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televisione
19 marzo 2010
[L'infame censura Rai dopo Bigazzi una nuova vittima] Giù le mani dal compagno Busi!

politica interna
19 marzo 2010
[Francesco Barbato Deputato Idv] L'Italia dei Valori e il senso del ridicolo
Per la serie: senso del ridicolo.
Scrive su Facebook Francesco Barbato Deputato Idv

"Sto in fondo alla classifica ?Bene io a roma per dare, non per avere.http://www.ilmattino.it/articolo.php?id=94821&sez=NAPOLI"

Dichiara 72mila euro e spicci la povera stella. 6.000 euro al mese poverino (extra e benefit esclusi)!! Ed è a Roma per dare, non per avere ... pensa se era il contrario!
Ahhh l'Italia dei Valori ...
17 marzo 2010
[Gaber] Trani a gogo


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permalink | inviato da inoz il 17/3/2010 alle 12:1 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
politica interna
17 marzo 2010
[Il comitato elettorale di Silvio Berlusconi] E' a Trani
Il comitato elettorale di Silvio Berlusconi è la procura di Trani
SOCIETA'
15 marzo 2010
[Prole inetta] Oppiomani silenziosi
La mia generazione consuma tonnellate d'oppio in formato Playstation, happy hour, shopping, calcetto e vacanze al mare. Dobbiamo godere e non rompere i coglioni. Di cosa ci lamentiamo? In silenzio dobbiamo stare. Ad aspettare la fine. Godendo. In silenzio. Aspettando la fine.
SOCIETA'
15 marzo 2010
[Settignano] Le menti migliori avvilite dalla disoccupazione


Passeggiare sul tramonto per le stradine di Settignano eleva lo spirito. Se poi in testa hai qualche strofa dei Baustelle ed in bocca il sapore del chinotto puoi persino dimenticarti che hai visto le menti migliori della tua generazione avvilite dalla disoccupazione
politica interna
11 marzo 2010
[dal Corriere Fiorentino] Decreti, cialtroni e retorica golpista
Caro Direttore,
di tutta la vicenda relativa alle liste per le elezioni regionali di questi giorni rimane soltanto un dibattito tanto misero, quanto avvelenato in cui si perdono i contorni della questione. Chiariamo subito che in Lombardia e per il caso del listino della Polverini in Lazio la riammissione delle liste incriminate non è legata a decreti di sorta, ma alle decisioni dei tribunali amministrativi. Allo stesso modo il caso della lista PdL a Roma, che giustamente continua a non essere ammessa, è l'esempio lampante di come dai predellini ci si può sporgere per salutare folle, ma non per costruir partiti.

Il decreto interpretativo firmato da Napolitano, infine, è un atto superfluo, inutile, se si vuole risibile, ma non golpista. Mostra certamente quanto vi sia d'arroganza in una maggioranza che gioca a far la vittima dei giustizialisti di sinistra, senza mai aver avuto l'onestà d'ammettere che tutta questa situazione è dovuta alla propria cialtroneria. Ma la retorica del golpe viene brandita come una clava da chi persegue interessi che sono ben altri da quelli della difesa delle istituzioni dello Stato. E la prova lampante di ciò è data dal becerume dei toni e delle parole usate da costoro nei confronti di chi rappresenta l'unità nazionale; il Presidente della Repubblica.

Per guardare alla versione fiorentina del dibattito, dunque, io credo abbia ragione il sindaco Renzi a dire che il PD non ha nulla da guadagnare a cercare di montare la protesta di piazza contro il governo. Non foss'altro perchè una piazza di quel tipo è un campo su cui vigono regole mediatiche che tutti conosciamo. Sono quelle che premiano chi la spara più grossa. E considerato che c'è già chi le spara che più grosse non si può, il PD non avrebbe altro spazio sulla scena che quello per accodarsi. Come una pecora, in un macello.
E' già successo tante volte, non mi stupirei se succedesse ancora, visto quanto è restia la vecchia classe dirigente di quel partito (che è la stessa dei tanti partiti che lo hanno preceduto) ad imparare dai propri errori.

Eppure, al netto di queste considerazioni, il caso di questi giorni avrebbe molto da dire, d'interessante, ai cittadini che guardano allibiti il teatrino delle reciproche accuse. Perché le norme che regolano l'accesso alle competizioni elettorali sono importanti in un paese democratico. C'è chi, Pannella e i Radicali per non fare nomi, denuncia non da ieri, ma da decenni, come queste vengano costantemente violate dalla totalità dei partiti che poi, attraverso i propri eletti, siedono proprio nelle assemblee legislative del paese.

Forse qualcuno che non è smemorato come la classe politica di questo paese, ricorda il caso delle firme false della lista di Alternativa Sociale, di Alessandra Mussolini, alle scorse Regionali del 2005. Un caso che toccò anche la Toscana, dove si scoprì che centinaia di firme false erano state autenticate da amministratori locali di centrosinistra, i quali furbescamente credevano che la lista mussoliniana, che si presentava da sola, potesse toglier voti a quelle della coalizione berlusconiana.

Ebbene, riflettere sui criteri con cui viene gestita la vita democratica di questo paese, a partire dalle possibili riforme delle norme che regolano l'accesso alle competizioni elettorali, così come quelle che regolano la comunicazione pubblica nei periodi precedenti le elezioni non sarebbe esercizio banale. Certo più utile di decreti salvacialtroni e della vuota rissa di questi giorni. Anche se mi rendo conto che nei periodi di campagna elettorale il buonsenso si sospende.
E non è un caso che in Italia ci sia campagna elettorale tutto l'anno.

dal Corriere Fiorentino di Mercoledì 10 Marzo 2010
politica interna
8 marzo 2010
[Dal Corriere Fiorentino] La novità e i limiti del populismo civico
Caro Direttore,
in questa fase della vita politica locale, tra le inchieste della procura ed una campagna per le regionali che fatica ad appassionare, sono forse le vicende cittadine quelle che offrono maggiori spunti d’interesse. Per la prima volta dai tempi delle elezioni primarie, infatti, si è aperto un confronto critico fra il sindaco Matteo Renzi e il suo partito. Fino ad oggi erano stati i sindaci dei comuni della piana fiorentina a polemizzare con il collega del capoluogo. Ma tali querelle avevano caratteri chiari, a partire da quelli, non certo facili, dei protagonisti.

La rappresentazione di questi giorni è invece quella della sfida del PD fiorentino al sindaco Renzi ed anche della volontà di rivendicare una presenza del partito di maggioranza relativa della città, che forse qualcuno giudicava troppo marginale negli ultimi tempi. Si tratta di una rivendicazione per certi versi comprensibile, anche se non va dimenticato che il PD fiorentino è entrato in crisi da ben prima che Matteo Renzi vincesse le primarie. Anzi, furono proprio i mesi di preparazione alle primarie per il sindaco a mettere in seria difficoltà il Partito Democratico, su cui incombeva il peso di scelte complesse: dalle regole delle primarie, alle alleanze elettorali. Il tutto aggravato dalle ricadute politiche che le inchieste di quei mesi ebbero nei confronti di un sistema di potere, per buona parte identificato proprio con alcuni esponenti locali del PD, che parte crescente dell'opinione pubblica cittadina riteneva fosse da cambiare.

Renzi è stato più capace di altri nel leggere la situazione e ad attrezzarsi per una sfida giocata sul cambiamento delle regole. Ritengo ancora oggi che la definizione di “populismo civico” sia quella più adatta a definire il carattere politico del Renzi che vince le primarie e successivamente diventa sindaco di Firenze. Certo lo ha fatto senza il proprio partito, per non dire contro la volontà di chi allora lo guidava. Ma non credo sia con uno spirito revanscista nei confronti del "ragazzo" che il PD cittadino potrà trovare uno spazio nuovo per sé. Riproporre oggi lo schema del partito che riassume, interpreta e dirige l’opinione pubblica di questa città, e che ad esempio in nome di questo rispolvera la bandiera della “concertazione”, appare uno sforzo istintivamente comprensibile, ma non credo destinato al successo. Un partito, specie strutturato come il PD a Firenze, può essere senza dubbio un grande strumento di politica. Ma più che metterlo al servizio di una “guerra” con Renzi o al reclamare la concertazione, si dovrebbe misurarlo nella sua capacità di costruire e dar corpo a proposte politiche. Di indicare obiettivi più che rivendicare il ricorso a metodi fini a se stessi.

Tuttavia, questo sussulto rappresenta anche un segnale per il sindaco. Il sistema delle primarie, infatti, è funzionale ad un ricambio al vertice. Nella migliore delle ipotesi, poi, ad esso dovrebbe seguire un ricambio più complessivo, a partire da lì, dal vertice. Capisco che sia più facile a dirsi che a farsi, ma credo anche che sia rischioso pensare che tutto possa sempre risolversi nel rivendicare un rapporto prioritario ed esclusivo fra sé e i fiorentini. Anche il populismo civico ha i suoi limiti.

dal Corriere Fiorentino di Mercoledì 3 Marzo 2010
politica interna
3 marzo 2010
[Popolo della Libertà] Il partito dei fatti ...

politica interna
1 marzo 2010
[Colpa d'Alfredo] Dedicata al compagno Milioni
Dedicata al compagno Milioni, uno di quei compagni che, come il compagno Mirko Tremaglia, grazie ad un lavoro oscuro, ma attento e puntuale, ancora permettono alla sinistra italiana di vincere.


25 febbraio 2010
[Dal Corriere Fiorentino] Lo scherzo dell'OVOVIA e la sindrome del tram
Caro Direttore,
in questi giorni sono stato fra gli ideatori e promotori di un gruppo Facebook che ha raccolto velocemente oltre 500 aderenti. Titolo del gruppo “Ovvia si fa l’ovovia”, una provocazione che trae spunto dal rinnovato dibattito fiorentino sul passaggio della tramvia da piazza Duomo. La provocazione consiste nello sfuggire alla logica sempreverde delle divisioni tra guelfi e ghibellini e buttare nella selva di opinioni possibili la proposta di un’ovovia che attraversi la città da San Domenico al Piazzale Michelangelo e da Settignano a Monte Morello. La pagina è stata costruita ad arte, ma in modo tale che risultasse chiaro l’intento provocatorio e situazionista, con fotomontaggi, false dichiarazioni di esponenti politici locali e di presunti architetti di fama internazionale. Le assicuro che non è mancato chi, all’inizio, ha preso la proposta per seria.

Dietro lo spirito un po’ goliardico della provocazione, arricchita ben presto dalle idee e dagli spunti di chi vi ha aderito, sta tuttavia una considerazione forse meno risibile. Riguarda il carattere isterico del dibattere in questa città intorno ad opere e progetti di interesse generale. Alla base c’è quel modo tutto italico di discutere pubblicamente di calcio come se in Italia abitassero 56 milioni di commissari tecnici, di politica come se il nostro paese avesse dato i natali ad altrettanti Winston Churchill e così via. Allo stesso modo, a basarsi sui mille pareri riguardanti la tramvia fiorentina, verrebbe da pensare che nella nostra città vi sia la più alta concentrazione al mondo di laureati in ingegneria. Purtroppo io non sono tra costoro e sono ben conscio di non avere le competenze necessarie a parlare con precisione di accorgimenti tecnici, soluzioni pratiche e innovazioni tecnologiche relative alla tramvia. Ho certo le mie curiosità e le mie opinioni. Le coltivo tra mille dubbi, senza per questo perdere la serenità nel confrontarle con altre e soprattutto nel misurare le scelte di coloro che sono deputati ad operarle. Perché uno dei privilegi dei 56 milioni di commissari tecnici e Winston Churchill italici è quello di non essere poi chiamati a misurare la bontà pratica delle proprie teorie.

Questo privilegio, tuttavia, non si traduce in un atteggiamento che nel considerare legittima ogni opinione come la propria, accetta che poi vi sia chi è autorizzato e tenuto a compiere delle scelte assumendosene la responsabilità. Si preferisce piuttosto affogare il momento della decisione fra mille controproposte, anche tardive o strampalate, fornendo alibi a quelle autorità che invece di decidere alla fine preferiscono soprassedere, rimandare, non assumersi responsabilità ottenendo come risultato uno scontento perpetuo, generalizzato, certo molto democratico in apparenza, ma in realtà dannoso per tutti.

In questa cornice, poi, a caratterizzare il dibattere fiorentino c’è una sorta di isteria collettiva con annessa perdita di memoria. La decisione di pedonalizzare piazza Duomo è stata presa dal sindaco Renzi solo poche settimane fa. E’ vero che è stata presa senza troppo concertare, ma nei giorni successivi a tale decisione ho letto commenti unanimemente entusiasti, con celebrazioni persino eccessive e sovrabbondanti di retorica. Poi c’è stata la partenza della linea 1 della tramvia. E anche stavolta gli entusiasmi sembrano aver cancellato, oltre alle polemiche, anche il ricordo dei ritardi e dei costi quasi raddoppiati rispetto a quanto preventivato. Cose che invece andrebbero tenute presenti, perché parte di quei costi sono imputabili proprio al gioco delle polemiche e delle ridiscussioni continue. Ma così come al periodo del “è tutto sbagliato, è tutto da rifare” è seguita la fase dell’entusiasmo, ecco che ora sembra già tempo di tornare al periodo dei ripensamenti senza memoria.

Tutto legittimo, non voglio contestare la bontà delle intenzioni di chi ha inteso riaprire il dibattito sulla tramvia al Duomo. Rilevo tuttavia l’ondeggiare di un’altalena umorale che sarà pure parte del folclore locale, ma che nel frattempo misura la distanza con una capacità di governo da tutti invocata, da molti predicata, ma da pochi praticata.

P.S _ E infine, mi sia concessa una battuta, ma chi l’ha detto che l’ovovia sia un’idea da scartare?!

dal Corriere Fiorentino di Martedì 23 Febbraio
politica interna
22 febbraio 2010
[Situazioni] "Ovvia, si faccia l'Ovovia"
da CORRIEREFIORENTINO.it
qua la pagina Facebook sul progetto OVOVIA

«Ovvia, si faccia l'Ovovia»

Tra chi vuole il tram al Duomo e chi invece non ci pensa proprio a «spedonalizzarlo», qualcuno su Facebook inventa la terza via... si vola con l'ovovia

Ecco l'Ovovia

Ecco l'Ovovia

Della serie ridiamoci su. Non hanno perso tempo gli autori dell’ultima trovata, targata Firenze, che da poco imperversa su Facebook. Il titolo la dice lunga: «Ovvia si fa l’ovovia» e cavalca ironicamente l’ondata «popolar-revisionista» che, con a capo il presidente della provincia Barducci, sembra voler rivalutare il passaggio dal Duomo della tramvia.

ACCANTO AL DUOMO, L'OVOVIA - «Dopo un referendum, il doppio del tempo previsto, una spesa doppia di quella prevista, è arrivata la linea 1 della tramvia fiorentina. Un'opera che in Cina la fanno i bambini delle elementari, con il Lego, in 15 giorni”- si legge nel “manifesto” - Poi per evitarsi ed evitarci ulteriori menate sulla celebre linea 2 (quella che doveva passare dal Battistero) il sindaco Renzi ha tagliato la testa al toro e ha pedonalizzato piazza Duomo. Ora però, siccome la tramvia, dopo tutta la menata che c'è voluta, sembra piacere, ecco che arriva chi ci dice che bisogna farla passare dal Duomo lo stesso. Ecco, per me possono mettersi a discutere quanto gli pare, tanto la mia soluzione è quella che è meglio di tutti: ACCANTO AL DUOMO CI SI FA PASSARE L'OVOVIA».

CIUFFOLETTI TRA GLI IDEATORI - Tra gli ideatori c’è Tommaso Ciuffoletti, dottorando ed ex segretario cittadino del Psi, che racconta: «L’idea non è nuova, risale a quando ho iniziato a fare politica attiva a firenze. Ogni volta che si parlava di tramvia ci si riuniva in 5 e venivano fuori 18 idee, come se tutti fossero grandi ingegneri. Allora io, di fronte ad opinioni serie e convinte di varia natura, rispondevo altrettanto serio con la proposta dell’ovovia. Di fronte all’isteria fiorentina in cui si vorrebbe riaprire la questione Duomo sì/Duomo no, in questo clima di rinnovata voglia di dibattere sul nulla, ho pensato che la mia idea potesse, quantomeno, avere la stessa dignità».

I FOTOMONTAGGI - La pagina, che in pochissime ore ha attratto le prime adesioni, raccoglie in una galleria alcuni fotomontaggi in cui gli “ovetti” sfrecciano accanto alla cupola del Brunelleschi o giù dal Piazzale Michelangelo. Irresistibile la pagina dei commenti “vip” (taroccati). Il technoassessore «Giuliano from Empoli» commenterebbe: «L'OVOVIA è un progetto supercool che sposa modernità e fashion in una prospettiva catodica in cui Firenze diventa contemporary ma senza rinunciare allo charme della sua history».

Edoardo Lusena
19 febbraio 2010
politica estera
16 febbraio 2010
[Delusioni] Obama ha lasciato soli gli iraniani
Dispiace dirlo ma Obama ha deluso gli iraniani. Quegli iraniani che gridavano "U-ba-mas", in farsi "lui è con noi". Ma lui non è stato con loro. E allora capisci se qualcuno rimpiange le parole di chi disse loro: "to the Iranian people, I say tonight: As you stand for your own liberty, America stands with you".
politica interna
15 febbraio 2010
[Chiagnere e fottere] La Binetti dal PD all'UdC senza dimettersi
La Binetti aderisce all'UDC, andandosene dal PD, grazie alle cui liste è stata eletta in Parlamento. Credo d'aver capito che continuerà a mortificare il proprio corpo con il cilicio, ma non si dimetterà da deputata. Anche l'Opus Dei sa chiagnere e fottere.
politica interna
15 febbraio 2010
[Rapinamenti] E ora chi glielo spiega a Di Pietro?
E ora chi glielo spiega a Di Pietro che Fini e D'Alema non hanno fatto nessuna rapina?


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Intervista esclusiva a Massimo Bordin

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Capitolo I
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Relazione al convegno Bertinoro 2. Verso una moderna forza liberalsocialista
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