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20 luglio 2015
[dal Corriere Fiorentino] L'importante è stare divisi.

A Sesto Fiorentino ci sono i ribelli. Che a leggerla così, la notizia pare subito ammantarsi di un'aura di fascino proibito. E invece si tratta di otto consiglieri comunali della maggioranza, di sinistra ça va sans dire, che intendono sfiduciare il sindaco, nella persona di Sara Biagiotti, eletto meno di un anno fa col loro sostegno. Motivazione ufficiale “la città è ferma”.
In attesa che Sesto si muova al ritmo del commissario prefettizio, a Milano si dimette il vicesindaco Ada Lucia De Cesaris, che dice addio a Pisapia. “Difficoltà insormontabili” dice lei a pochi mesi dalle elezioni. E dalla capitale morale a quella reale il passo è breve e le dimissioni identiche. A Roma il vice di Ignazio Marino, Luigi Neri, di Sinistra Ecologia e Libertà, si dimette “per amore della città”.
Di capitale in capitale, ad Atene il compagno Tsipras è alle prese non solo con un rimpasto di governo ed una nuova maggioranza a sostenerlo, ma è oggetto di attacchi nient'affatto velati da parte del suo ex ministro Yanis Varoufakis, che sostanzialmente lo accusa di non essere tosto come lui, che ha il giubbino di pelle per andarci in moto e non come Renzi per andarci dalla De Filippi.


Al netto della distanza che passa tra Atene e Sesto Fiorentino, lasciando stare il povero Trotsky e dando per buono che ciascuno dei succitati protagonisti abbia le proprie ottime ragioni per fare ciò che fa; rimane sempre quel dubbio strisciante che, in fondo in fondo, perso per strada l'operaismo, abbandonato Marx, caduto il Muro, l'unico tratto che unifica la sinistra sia la divisione.
Del resto da qualche decennio lo slogan più in voga a sinistra è che qualcos'altro è sempre possibile. Un altro mondo, un altro paese, un'altra città, un altro condominio, un altro bilocale in zona centro. Ma soprattutto un'altra sinistra è sempre possibile. Poco importa che sia anche poco probabile. Poco importa che alla fine, invece della sinistra possibile, si materializzi il grillino inatteso di Livorno o il Toti che governa la Liguria.

Chi rinuncia ai propri sogni rinuncia a vivere, scrivevamo un tempo sui diari di terza media. E a sinistra si continua a sognare. E chissà che alla fine non avesse ragione il Sepulveda che scriveva “Quando vivi intensamente, capisci presto che la cosa più facile, più normale, è il fallimento, ma solo dai fallimenti ricavi una lezione. La nostra generazione è segnata dai fallimenti, eppure si potrebbe dire che proceda di sconfitta in sconfitta fino alla vittoria finale”.
Sepulveda fa il poeta, non il politico. In bocca al lupo per la vittoria finale.

dal Corriere Fiorentino di domenica 19 luglio


sentimenti
4 febbraio 2015
[Prima] Ora solo grillini

Prima, in posta privata, mi scrivevano solo belle fihe per offrirmi il loro corpo.
Ora mi scrivono solo grillini per farmi divertire.

msg_1
caro tommaso ti ringrazio per avermi identificato come inutile merda [il riferimento è allo status dedicato ai fischiatori di napolitano ndr].....orgoglioso per le motivazioni che mi portano a detestare il tuo idolo......colui che si e' contraddisto come fascista,stalinista,berlusconiano amico di mafiosi......probabilmente di politica capiro' meno di te ....ma l'olezzo di arroganti,presuntuosi ed ignoranti come te e' inconfondibile.......per noi c'e' sempre possibilita' di migliorare per quelli come te no......siete aridi.....e sopratutto non avete combinato mai un cazzo se non sparare due cazzate su fb.......saluti......

risposta_1
Io ho solo due idoli. Jimi Hendrix e Massimo Bordin. Il primo non credo fosse fascista, stalinista o altro. Il secondo in gioventù era trotskista. Ma poi è finita lì.
Per il resto lei ha perfettamente ragione.

msg_2
mi spiace......la mia forza e' non aver mai ragione.......la ragione la lascio ai suoi pari......convinti delle vostre affermazioni finite sempre in sabbie mobili nelle quali invecchiate trasmettendo una certa tenerezza....praticamente di concreto non avete mai fatto niente troppo impegnati a giocare all'intellettuale bastian contrario.....in ogni caso delle sue idee interessa giusto il tempo di una lettura...problemi suoi......pero' l'inutile merda sarebbe il caso che se la mangi lei....e mi raccomando.....mastichi piano....

risposta_2
Mi pare un ottimo consiglio.
Grazie.

POLITICA
27 giugno 2007
[Da Trotsky a Pannella - La storia inedita del primo incontro fra Massimo e Marco] Intervista a Massimo Bordin - Capitolo II


DA TROTSKY A PANNELLA - Storia del primo incontro fra Massimo e Marco
(Secondo capitolo dell'intervista a Massimo Bordin - a questo link il primo capitolo)


Se di RR e del suo stato di salute abbiamo detto, a questo punto vale la pena chiedere a lei come sta. Sveglia 5 giorni su 7 verso le 6:40 della mattina per preparare la rassegna stampa ..

Lei vuole scherzare! Io mi sveglio un’ora prima. Se mi sveglio alle 6:40 sono rovinato!

Ah! Quindi è il lavoro che inizia alle 6:40!

Sì … più o meno riesco a parcheggiare la macchina sotto la sede di RR verso le 6:40!

E adesso, per la preparazione ha anche un po’ d’aiuto.

Ci sono tre redattori che si danno il turno, sono i curatori del notiziario Aversa, Reanda e Marafioti, che danno un’occhiata sull’eco della stampa, attraverso un sistema su Internet , per trovare le citazioni sui Radicali.

Lei fa una delle rassegne stampa più seguite e apprezzate che va ora anche in video su Nessuno TV, oltre che sul web grazie a RadioRadicale.it.
Trova questo lavoro più “usurante” o più gratificante?!

Beh dai, “lavoro usurante” è una parola grossa, lasciamola a quelli che davvero fanno lavori usuranti. Gratificante lo è sicuramente, perché riscontro spesso che la rassegna è seguita non solo dall’ascoltatore tipo che m’immagino ascolti Radio radicale, ovvero quel target che la radio si dà: opinion maker, giornalisti, politici, amministratori. Ma anche da persone assolutamente al di fuori della politica, e che proprio perché fuori dalla politica ritengono Stampa e Regime uno strumento utile per capire cosa succede nella giornata. Questo sì è gratificante.

La stessa cosa vale per la conversazione con Marco Pannella?!

La conversazione con Pannella è un programma di culto! Ha un ascolto più ridotto, stando ai dati, però di fedelissimi e che spesso non sono Radicali! E’ questa la cosa singolare.
A parte che anche in quel caso il target è alto, ci sono degli ascoltatori insospettabili, dei quali NON farò i nomi, che seguono con attenzione la conversazione. Perché è il punto della settimana, fatto da Pannella, sugli avvenimenti politici: è la trasmissione di Pannella in fondo.

Adesso le farò alcune domande sulle quali la prego di correggermi se sbaglierò i riferimenti. Lei in gioventù ebbe a militare tra i Gruppi Comunisti Rivoluzionari (GCR) … giusto?

Sì come no!

.. e che erano la voce italiana del movimento trotskista e della IV Internazionale. Cosa ha conservato di quella giovanile passione per il compagno Lev Davidovic Bronštejn?

Beh, ma io per la verità avevo cominciato a militare prima .. dunque io sono di formazione comunista eretica, perché il PCI non m’aveva convinto nemmeno a 16 anni, quindi quando c’è stato il movimento studentesco io mi sono trovato bene .. ho frequentato il movimento, ho seguito tutto quello che è successo lì, frequentavo collettivi, poi insomma .. ad un certo punto ho avuto una svolta leninista ortodossa e mi sono messo con i compagni della IV Internazionale, ma è durata poco … E’ durata dal ’73 al ’78 … una cosa del genere, ma del movimento nel ’77 era già finito tutto.

Ho fatto qualche ricerca e tra le cose più curiose ho trovato un documento sulla XVII conferenza nazionale di GCR, del ’73 ..

No, nel 1973 io non c’ero ..

Novembre ’73 ..

Ah, novembre ’73 forse allora mi ero appena iscritto ..

.. a quanto ho avuto modo di leggere a quella conferenza si presentò una minoranza che si chiamava Tendenza Marxista Rivoluzionaria, guidata da Roberto Massari

Lo so, lo so, è una balla di Massari, l’ho letto anch’io …

Quella cosa lì …

Sì ma guardi, io ricordo perfettamente tutta la storia. Dunque, Roberto Massari, degnissima persona e valoroso editore di libri che meritano pure, in alcuni casi, all’epoca era un militante rivoluzionario quasi a tempo pieno. Sociologo in origine, ma persona versatile … ha fatto anche il maestro di pianoforte .. insomma un tipo pieno d’iniziativa ..
Dunque lui aveva questa “tendenza marxista rivoluzionaria”, noi eravamo giovani e libertari e quindi davamo, insomma, una qualche attenzione anche a chi dissentiva, non eravamo molto ortodossi.
Tutto qui, però io non ho mai pensato di militare per la tendenza di Massari!

Sì, sì, però c’erano …

Sì lo so ho visto che mi hanno inserito ma non ….

Sì, ma guardi, c’erano in quella pagina, alcuni estratti del documento presentato a quella conferenza del ’73 …

Sì, ma non c’entro nulla! Non ne prendo le distanze perché ho paura di passare per un estremista! Le dico tranquillamente che io all’epoca ero più estremista di Massari! Ritenevo Massari dogmatico, sostanzialmente, troppo ingessato.
Tutto lì, ma sono dibattiti quasi esoterici se fatti oggi .. Cioè, lei capirà che il dibattito sull’Argentina, il peronismo e la fazione operaia del sindacato in quella situazione è formativo senz’altro, dal punto di vista della formazione generale, politicamente però lascia poco!

No, ma guardi era giusto lo spunto per offrirle una battuta ..

Eh …

In quel documento, della minoranza di GCR, si legge che ci si deve impegnare per: la battaglia per la costruzione di una tendenza sindacale antiburocratica, lo sviluppo del lavoro politico tra gli studenti, l’intervento a sostegno del movimento della donna e contro le istituzioni totali e infine la lotta per l’applicazione del “centralismo democratico” nell’Internazionale.
La battuta che volevo farle era: ma lei era già Radicale senza saperlo?!

Ahhh! Vogliamo parlare di questo! No, ma questo è verissimo. Ma adesso questo sarebbe un dibattito teorico rilevante; e poi non è che uno deve dare un senso alle scelte della sua vita, però è vero che nella tradizione del movimento operaio e comunista la corrente trotskista è quella più attenta al dato del … diritto è una parola grossa, però al dato delle regole sì.
Molti dibattiti delle varie componenti trotskiste, che non fanno che scindersi, rifondersi, fondare internazionali e quant’altro … con forme che a volte tracimano nella megalomania, dedicano attenzione al dato formale. Perché poi, in fondo, la stessa concezione di burocrazia ha una lettura originalissima in Trotzky. Un testo come “La rivoluzione tradita” è un testo importante, perché spiega non solo le degenerazioni del partito .. che forse erano insite nel concetto stesso del partito leninista, e qui è il limite di Trotzky … ma non c’è dubbio che la disamina più precisa della degenerazione burocratica del partito in Russia è quella di Trotzky, almeno per tutti gli anni ’30.
Prova ne sia che escono fuori, da quella scuola di formazione politica, sociologi americani che poi si occupano di temi che sono stati all’attualità. Burnham per esempio è uno che viene dalla IV Internazionale, tanto che quando poi ne uscì, Trotzky scrisse contro di lui il suo ultimo libro “In difesa del marxismo”, in cui accusa Burnham di avere compiuto deviazioni sociologiste. Beh .. Burnam è un sociologo che ancora viene citato!

Tornando al ’73 … più o meno in quel periodo, Pannella – lo ricordava anche nella sua ultima conversazione alla Radio (domenica 20 maggio) – scriveva la prefazione ad un libro di Valcarenghi

Ma Valcarenghi non c’entra nulla col trotskismo …

No, no, no, il riferimento è a quel periodo, quello stesso periodo in cui Pannella scrive quella prefazione, che Pasolini definì un Manifesto del radicalismo …

Sì è molto bella quella prefazione.

Gliene riporto una citazione brevissima: “Amo speranze antiche come la donna e l’uomo; ideali politici vecchi quanto il secolo dei lumi, la rivoluzione borghese, i canti anarchici e il pensiero della Destra storica”. (- Bordin sorride -) Di lì ad un anno, nel ‘74, ci sarebbe stato il referendum sul divorzio.
Ebbene, come avvenne il suo primo incontro con Marco Pannella?

Guardi, il mio primo incontro con Pannella lo ricordo distintamente … ma non glielo diciamo, le affido uno scoop … Il mio incontro con Pannella, per quanto ricordi … può darsi che l’abbia visto anche prima, però onestamente se anche fosse è un ricordo che non si è impresso … però dunque, no …
E’ proprio quando c’è il referendum sul divorzio. C’è una grande festa a piazza Navona, dove va tutta l’estrema sinistra e c’andiamo anche noi. Ad un certo punto mi ricordo che, siccome c’era una campagna elettorale amministrativa e la piazza era effervescente, c’era uno striscione del Msi messo tra due alberi a piazza Venezia. Allora alcuni miei amici cominciarono a tirare giù quello striscione, con l’evidente intenzione di dargli fuoco.
Allora arrivò Pannella, piuttosto seccato, e disse a me, perché mi trovavo io lì, alla testa del manipolo di trotskisti locali, e mi disse: “Noo lasciate stare! La polizia non aspetta altro!”. E io feci il coatto e dissi: “E noi non aspettiamo altro che la polizia! E allora?!”
E quello fu il mio primo incontro con Pannella!
Poi ovviamente io sono cambiato e lui no! E questo va a suo onore.

Una scena bellissima!

Però poi quello striscione non lo bruciammo. Alla fine demmo retta a Pannella.

Ah sì?!

Come usa dire: “il buonsenso prevalse”. Perché dopo avere tenuto il punto con Pannella, parlai con i compagni e dissi: “non facciamoci riconoscere no! Vediamo se la cosa può filare liscia!”

Quindi il cambiamento era già in atto!

Ma non sono mai stato un estremista. Non troverà su di me cose di cui mi debba vergognare.

Non avevo alcun dubbio al riguardo

--- fine capitolo 2 ---

Introduzione - Buongiorno e benvenuti a Stampa e Reggime

Capitolo I
- Radio Radicale un esempio di servizio pubblico

Capitolo II - Da Trotsky a Pannella. Storia inedita del primo incontro fra Massimo e Marco

Capitolo III - Radicalia. Da Riccione a Padova verso la Rosa nel Pugno


Capitolo IV -
Riflessioni storico-politiche: costituente socialista, prospettive referendarie, l'anomalia Pci-Pds-Ds, ciò che sarà e ciò che non fu

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