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12 febbraio 2016
Sanremo autobiografia della nazione
Sono quelle battute che si fanno così. Chiaramente esagerate.
Lo sai te e lo sanno tutti, che non l'hai fatto davvero.
Io invece l'ho fatto. L'ho fatto davvero.
Ho guardato Sanremo e ho pensato ai danni storiografici fatti demonizzando il fascismo.
Facendone una parentesi d'errore nella storia di questo paese. Una lacerazione casuale dello spazio-tempo. Che ha portato in Italia i fascisti da Marte.
No. No, eravamo noi.
Guardando Sanremo ho capito che non si può fare finta di non sapere che il fascismo è stato autobiografia della nazione.
Così come non si può fare finta di non sapere che tanta Italia è, oggi, quella che anima Sanremo. Quella stessa autobiografia che torna. Forse.
Poi son tornato a casa e ho aperto Facebook per scrivere questa cazzata. E ho capito che invece quello che anima Sanremo, forse, è soltanto il timido partecipare al protagonismo diffuso del commento al troppo facilmente commentabile. L'infamata all'esibizione horror dei Pooh, la crudeltà scheccata sulle coscine di Arisa. Troppo, troppo facile. E tutti insieme ci si commenta e ci si legge. O meglio, ciascuno legge i propri di commenti. Quelli degli altri son troppi. Ne leggi giusto un paio ogni tanto e maledici quelli banali.
Insomma Sanremo mi fa pensare al fascismo, all'Italia, alla solitudine.
Guardarlo mi ha fatto soffrire.
Spero finisca presto e di non doverlo vedere mai più.
sentimenti
24 aprile 2015
[Inquietudine] Giannimorandiana
Capisco l'assenza di punti di riferimento.
Ma vedervi esaltati per un post di Gianni Morandi è inquietante.
5 marzo 2015
[Sestri] Il tempo della dignità dura un attimo
Guardatelo tutti, ma non commentatelo per favore.
E' una responsabilità che non vale la pena d'assumersi. Perchè è di una violenza che tira fuori il peggio di ciascuno.
E sono poche le cose da rilevare.
La vita disastrosa toccata in sorte ad una ragazza che oggi ha 17 anni e davanti un poco di futuro che promette di essere addirittura peggiore del suo passato.
L'incredibile coraggio di una bambina di 12 anni che paralizzata dalla paura e dai colpi subiti continua a mantenersi lucida (e la sorte, buona almeno in questo, che ha fatto sì che quella bambina sia ancora viva).
Le risatine della ragazza che ha fatto queste riprese. Lei, che ha ingaggiato la leopardata per picchiare la dodicenne. Ride mentre riprende. Senza sapere che quella ripresa sarà la sua condanna. Spero in cuor mio che sia una giusta condanna.
C'è solo una cosa, solo una, forse, che questo video potrebbe insegnare. Che il tempo per dimostrare coraggio e dignità dura purtroppo solo un brevissimo attimo. Quello in cui si decide che una scena come questa richiede che, anche senza sapere cosa, qualcosa si debba fare per impedire che ciò continui.
E se fossi un padre, il dolore più grande, forse, sarebbe essere padre di qualcuno che assistendo ad una scena così, non avesse altro moto dell'animo che rimanere a guardare.
Magari fingerei di capire. Darei la colpa alla brevità di quell'attimo.
Ma sarebbe lo stesso un enorme dolore.

https://www.facebook.com/video.php?v=1571157376501302



sentimenti
4 febbraio 2015
[Algoritmi] Sono una bella persona
Secondo Facebook le persone che potrei conoscere sono esclusivamente donne stagionate con foto profilo da casalinghe maiale e gruppi politico-esoterici del tipo "socialisti per la riforma del ciclo mestruale delle cavallette".
Sono una persona bellissima.
SOCIETA'
20 novembre 2014
[Spacciatori di merda] Da Hamas ai ridicoli intellettuali de'noartri

Auto lanciate come proiettili contro civili. Accoltellamenti. Stragi in sinagoga.
Good morning Israel (e ovviamente "Stop bombing Gaza").
"Vivi nel terrore, ebreo di merda, e non rompere i coglioni". Pensa il benpensante italico delle mie palle.
Mentre Hamas applaude, si compiace, regala dolci per festeggiare.
Ebrei di merda che crepano.
Poi ovviamente, tra un festeggiamento e l'altro, Hamas si ricorda di rivendicare la giustezza degli assassinii con la solita nota stampa. Bugiarda, oscena e infame.
Che però trova sempre qualche ridicolo cialtrone nostrano, passato per giornalista, che la riprende e la rivende. La rivende a tanti piccoli ignorantucoli saputelli che poi la spacciano a loro volta per strada, nei bar e persino su questa paginetta di Facebook, dove mi sarei anche rotto il cazzo di dare asilo a certe stronzate.

Ebbene, una delle ultime trovate di Hamas per rivendere come giusti gli assassinii di questi giorni, riguarda l'impiccagione di un autista autobus palestinese di 32 anni.
A dire di Hamas questo ragazzo, che lavorava per una compagnia israeliana e risiedeva a Gerusalemme, sarebbe stato massacrato di botte da un gruppo di non meglio identificati "coloni" (che sarebbe il modo per dire "ebrei cattivi"). Dopo essere stato massacrato di botte, questo povero ragazzo sarebbe stato impiccato.

Bene.
Ora io farò una cosa che mi disturba, ma che infine è necessario fare. Postare la foto di un cadavere.
Noi tutti, purtroppo, abbiamo avuto conoscenza di foto di ragazzi che prima di morire sono stati massacrati di botte. Perchè le foto del povero Stefano Cucchi tutti le abbiamo viste e tutti tristemente le ricordiamo. Il corpo coperto di lividi, ecchimosi, viola, rosso. Un'immagine tremenda. Che rimane impressa.

Ecco la foto del povero ragazzo che a dire di Hamas (e di alcuni geni nostrani che evito di nominare per non dar loro troppa importanza) sarebbe stato massacrato di botte.

La realtà è che l'indagine svolta dalla polizia israeliana parla di suicidio. E che i colleghi, ebrei di merda ovviamente, del ragazzo, quando lo hanno visto, hanno disperatamente cercato di salvarlo. Senza purtroppo riuscirci.

Quindi, per capirci, i merdosi assassini di Hamas usano un dramma, quello di un ragazzo che si suicida, per violentarne il cadavere e trasformarlo in una foglia di fico per la propria infamia.
E quel che è peggio ci sono bambocci, che si ritengono intellettuali, che rivendono tali infamie.

Ebbene voi, ridicoli bambocci, mi fate pena. E anche qualcosa di più.
Merde.

TECNOLOGIE
11 novembre 2014
[Gruppi] Il bello di Facebook

La cosa odiosa è che ti possono aggiungere d'ufficio a qualunque gruppo.
Spetta a te cancellarti.
Ho appena passato in rassegna i gruppi a cui ero stato aggiunto senza nemmeno saperlo. Quasi un centinaio.

Tra i gruppi politici degni di nota si segnalano:
. VOLONTARI GARIBALDINI PER L’ITALIA CON SILVIO BERLUSCONI (in altre parole: fiancheggiatori dell'Isis)
. Socialisti Pontini per Bersani (che credo siano amici di questi di sopra)
. Insieme Per Terracina (Insieme per Terracina? Non so nemmeno dov'è Terracina, ma ok)
. I SOCIALISTI CAMMINANO CON LE PROPRIE GAMBE (auguri)
E infine il mio gruppo preferito. Dal nome lapidario
. Siamo falliti! (con tanto di punto esclamativo)

Tra i gruppi generici a cui mi son trovato aggiunto ve n'erano di certamente interessanti, come: "SUPERCLASSIFICA SHOW Il ritorno di Maurizio Seymandi", o "CHI ADORA MARYLIN - Gruppo chiuso".
Ma i miei preferiti erano quei gruppi da situazionismo estremo, tipo:
. NON PREOCCUPARTI, CI PENSO IO!
. LA MAGIA DELL'AMORE - Gruppo segreto
. Se 6 di strada ti do UN PASSAGGIO..
. Destinazione Paradiso IL Ritorno
E il mitico:
. Ciao - Gruppo segreto

SOCIETA'
14 ottobre 2014
[Mestruazioni cerebrali] Genova per noi e per loro
Ok, ci sono stati imbecilli che hanno postato una foto che ritraeva: pallido italico in ripulitura di strada genovese (orgoglio patrio di questa Italia che si rimbocca le maniche e che quando vuole sa essere grande come il suo grande cuore), affiancato da negro identificabile come straniero a braccia conserte che guarda il pallido italico senza muovere un dito per aiutarlo (lurido negro immigrato che te ne fotti di questa terra bella che ti ospita, tornatene nel tuo paese di merda dove presumibilmente mangi banane e non fai un cazzo dalla mattina alla sera).
Bene. Sono delle povere fave. Mi pare evidente.
Ora però placatevi. C'è gente che da stamani, come forma di rappresaglia, posta qualunque foto ritragga insieme: del fango e coppie o terzetti di soggetti identificabili come bianchi, neri, filippini, cingalesi, genovesi, cartaginesi, vulcaniani che lo spalano. Uniti insieme nell'amore per Genova bella e un profluvio di "Angeli del Fango", cuoricini e parole a caso tra cui (a scelta): rispetto, orgoglio, solidarietà, vergogna, siamo con voi, amore e juve merda.
Ora, va bene che Facebook è la patria delle mestruazioni cerebrali, ma state esagerando.

https://www.facebook.com/tommaso.ciuffoletti
SOCIETA'
4 novembre 2013
[da Facebook] Seppellire Lidia Ravera
Sono laico, anticlericale, onanista e bestemmiatore di provata fede.
Detto questo consiglio ai miei colleghi che vogliono difendere il diritto all'aborto in questo paese di lasciar perdere il cimitero dei non nati votato dal Consiglio Comunale di Firenze (non da Renzi).
Protestiamo contro la mafia delle obiezioni di coscienza (che tutto sono tranne che di coscienza), contro l'ipocrisia di chi la pillola del giorno ti manda a prenderla a Monculi "perchè se non faccio l'obiettore col cavolo che faccio carriera come ginecologo".
Ma il cimitero dei non nati se volete contestarlo fatelo, a vostro rischio e pericolo, ricorrendo al limite alla categoria del buongusto (se proprio ci tenete).
Ma per favore ... per favore, l'articolo di Lidia Ravera sull'Huffington Post di oggi seppellitelo dove merita.
Nel cimitero delle idee non nate.

http://www.huffingtonpost.it/lidia-ravera/renzi-approva-il-cimitero-dei-non-nati-un-calcio-alla-194_b_4211225.html?utm_hp_ref=italy


https://www.facebook.com/tommaso.ciuffoletti
politica interna
30 ottobre 2013
[da Facebook] Parliamo di Cuperlo
Mi dite che parlo troppo (e troppo male) di Matteo Renzi. Va bene.
Parliamo di Cuperlo e della rilevanza politica della sua candidatura.
Fatto.

https://www.facebook.com/tommaso.ciuffoletti
19 novembre 2012
[Sdegno? Ok, ecco lo sdegno] A voi che postate foto di bambini feriti manco fossero la farfallina di Belen
Le foto dei bambini palestinesi sparate a raffica su Facebook. Nemmeno fossero la farfallina di Belen. In molti casi sono dei falsi. Ma non importa. Fossero tutte vere sarebbe pure peggio. E voi le rilanciate accompagnando commenti sdegnati. Non vi rendete nemmeno conto di che infamia sia. La vostra.
A voi va il mio di sdegno.
SOCIETA'
9 ottobre 2012
[Labouratorio 6.9] L'unica rivista che combatte Batman

politica interna
2 gennaio 2012
[Vecchia Politica 2.0] Enrico Rossi, Facebook e la stizza
Ti fai gestire la pagina Facebook da gente che pensa che Blair si scriva Blear.
Te la fai sorvegliare da troll e fake che insultano chi muove una critica od un appunto.
Un giorno appare su un quotidiano una pagina di satira ti prende in giro in modo talmente palese che tu non te ne accorgi, ti stizzisci e affidi al social network un commento acido e offensivo.
Ecco, qualcuno dovrebbe spiegarti che un vecchio politico che usa Facebook non diventa un politico nuovo. Rimane semplicemente ... un vecchio politico che usa Facebook.
Tanti cari auguri di buon anno al Presidente di questa Regione.
politica interna
30 novembre 2011
[Girovagando sul web] La divertente storia dei troll presidenziali

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permalink | inviato da inoz il 30/11/2011 alle 10:38 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
26 ottobre 2010
[Minzolinate] Il Tg1, Firenze e il degrado. E Renzi s'incazza
Io il Minzo l'ho sempre difeso. Almeno quando m'è capitato di vedere alcuni suoi editoriali che han destato scandalo a sinistra perchè dicevano quella che la sinistra non vuol sentirsi dire. E in certi casi, molti, troppi, quello che la sinistra italiana non vuol sentirsi dire è semplicemente la verità. Eppure vedo che stavolta col Minzo se la piglia uno che pure, anche lui, alla sinistra s'è preso la briga di dire tante cose spiacevoli: Matteo Renzi. La cosa m'ha incuriosito e così ho cercato su Google i video più recenti dedicati a Firenze. Pare infatti che il Tg1 abbia dedicato un servizio al degrado di Firenze come piccola vendetta (così dicono e se fosse vero la cosa sarebbe già ridicola di per sè) ad uno status feisbucchiano di Renzi in cui il sindaco se la prendeva col Minzo e col suo Tg. Tra quelli caricati nelle ultime 24 ore, però, con gran gioia di Renzi non c'è nessun servizio del Tg1, ma un video amatoriale fatto con una collezione di foto di Firenze realizzato, evidente da un turista spagnolo (o latinoamericano, non so). Il video s'intitola: Welcome to Florence, the most beautiful cities in Europe! - che a parte l'errore di grammatica si capisce bene. E di tutto tratta, tranne che di degrado.

25 febbraio 2010
[Dal Corriere Fiorentino] Lo scherzo dell'OVOVIA e la sindrome del tram
Caro Direttore,
in questi giorni sono stato fra gli ideatori e promotori di un gruppo Facebook che ha raccolto velocemente oltre 500 aderenti. Titolo del gruppo “Ovvia si fa l’ovovia”, una provocazione che trae spunto dal rinnovato dibattito fiorentino sul passaggio della tramvia da piazza Duomo. La provocazione consiste nello sfuggire alla logica sempreverde delle divisioni tra guelfi e ghibellini e buttare nella selva di opinioni possibili la proposta di un’ovovia che attraversi la città da San Domenico al Piazzale Michelangelo e da Settignano a Monte Morello. La pagina è stata costruita ad arte, ma in modo tale che risultasse chiaro l’intento provocatorio e situazionista, con fotomontaggi, false dichiarazioni di esponenti politici locali e di presunti architetti di fama internazionale. Le assicuro che non è mancato chi, all’inizio, ha preso la proposta per seria.

Dietro lo spirito un po’ goliardico della provocazione, arricchita ben presto dalle idee e dagli spunti di chi vi ha aderito, sta tuttavia una considerazione forse meno risibile. Riguarda il carattere isterico del dibattere in questa città intorno ad opere e progetti di interesse generale. Alla base c’è quel modo tutto italico di discutere pubblicamente di calcio come se in Italia abitassero 56 milioni di commissari tecnici, di politica come se il nostro paese avesse dato i natali ad altrettanti Winston Churchill e così via. Allo stesso modo, a basarsi sui mille pareri riguardanti la tramvia fiorentina, verrebbe da pensare che nella nostra città vi sia la più alta concentrazione al mondo di laureati in ingegneria. Purtroppo io non sono tra costoro e sono ben conscio di non avere le competenze necessarie a parlare con precisione di accorgimenti tecnici, soluzioni pratiche e innovazioni tecnologiche relative alla tramvia. Ho certo le mie curiosità e le mie opinioni. Le coltivo tra mille dubbi, senza per questo perdere la serenità nel confrontarle con altre e soprattutto nel misurare le scelte di coloro che sono deputati ad operarle. Perché uno dei privilegi dei 56 milioni di commissari tecnici e Winston Churchill italici è quello di non essere poi chiamati a misurare la bontà pratica delle proprie teorie.

Questo privilegio, tuttavia, non si traduce in un atteggiamento che nel considerare legittima ogni opinione come la propria, accetta che poi vi sia chi è autorizzato e tenuto a compiere delle scelte assumendosene la responsabilità. Si preferisce piuttosto affogare il momento della decisione fra mille controproposte, anche tardive o strampalate, fornendo alibi a quelle autorità che invece di decidere alla fine preferiscono soprassedere, rimandare, non assumersi responsabilità ottenendo come risultato uno scontento perpetuo, generalizzato, certo molto democratico in apparenza, ma in realtà dannoso per tutti.

In questa cornice, poi, a caratterizzare il dibattere fiorentino c’è una sorta di isteria collettiva con annessa perdita di memoria. La decisione di pedonalizzare piazza Duomo è stata presa dal sindaco Renzi solo poche settimane fa. E’ vero che è stata presa senza troppo concertare, ma nei giorni successivi a tale decisione ho letto commenti unanimemente entusiasti, con celebrazioni persino eccessive e sovrabbondanti di retorica. Poi c’è stata la partenza della linea 1 della tramvia. E anche stavolta gli entusiasmi sembrano aver cancellato, oltre alle polemiche, anche il ricordo dei ritardi e dei costi quasi raddoppiati rispetto a quanto preventivato. Cose che invece andrebbero tenute presenti, perché parte di quei costi sono imputabili proprio al gioco delle polemiche e delle ridiscussioni continue. Ma così come al periodo del “è tutto sbagliato, è tutto da rifare” è seguita la fase dell’entusiasmo, ecco che ora sembra già tempo di tornare al periodo dei ripensamenti senza memoria.

Tutto legittimo, non voglio contestare la bontà delle intenzioni di chi ha inteso riaprire il dibattito sulla tramvia al Duomo. Rilevo tuttavia l’ondeggiare di un’altalena umorale che sarà pure parte del folclore locale, ma che nel frattempo misura la distanza con una capacità di governo da tutti invocata, da molti predicata, ma da pochi praticata.

P.S _ E infine, mi sia concessa una battuta, ma chi l’ha detto che l’ovovia sia un’idea da scartare?!

dal Corriere Fiorentino di Martedì 23 Febbraio
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