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diari di viaggio
9 aprile 2015
[Obrigado] Douro
Come fosse il contegno del contadino che si scuote la sabbia dall'abito scuro, quello buono, prima di darti la mano. Sorriso profondo, dignità, rispetto. E ribaltarsi dei ruoli tra nobiltà e umiltà. Con l'una che si confonde con l'altra diventando una cosa sola.
Così me lo immaginavo.
In realtà il Douro che ho visto è persino di più. È arricchito dall'entusiasmo di giovani, nuovi contadini. Portoghesi e non solo. Il ragazzo che siamo venuti a festeggiare è olandese ed ha deciso di venire a vivere qua dopo aver lavorato in mezzo mondo. Un po' di terra, vigne, una casa in costruzione, la vista del più incredibile paesaggio naturale creato dall'uomo per il vino. Il ragazzo ha compiuto 50 anni e se esiste un foglio da firmare per arrivarci con la sua stessa forza e gioia io, fossi in voi, firmerei subito.
Maarten Van Luyt.
40 tra parenti e amici venuti a festeggiarlo dall'Olanda. Almeno altrettanti da ogni parte del Portogallo. Hugo è arrivato dal Lussemburgo. Elisa, con me, dall'Italia. E solo ora capisco quale onore mi abbia regalato.







Entusiasmo, nobiltà, umiltà. E alla festa di Maarten eravamo in mezzo alla vigna più anarchica che abbia mai visto in vita mia. Ode all'andare in culo a tutti i professori della pianificazione paesaggistica. Bella da farti sorridere il cuore. Come la famiglia portoghese che quando ha visto arrivare Elisa, che aveva lavorato con loro 7 anni prima, se l'è abbracciata come una figlia. Ed io ero quasi commosso a vedere loro commossi. E gli occhi di Elisa che brillavano e solo a lei lo fanno davvero e non tanto per dire.



Amici, parenti, contadini, produttori, enologi, cuochi, responsabili commerciali, agronomi, bambini, una band che suona e confusione di parole: portoghese, inglese, italiano, olandese e io che mi confondo e finisco sempre col parlare spagnolo. Ad un certo punto della serata, nel bel mezzo della festa, un omaggio che in Toscana non si tributerebbe nemmeno a Piero Antinori. Ragazzi e ragazze da sei rinomate cantine del Douro portano ciascuno la propria bottiglia di porto 2011, le posano in riga sul tavolo, poi uno di loro tira fuori da sotto quel che avevano preparato: una bottiglia da 5 litri, tappo, martello ed un'etichetta speciale dedicata a Maarten. Noi tutti scattiamo foto mentre uno dei sei annuncia a gran voce quello che stanno per fare, come fosse il presentatore di un circo itinerante dei tempi del far west. E mentre parla tutti gli altri operano. Stappano ciascuno la propria bottiglia, versano, riempiono la cinque litri, posano il tappo, martellano, attaccano l'etichetta. Due minuti, se poi son passati, e la bottiglia speciale è pronta. Il regalo degli amici. Applausi, ancora foto, brindisi e io che continuo a chiedermi se a Piero Antinori qualcuno abbia mai fatto un regalo del genere.
No.
Qua l'hanno fatto ad un ragazzo di 50 anni, arrivato 7 anni fa per vendemmiare.
Douro.
Umiltà, nobiltà, entusiasmo e una piccola anarchia.
Mi piace tanto. Mi sento più leggero. Un toscano nel Douro capisce subito che per quanto possa credere di viverci, il mondo non ha ombelico.
Checché ne urli Jovanotti.




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Oggigiorno tutti hanno spirito. Dovunque si va non si può fare a meno di incontrare persone intelligenti. E' divenuta una vera peste.
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