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sentimenti
20 agosto 2014
[Quando guardo Giulietto Chiesa] Il dispiacere
Io quando guardo Giulietto Chiesa, proprio nel vedere le linee che disegnano il suo profilo, le sue forme, la sua geometricità, quando lo osservo come sagoma tridimensionale, ecco in quel momento mi chiedo se non esista una relazione tra certe proporzioni e l'immagine pura del dispiacere.
Per me Giulietto Chiesa rappresenta la forma del dispiacere.
Provo avvilimento nel guardarlo.

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SOCIETA'
8 agosto 2014
[dal Corriere Fiorentino] Gufi, sciacalli e diritti dei carcerati

«Il consiglio dei ministri ha approvato stamattina il piano carceri messo a punto dal Guardasigilli Angelino Alfano. L'obiettivo del ministro della Giustizia, per far fronte all'emergenza delle carceri piene, è di creare 21.709 nuovi posti nei penitenziari italiani entro il 2012».

Così si scriveva sui giornali il 12 gennaio 2010, il giorno della conferenza stampa che annunciava il famoso “piano carceri” dell’allora ministro di Giustizia Angelino Alfano, oggi nuovamente al governo nel ruolo di ministro dell’Interno.

E ci sarebbe da sorridere, non fosse una tragedia, a pensare che da allora ad oggi il numero di posti disponibili nelle carceri italiane non solo non è aumentato, ma si è ridotto! “La verità è che alla fine del 2013 sono in funzione poche centinaia di nuovi posti – si legge nell’ultimo rapporto stilato dall’associazione Antigone -  e questo solo grazie all'inserimento nel piano carceri di progettazioni già avviate in precedenza. Certamente sono molti di più i posti che, dal 2010 ad oggi, sono andati perduti per la ormai pressoché generalizzata assenza di manutenzione degli istituti”.

E ci sarebbe da ringraziare il fresco di questa estate, l’unico che finora, a parte Marco Pannella e i suoi radicali, si è impegnato per dare un po’ di sollievo ai detenuti del carcere di Firenze, che sono circa il doppio di quelli che potrebbero essere ospitati. Anche se va tristemente ricordato che a Sollicciano, il 5 di giugno, si è già registrato il primo suicidio dell’anno. E la speranza che possa essere l’ultimo è affidata alla pietas di ciascuno, perché non si vedono all’orizzonte segnali incoraggianti.

Oggi infatti il dibattito ferve sulla questione, pure importante, della responsabilità civile dei magistrati. I quali non mancano certo del potere di far sentire la propria voce e di far valere le proprie ragioni, comprese quelle corporative. Mentre un placido silenzio è calato sulla questione delle carceri. Il famoso decreto che avrebbe dovuto “svuotarle”, voluto dal ministro Orlando, pare aver non aver svuotato un bel niente e ad oggi si continua a nicchiare sul tema, così come su possibili provvedimenti di clemenza. I cittadini detenuti, compresi i tanti in attesa di giudizio, non hanno un sindacato di categoria, non hanno voce, ma c’è chi ha provato a dargliela. Dal Papa al Presidente della Repubblica.

E’ vero, c’è chi è pronto a farsi facile sciacallo, di fronte all’opinione pubblica, in caso di indulto o amnistia oppure di provvedimenti legislativi, decisivi per qualsivoglia riforma della giustizia, che depenalizzino certi reati o che prevedano pene alternative rispetto alla detenzione. Ma non vedo perché un governo che ribadisce sempre di non aver paura dei gufi, dovrebbe invece farsi intimorire dagli sciacalli.

dal Corriere Fiorentinomdi venerdì 8 agosto 2014

24 luglio 2014
[dal Corriere Fiorentino] Sacro e profano si tengono per mano

“Ci fa piacere che la giunta si assuma il compito di tutelare la dignità dei monumenti che abbiamo in cura, perché questa attenzione non potrà che essere indirizzata anche al contesto in cui questi monumenti si trovano, ovvero l’intera piazza del Duomo, che ne ha ancora tanto bisogno”. Questa nota dell’Opera del Duomo è stata, per adesso, l’ultima parola pronunciata nella polemica innescatasi col Comune di Firenze a seguito del diniego opposto da quest’ultimo alla richiesta, avanzata dalla stessa Opera, di concedere parte della facciata del Battistero ad un’azienda pubblicitaria di Milano. I soldi della sponsorizzazione sarebbero dovuti servire a pulire i marmi del Battistero, ma pare che la stessa Opera del Duomo non potesse offrire garanzie sulla natura del messaggio pubblicitario che sarebbe stato esposto. Per tagliare la testa al toro l’amministrazione ha inserito nel regolamento pubblicitario comunale, una norma che assegna alla giunta il potere di stabilire quali pubblicità sono o meno ammesse ad essere esposte su 5 luoghi simbolo della città come Ponte Vecchio, Palazzo Vecchio, Campanile di Giotto, Duomo e, per l’appunto, Battistero.

Sarà dunque un’istituzione laica a tutelare in via esclusiva la dignità di alcuni luoghi, compresi quelli sacri, per i cittadini tutti e in particolare per i fedeli cattolici. In questo caso ponendo il veto ad una richiesta, anch’essa di laica ispirazione, dato che la sponsorizzazione avrebbe fruttato circa un milione e mezzo di euro, avanzata dall’Opera del Duomo, che è invece una “fabbriceria” e in quanto tale il suo Consiglio d’Amministrazione è composto da 7 membri, di cui 2 nominati dal Vescovo e 5 dal Ministero dell'Interno sentito il Vescovo.

Si potrebbe giocare, con un po’ di malizia anticlericale, sulla sensibilità delle autorità religiose ad umili argomenti come quelli pecuniari. Ma sarebbe un giochino facile e sciocco.

Non solo perché la replica dell’Opera del Duomo, affilata quanto basta, punta il dito sull’innegabile nodo della  responsabilità del Comune nel salvaguardare innanzitutto il decoro - prima che delle facciate dei monumenti - delle piazze e delle strade in cui essi si trovano; ma anche perché l’altra notizia di questi giorni riguarda un’altra istituzione fiorentina e in questo caso non vi son di mezzo altro che i numeri di un bilancio: quello della Strozzina. Al netto di parole come spending review, workshop e altri anglicismi il presidente della Fondazione Palazzo Strozzi, Lorenzo Bini Smaghi, ha detto che non ci sono soldi per lo spazio d’arte contemporanea della Strozzina. E come saggezza popolare insegna, senza lilleri non si lallera.

Si potrà quindi essere maligni o anticlericali, si potrà essere nardelliani o meno, ma la possibilità di promuovere, sviluppare e quindi anche conservare per il futuro il valore di beni artistici, istituzioni culturali e altri patrimoni della nostra città e del nostro esserne cittadini, passa inevitabilmente anche attraverso una disponibilità economica che possiamo pure giudicare per il suo carattere umile e ben poco sacro. Ma è un po’ rinnegare la storia di una terra che proprio sul legare insieme umile e sacro, in modo virtuoso, ha costruito le proprie migliori fortune.

dal Corriere Fiorentino di giovedì 24 luglio 2014

22 luglio 2014
[Ode] Liberateci dalla LEGALITA'
Castiglion della Pescaia, bagno Medusa, di fronte alle scalette un cartello. "Se avete perso oggetti di metallo in spiaggia chiamatemi. Ve li ritrovo!", segue numero di cellulare.
Bello nella sua immediatezza. Semplice, diretto, simpatico.
Mi sono immaginato un signore di mezza età, di quelli sorridenti. Col metal detector ti ritrova magari una collana, un anello, io una volta persi lo scudo sinistro di Sirio il Dragone dei Cavalieri dello Zodiaco (una specie di soldatino, tanto per intenderci, che indossava uno scudo di metallo) e avrei pagato oro per riaverlo. Come minimo il signore dell'annuncio si fa pagare a ritrovamento avvenuto sulla base di una stima tacita e condivisa del dovuto. Un prezzo realmente equo, per un'attività solidale senza retorica altermondialista del menga.
Ovviamente il signore dell'annuncio non avrà la partita iva, prescinde da tasse e Guardia di Finanza.
E fa bene.
Quel signore porta avanti l'unica vera grande tradizione italiana, nel senso di abitudine collettiva che grande ha fatto quel paese che da poco più di un secolo e mezzo si chiama Italia: l'arte di inventare attività utili nei modi più inattesi.
L'Italia è stata grande quando i suoi garage erano officine clandestine per motori truccati. La Ferrari, l'Aprilia e mille altre. L''Italia è stata grande quando lo Stato non arrivava ad alitare il suo fiato pestilenziale di burocrazia e codicilli in ogni angolo del paese. L'Italia è stata bella da vivere finchè non hanno iniziata ad appestarla col virus mortale della "legalità" come idolo.
Oggi gli educatori alla Travaglio hanno creato schiere di stitici come lui che sentono ardere nel proprio petto vuoto la fiamma del carabiniere mancato, che subito corre a chiamare le autorità per denunciare il furbetto cercatore di oggetti in metallo. Così come avrebbero denunciato l'Enzo Ferrari che sistemava motori pazzeschi nella sua officina, senza regolarmente immatricolarli o usando pezzi non conformi alla norma del codice stradale 137 barra bis.
La retorica della legalità in uno Stato che vive esso stesso nell'illegalità. E ci sguazza vergognoso come un maiale affonda il grugno nel trogolo. Che non paga i suoi fornitori, tortura i propri carcerati, ruba soldi alla collettività per creare debito pubblico. E che pure ha trovato schiere di orridi cantori coi capelli lunghi dietro, di scuola per lo più giacobino-torinese, quasi tutti chiaramente stitici, che ci hanno convinto ad immolare la fantasia, unico vero grande pregio del carattere italico, sull'altare della legalità. La ridicola LEGALITA'.
Affondando questo paese nel morbo del moralismo e del perbenismo. Annunciando il trionfo delle beghine e uccidendo ogni futuro.
Se esistesse davvero una società civile in questo paese ammorbato, dovrebbe dare l'assalto agli idoli del mito legalitario. Bruciando questure e prefetture, sedi di giornali e televisioni. Issando bandiere nere col teschio, femori incrociati e arcobaleni d'amore. Napoli capitale.
Se esistesse la sinistra, in Italia, oggi sarebbe a capo di un movimento clandestino per la liberazione dall'incubo legalitario, in nome della fantasia e della libertà.
... chissà ... forse è per questo che continuo a votare radicale.
Forse. Ma soprattutto io mi sento emotivamente vicino al cercatore di oggetti in spiaggia, al suo ingegno, al suo spirito d'iniziativa. W l'Italia, w la libertà.
SOCIETA'
21 luglio 2014
[Continueremo a farlo] Sopravviveremo
Siamo sopravvissuti ai girotondi, agli altermondialisti, agli Agnoletto e ai Caruso, all'Italia dei Valori, al popolo viola, a quello dei forconi e anche a quello delle agende rosse. Ai Gianni Vattimo, ai Flores d'Arcais, ai tromboni pagati rubandoci i soldi. Ai Travaglio, ai Padellaro e al Fatto Quotidiano. Siamo sopravvissuti ad Antonio Ricci e a Striscia la Notizia.
Siamo sempre sopravvissuti alla società civile.
E continueremo a farlo.
Per cui tranquilli, sopravviveremo anche ai grillini e alla Casaleggio e associati.
SOCIETA'
11 luglio 2014
[dal Corriere Fiorentino] Berlinguer non ti voglio bene, ma ti rispetto.

Il neoassessore fiorentino Lorenzo Perra orgogliosamente rivendica l’intitolazione di una piazza cittadina ad Enrico Berlinguer “un atto di sinistra, doveroso e che non a caso è tra i primi della nuova amministrazione”. E qua, Berlinguer a parte, è interessante prendere nota della priorità che la nuova amministrazione ha individuato per Firenze: intitolare piazze.

L’intitolazione avviene mentre Sinistra Ecologia e Libertà, nel trentesimo della morte di Berlinguer, promuove una campagna nazionale proprio per invitare i sindaci “a dedicare all’indimenticato segretario del Pci uno spazio vissuto del proprio comune”. Considerando le divisioni in cui si dibatte il partito di Nichi Vendola non si può negare che l’utilizzo di Berlinguer come santino possa avere un suo senso, appacificante e unificante.

Infine Enrico Rossi, anche lui, dice di voler ripartire da Berlinguer per ricostruire la sinistra. Già che ci siamo ci sarebbe anche da ricostruire il Muro di Berlino, predicare l'Eurocomunismo, rivendicare la diversità morale di un partito che prende fondi pubblici, soldi da Mosca e domina la Lega delle Cooperative e poi saremo pronti per la leadership di Enrico Rossi.

E va bene, benissimo così, perché a Berlinguer tocca dire di volergli bene, pena lunghe discussioni con amici e conoscenti che su tutto accettano punti di vista diversi, ma guai a toccargli Berlinguer. Più austeri dell’austera figura del dirigente di partito che ci hanno tramandato. Più permalosi di un fiorentino se gli tocchi la Fiorentina. Berlinguer il buono, il Giovanni XXIII del comunismo italiano. E secondo me qualcuno sarebbe pure tornato a casa dando una piccola falcettina e un martellino ai propri bimbi dicendogli che glieli mandava il Segretario.

La mistica del Berlinguer uomo onesto ed uomo probo ha travalicato ogni riferimento storico e politico. Così come il mito della diversità è diventato l’estremo rifugio per ogni sentimento di rivalsa, per ogni redenzione postuma, spesso immeritata, di militanti e non. Fino all’apice dell’omaggio registico di Veltroni. L’omaggio ad un uomo che da politico e segretario di un partito che aveva ramificazioni, organiche e non, nei giornali, nelle accademie, nelle procure, diceva di volere un partito che cessasse di occupare lo Stato. Il punto è che lo diceva da politico (più astuto che coraggioso secondo me). Certo non lo diceva da filantropo, non da figurina per santini. Quello che invece per tanti continua inevitabilmente ad essere e, quel che è peggio, ad essere tramandato. Anche a Firenze.

dal Corriere Fiorentino di venerdì 11 luglio

sentimenti
3 luglio 2014
[Ono] Mastico
Oggi è San Tommaso.
Ma io non ci credo.

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politica interna
3 luglio 2014
[Recondito] Bersani

Ogni tanto mi piace spingere il pensiero verso ricordi remoti, frammenti d'immagini, apparizioni, lontananze nel più profondo della memoria.
Ogni tanto ripenso a Bersani.


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SOCIETA'
3 luglio 2014
[Basta futuro] Guardiamo al passato
"Basta passato, adesso guardiamo al futuro".
Resta solo da stabilire se sia una frase di Matteo Renzi o Alena Seredova.

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sessualità
30 giugno 2014
[Prossimamente] Tette
Prossimamente, su tutti i quotidiani online, la photogallery delle 10 migliori scuse per mettere due tette in homepage.

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SOCIETA'
27 giugno 2014
[dal Corriere Fiorentino] Un bambino in carcere. Parliamo di cose serie.

Domenica 13 ottobre, Matteo Renzi, sindaco di Firenze, è ospite di Lucia Annunziata nel programma Mezz’ora su Raitre. Da candidato alle primarie che allora si svolgevano per eleggere il segretario nazionale del Partito Democratico, Renzi rivendica il suo spirito pratico di “uomo del fare” con la grinta che gli è propria. E in tema di carceri e giustizia rivendica “Noi siamo stati i primi in Italia ad aver fatto l’Icam (l’Istituto di custodia attenuata per le madri) per dire che le mamme detenute non stiano in carcere ma in una struttura ad hoc. Parliamo di cose serie!”.

Parlando di cose serie venne subito fatto notare dal dottor Luigi Pagano, vice capo del Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria, che molto banalmente Firenze non poteva essere la prima città in Italia ad aver istituito l’Icam per l’ovvia ragione che a Firenze, l’Icam, non c’era.
E non c’è nemmeno oggi.

E’ questa la paradossale ragione che a Sollicciano costringe in carcere da 5 anni un bambino che di anni ne ha poco più di 6, come ha raccontato la cronaca di Antonella Mollica su queste pagine nei giorni scorsi. In Italia un bambino può rimanere in carcere con la madre detenuta fino ai 3 anni. Una legge del 2011 ha innalzato l’età massima per i bambini detenuti, ché tali sono anche loro, fino a 6 anni, a patto che vengano alloggiati in uno dei già rammentati istituti di custodia attenuata. Che però, nella gran parte dei casi, non ci sono.

E’ la solita grande ipocrisia italiana. Una legge dello Stato prescrive una condotta che lo Stato stesso non è in grado di rispettare. Il carcere è lo specchio più evidente di questa ipocrisia. La stessa con la quale, come Repubblica italiana, aderiamo a trattati internazionali contro la tortura, ma poi nelle nostre carceri non siamo in grado di far rispettare standard minimi di umanità e rispetto della dignità umana.
Tecnicamente il nostro è uno Stato criminale. Criminale non meno di coloro che alloggia nelle proprie sovraffollate carceri. E sarebbe divertente spiegarlo agli sventolatori di manette, ai tanti intellettuali del “bisognerebbe sbatterli in galera e buttare via la chiave”, agli alfieri della società civile che in sprezzo ad ogni logica riescono ad evocare nella stessa frase parole come “etica”, “morale”, “calci in culo” e “impiccagione”.

Ma sarebbe interessante parlarne anche con il fu sindaco di Firenze Matteo Renzi. Dimenticandoci della bugia detta dall’Annunziata, dimenticandoci anche delle sue giravolte in tema di provvedimenti di clemenza per i detenuti. Ma rammentando che questo non è un problema che riguarda solo i sondaggi di gradimento di un’opinione pubblica imbarbarita. Ma riguarda la civiltà di un paese. E di un popolo.

dal Corriere Fiorentino di Venerdì 27 giugno

POLITICA
26 giugno 2014
[Liberalismi] Italia-Iraq
In Iraq, il fondamentalismo islamico impone il taglio delle mani per i ladri, crocifissione per i reati più gravi, divieto del consumo di droghe, alcool e tabacco.
E' un po' come se al governo ci fossero Travaglio e Giovanardi.
POLITICA
26 giugno 2014
[App, zanzare e 5stelle] Correlazioni dirette
In Italia oltre 500.000 download di app per iPhone
che dovrebbero tenere lontane le zanzare con gli ultrasuoni.

E vi sorprende il Movimento 5 Stelle al venti percento?
SOCIETA'
26 giugno 2014
[Giovanardi jr e le canne] Comprensione
Dice Giovanardi che se suo figlio si facesse le canne, lui lo denuncerebbe.
Io, più banalmente, lo capirei.
SOCIETA'
23 giugno 2014
[Quesiti] Il villaggio globale
Chissà che fine ha fatto il "villaggio globale" di cui scrivevamo nei temi in classe degli anni Novanta?

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Oscar Wilde

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