l'hanno tutti. Non funzionano più.
Ma la vita va avanti. E per non cadere in depressione noi stessi fingiamo di riappassionarci a quel che speravamo di aver dimenticato. La piana di Firenze covo dei soliti, inossidabili, sempre loro comunisti. Il Gianassi, il Chini, il Chini, il Gianassi, il Gianassi, l'acqua calda, la mi'nonna con le ruote che era un carretto, quella cazzo di mitologia di falci, martelli e due palle così. Suvvia, diciamoci la verità. Se uno è un genio a raccontare quelle storie come Pilade Cantini o, più in piccolo, Roberto Benigni allora sì. Ma riviverle oggi no.
E invece stamani leggo in giro i commenti per il fatto che a Sesto Fiorentino hanno sfiduciato il sindaco. Una notizia che qualche anno fa avremmo conosciuto solo in caso di prolungatissima cacata con annessa lettura di quotidiano locale e che invece viene oggi sobriamente paragonata alla distruzione di Sodoma e Gomorra, gente che invoca la giustizia divina, isteria collettiva, cani e gatti che vivono insieme.
Mi sale la depressione.
Credo che riaprirò la rubrica di zia Tommasa come forma di ribellione nonviolenta.
Andate tutti affanculo.
20 luglio 2015
[dal Corriere Fiorentino] L'importante è stare divisi.

A Sesto Fiorentino ci sono i ribelli. Che a leggerla così, la notizia pare subito ammantarsi di un'aura di fascino proibito. E invece si tratta di otto consiglieri comunali della maggioranza, di sinistra ça va sans dire, che intendono sfiduciare il sindaco, nella persona di Sara Biagiotti, eletto meno di un anno fa col loro sostegno. Motivazione ufficiale “la città è ferma”.
In attesa che Sesto si muova al ritmo del commissario prefettizio, a Milano si dimette il vicesindaco Ada Lucia De Cesaris, che dice addio a Pisapia. “Difficoltà insormontabili” dice lei a pochi mesi dalle elezioni. E dalla capitale morale a quella reale il passo è breve e le dimissioni identiche. A Roma il vice di Ignazio Marino, Luigi Neri, di Sinistra Ecologia e Libertà, si dimette “per amore della città”.
Di capitale in capitale, ad Atene il compagno Tsipras è alle prese non solo con un rimpasto di governo ed una nuova maggioranza a sostenerlo, ma è oggetto di attacchi nient'affatto velati da parte del suo ex ministro Yanis Varoufakis, che sostanzialmente lo accusa di non essere tosto come lui, che ha il giubbino di pelle per andarci in moto e non come Renzi per andarci dalla De Filippi.


Al netto della distanza che passa tra Atene e Sesto Fiorentino, lasciando stare il povero Trotsky e dando per buono che ciascuno dei succitati protagonisti abbia le proprie ottime ragioni per fare ciò che fa; rimane sempre quel dubbio strisciante che, in fondo in fondo, perso per strada l'operaismo, abbandonato Marx, caduto il Muro, l'unico tratto che unifica la sinistra sia la divisione.
Del resto da qualche decennio lo slogan più in voga a sinistra è che qualcos'altro è sempre possibile. Un altro mondo, un altro paese, un'altra città, un altro condominio, un altro bilocale in zona centro. Ma soprattutto un'altra sinistra è sempre possibile. Poco importa che sia anche poco probabile. Poco importa che alla fine, invece della sinistra possibile, si materializzi il grillino inatteso di Livorno o il Toti che governa la Liguria.

Chi rinuncia ai propri sogni rinuncia a vivere, scrivevamo un tempo sui diari di terza media. E a sinistra si continua a sognare. E chissà che alla fine non avesse ragione il Sepulveda che scriveva “Quando vivi intensamente, capisci presto che la cosa più facile, più normale, è il fallimento, ma solo dai fallimenti ricavi una lezione. La nostra generazione è segnata dai fallimenti, eppure si potrebbe dire che proceda di sconfitta in sconfitta fino alla vittoria finale”.
Sepulveda fa il poeta, non il politico. In bocca al lupo per la vittoria finale.

dal Corriere Fiorentino di domenica 19 luglio


SOCIETA'
14 luglio 2015
#lagreciaclassica
Che poi sembrano tutti esperti di Grecia classica.
E si sbrodolano di citazioni.
La Grecia classica eh.
Quando i debitori insolventi erano adibiti al lavoro forzato, venduti o uccisi.
14 luglio 2015
#voibravisoloaparole
Vacanze in Grecia prenotate.
#voibravisoloaparole

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14 luglio 2015
[Di preciso] Chi?
Di preciso, senza l'Europa cattiva, i soldi alla Grecia chi glieli avrebbe prestati?
I russi? I cinesi? Gli americani? Krugman? L'Unità?

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finanza
14 luglio 2015
[Il piano segreto] di Varoufakis
Varoufakis: "Avevo pronto un piano segreto, ma Tsipras non mi ha ascoltato"


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14 luglio 2015
[Niente panico] Siete poveri
Niente panico - SIETE POVERI
Su Lungarno faccio del classismo e vi spiego come mai è morta la civiltà del villaggio vacanze. Per colpa di Fiorello.

14 luglio 2015
[La mia Yaris] Beve solo Moët et Chandon.

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finanza
14 luglio 2015
[NO] euro

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14 luglio 2015
[Il famoso] #regalodimerda
14 luglio 2015
[Forza Silvio] Senza se e senza ma
Chiari, concisi e senza tanti giri.
Non solo la sentenza di Napoli che condanna Silvio Berlusconi, ma l'intero processo a suo carico è un processo indegno di un paese civile.
Un processo tenuto in piedi con lo sputo, che si regge sull'apparizione in sogno del padre di De Gregorio (quello squallido figuro eletto al Senato con l'Italia dei Valori) e che la procura napoletana ha tenuto in vita con l'unico scopo di ricattare anch'essa un Berlusconi ormai in balia degli eventi.
Se esiste qualcuno che ha il coraggio di negare tutto questo si faccia avanti.
La procura di Napoli deve essere chiusa immediatamente per ragioni di igiene morale.
CULTURA
14 luglio 2015
[Europa] Che schifo
Salvini: "L'Europa è una merda".
Tommaso: "Tu che lavoro fai?"
S: "Il parlamentare europeo".
T: "Hai ragione".

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SOCIETA'
14 luglio 2015
[Numeri] 20 miglia, 30 giorni, 1 milione. E mezzo
51 persone, da 30 giorni, su uno scoglio a Ventimiglia.
Abbandonate. E vaffanculo.
1 milione e mezzo di persone. A casa.
Che guardano la trasmissione di Del Debbio.
CULTURA
14 luglio 2015
[Non è colpa dei greci] ma dei nostri fini intellettuali
La Grecia è un paese affascinante.
Registra livelli record di: evasione fiscale, corruzione, ingiusta distribuzione delle risorse pubbliche, familismo amorale.
Ed è il paese modello per fini intellettuali che pensano di essere di sinistra.
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mailme@: tommasociuffoletti-at-gmail.com




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