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danza
20 giugno 2016
Toscana Pride
Pensateci un attimo.
Il Pride è una festa con cui persone che vengono discriminate chiedono di non esserlo più. Cioè questi vengono discriminati e invece di fare casino e spaccare tutto, cosa fanno? Organizzano una festa per le strade delle città.
E nemmeno fanno manifestazioni con slogan truci o inneggianti alla violenza. Ballano. Si divertono e fanno divertire.
In vita mia ho visto manifestazioni fatte a cazzo, ho visto manifestazioni fatte per difendere i privilegi di pochi spacciati per diritti, ho visto manifestazioni brutte, manifestazioni con slogan stupidi, manifestazioni pretesto per violenze, manifestazioni tristi, grigie, lugubri, stronze.
Oggi ho visto una festa di musica, balli, gioco, voglia di divertirsi, eccentricità e semplicissimo sorridere.
In una città dove non più di qualche anno fa, un ragazzo è stato pestato a sangue all'uscita di un locale, perché gay.
E fate un po' come vi pare, ma io quando sento o leggo quelle inutili lagne per il fatto che i Pride son manifestazioni "folcloristiche". O quando leggo quelli che dovrebbero insegnare ai gay come fare i bravi gay (avete presente quelli cresciuti con quella cultura democrista dove c'era sempre spazio per il gay, purché fosse il gay di regime? Che il gay di regime può andare anche in prima serata su Rai1 tanto è una macchietta - quella sì - folcloristica)?
Ecco io quando leggo certe cose vorrei che chi le scrive ci capitasse ad un Pride come quello di oggi. 
Per provare. Per vedere l'effetto che fa. Che magari è buono. Liberatorio. 
Grazie.
Ciao.


vita da impiegato
28 ottobre 2015
Sanremo Italia
Sanremo racconta l'Italia.
55.000 abitanti.
500 e passa dipendenti comunali.
118 assenteisti cronici comprovati. Difficilmente verranno licenziati.
Sui loro profili Facebook s'indignavano per i politici corrotti:
"Io non mi vergogno di essere italiano, mi vergogno solo di essere rappresentato da politici condannati e corrotti che saccheggiano ogni santo giorno uno dei paesi più belli del mondo".
Le indignazioni. I miei coglioni. Degne rappresentazioni.
Pippo. Il Festival. La Rai.
Col palco in balaustra.
Minaccia di buttarsi disoccupato organizzato.
Il paese reale. Nazionalpopolare.
diritti
17 marzo 2015
[Contro] Le unioni civili per froci
Sono fermamente convinto che le unioni civili siano una forma travestita di discriminazione. In poche parole un'ipocrisia.
Esiste uno strumento che si chiama matrimonio.
Negarlo a chi prova amore e vuole impegnarsi con una persona del proprio stesso sesso è una prepotenza vigliacca e ipocrita.
Ecco. L'ho detto.
Per quanto mi riguarda le unioni civili per gli omosessuali (e solo per loro) sono una pessima scelta di discriminazione ipocrita.
L'eterosessualità come orientamento sessuale di Stato.
E l'omosessualità come vergogna tollerata a cui concedere un recintello di dirittini.
Era difficile immaginare qualcosa di peggio.
CULTURA
10 febbraio 2015
[Lettere al Corriere Fiorentino] Combattere una guerra persa

Caro Direttore,
prima che esca dalle sale consiglio a chiunque di andare a vedere “The Imitation Game”, film che racconta la storia di Alan Turing. Genio della matematica, padre ideale del computer, crittografo in grado di dare scacco matto alla Germania nazista, uomo che ha spinto i confini del nostro sapere oltre ogni ragionevole previsione del suo tempo.
Turing era inglese, professore a Cambridge e omosessuale. Morì suicida a 42 anni dopo che venne condannato per oscenità perché provava attrazione per gli uomini invece che per le donne. A lui scegliere se preferiva due anni di carcere o tentare la via della castrazione chimica. Scelse la seconda perché non voleva abbandonare i suoi studi. Non resse e poco dopo mangiò una mela avvelenata (cianuro di potassio) ispirandosi a Biancaneve.
Prima dei titoli di coda del film, appare in sovrimpressione una didascalia: "Tra il 1885 e il 1967, in Gran Bretagna, circa 49000 uomini gay sono stati condannati per atti osceni". Condannati al carcere. Oppure alla scelta della castrazione chimica. In ogni caso all'espulsione forzata dal vivere civile. Umiliati, allontanati, derisi, uccisi per suicidio, uccisi di carcere. Le loro famiglie travolte insieme a loro.
Fino al 1967. Che significa, se non ieri, l’altro ieri. In Gran Bretagna, non in Corea del Nord. Guardare a quella didascalia ci lascia stupiti, sorpresi, increduli. Com’è possibile che si sia permesso di rovinare così tante vite? In nome di cosa? Per sconfiggere quali mostri?
In questi giorni a Firenze un preside di scuola superiore, persona che stimo per il suo metterci sempre la faccia senza nascondersi dietro facili ipocrisie, sta animando un dibattito per la sua decisione di far fare, alle forze di polizia, controlli antidroga all'interno della propria scuola.
L'intenzione è comprensibile e legittima: non voglio che si consumi droga o che si spacci all'interno dell'istituto.
Stimo il preside e l’uomo, capisco le sue ragioni, ma trovo che anche questa sia una battaglia sbagliata di una guerra ancora più sbagliata. Quella alla droga. Una guerra che, per come la si sta combattendo, non è mai stata vinta dal giorno in cui è stata dichiarata. In nessuna parte del mondo. E anzi, dove la si combatte con gli eserciti, come in Messico, è esattamente dove questa rende più ricchi i cartelli del crimine. Una guerra in nome della quale vengono spese quantità pazzesche di denari pubblici, che rendono a molti conveniente che essa continui. Alimentando circuiti poco virtuosi, compresi osservatori antidroga per distribuire poltrone ad amici e parenti, e nonostante la spesso eroica caparbietà di tanti agenti delle forze dell’ordine.
Una guerra che, così intesa, fa le sue vittime soprattutto fra i piccoli consumatori. Uniche vittime del loro presunto crimine. E credo che un giorno guarderemo a questi anni sorprendendoci per quanti soldi abbiamo buttato via, quante famiglie abbiamo messo in crisi e quante vite abbiamo rovinato in nome di una guerra sbagliata che così com’è, affidata all’illusione di una repressione impossibile, costosa e dannosa, possiamo solo e soltanto perdere

Lettera al Corriere Fiorentino di Martedì 10 Febbraio

CULTURA
12 gennaio 2015
[Breviario] Laicitià
A quelli che "Vaffanculo tutte le religioni, w la laicità".
Chi glielo spiega che essere laici significa esattamente garantire il diritto di ciascuno di credere nel dio o negli dei che ritengono più consoni?
E a quelli che "W Allah, vaffanculo l'Occidente" chi gielo spiega che se in occidente possono pregare Allah è proprio perchè qua s'è affermata una concezione laica dello Stato?
E chi glielo spiega a Borghezio ... ok lasciamo perdere.
20 novembre 2012
[Diritti] Rapporto Antigone 2012
Modificare le leggi della detenzione sociale: droghe, recidiva, immigrazione

Per deflazionare il sistema penitenziario è necessario intervenire in modo drastico sulle tre leggi
che producono – senza benefici per la sicurezza collettiva - i maggiori flussi di ingressi in carcere: la
legge ex-Cirielli, la legge Fini-Giovanardi, la legge Bossi-Fini.

Rapporto Antigone 2012 - SENZA DIGNITA'
politica interna
26 maggio 2011
[dal Corriere Fiorentino] La sinistra nel recinto
La geometria politica che divide da destra a sinistra il campo delle proposte è sempre materia delicata. Spesso può essere utile a semplificare, raramente ad inquadrare correttamente la scena. Ieri il presidente della Regione Enrico Rossi vi ha fatto ricorso per sostenere che “una sinistra all'acqua di rose, di stampo bleariano, non ha futuro e finirà per cedere il passo alla destra. Accade già in Spagna con 5 milioni di disoccupati e il 50% dei giovani senza lavoro, ma accade anche in Germania nonostante la crescita al 5%. Ovunque riesplode la questione sociale: lavoro, democrazia, dignità della persona, diritti sociali. E questo richiede una sinistra non annacquata”.
Tony Blair (non Blear), il leader laburista inglese che ha riportato la sinistra al governo dopo quasi un ventennio di dominio conservatore, diviene così il rappresentante di una sinistra “all'acqua di rose”. Strano destino per uno che ha segnato una svolta decisiva nel sanare la frattura tra sinistra e modernità, dando alla parola riformismo un'accezione nuova e rivoluzionaria per i canoni classici della socialdemocrazia europea. Destino ancor meno comprensibile se si guarda al tema del lavoro. Nel 2007, quando Blair lasciò la guida del suo paese, in Inghilterra il 60% di coloro che perdevano un lavoro poteva contare su forme di ammortizzatori sociali, nell’Italia di Prodi e dell’abolizione dello scalone Maroni erano il 18%.
Il punto della questione non è dunque avere patenti ideali di “sinistrismo”, ma avere progetti di riforma, attuabili, concreti e al passo con una realtà del lavoro che non è più quella su cui si sono misurati il pensiero e la pratica politica del Novecento.
Il paragone tra Blair e Zapatero è ulteriormente fuorviante. Il fallimento di Zapatero è stato proprio nelle mancate riforme necessarie per assecondare la crescita spagnola degli scorsi anni. Sburocratizzazione, riduzione e riassetto della spesa pubblica. Sono mancate proprio politiche liberali.
In Italia, una sinistra che volesse raccogliere la sfida abbandonata delle riforme avrebbe da ripartire non dal definirsi in base alla geometria politica, ma da proposte innovative. Per non fare nomi ci sarebbero quelle che da molto tempo ormai, propone il senatore del Pd Pietro Ichino, uno che per le sue idee è condannato dagli estremisti a vivere sotto scorta e dai suoi colleghi di partito ad abitare il recinto dei grilli parlanti. Un recinto dal quale, decidete voi se da destra o da sinistra, sarebbe bene liberarlo.

dal Corriere Fiorentino (http://corrierefiorentino.corriere.it/) del 24 maggio 2011
SOCIETA'
13 novembre 2007
[Associazionismo, laicità e nessuna banalità] La relazione di Michelangelo Stanzani per la RosArcobaleno di Bologna
Sabato scorso ho avuto il piacere di un invito a Bologna per l'inaugurazione della sede bolognese, dedicata a Reinaldo Arenas, della Rosarcobaleno, associazione lgbt di ragazze e ragazzi socialisti, liberali e libertari.
In quell'occasione ho potuto ascoltare la relazione d'apertura fatta da Michelangelo Stanzani. Si tratta di una relazione splendida. Da prendere, scaricare e conservare. Riuscire ad essere originali e appassionati, lucidi e calzanti nel trattare di laicità non è sempre facile. Il rischio di ripetere cose che l'uditorio ha già sentito è spesso altissimo.
Michelangelo ha invece dato prova di capacità non comuni. Gli ho fatto e ripetuto i miei complimenti in più di un occasione e sono contento di ripeterli qui.
Vi linko di seguito la pagina di Radio Radicale per poter ascoltare la relazione e vi segnalo anche un link, dal sito www.perlarosanelpugno.it, per poter scaricare la relazione in formato Word.
Lettura ed ascolto più che consigliati!

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Oggigiorno tutti hanno spirito. Dovunque si va non si può fare a meno di incontrare persone intelligenti. E' divenuta una vera peste.
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