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vita da impiegato
28 ottobre 2015
Sanremo Italia
Sanremo racconta l'Italia.
55.000 abitanti.
500 e passa dipendenti comunali.
118 assenteisti cronici comprovati. Difficilmente verranno licenziati.
Sui loro profili Facebook s'indignavano per i politici corrotti:
"Io non mi vergogno di essere italiano, mi vergogno solo di essere rappresentato da politici condannati e corrotti che saccheggiano ogni santo giorno uno dei paesi più belli del mondo".
Le indignazioni. I miei coglioni. Degne rappresentazioni.
Pippo. Il Festival. La Rai.
Col palco in balaustra.
Minaccia di buttarsi disoccupato organizzato.
Il paese reale. Nazionalpopolare.
politica interna
17 novembre 2012
[dal Corriere Fiorentino] Shel Shapiro canta Renzi. E le regole contano
Erano i Rokes di Shel Shapiro che insieme a Lucio Dalla presentarono Bisogna saper perdere al Festival di Sanremo nel 1967. Ma fra le tante canzoni che stanno accompagnando la convention renziana alla Leopolda questa non si è sentita, anche se nei corridoi il dubbio che per una volta il «ragazzo fortunato» debba fronteggiare una sconfitta stavolta si avverte.
Niente può essere certo, comunque, nell'Italia della sfiducia e delle vampate politiche e tra i sostenitori del sindaco c'è chi preme affinchè lui oggi tenti il tutto per tutto e vada all'assalto del segretario Bersani, tornando allo allo spirito originario della rottamazione e riaccendendo il sacro fuoco della sfida a tutto campo. Del resto la fase «buonista» di Renzi ha coinciso con l'inizio della sua discesa, non tanto nei sondaggi, quanto nella fiducia diffusa e percepita di potercela davvero fare.
La gestione degli umori in una campagna elettorale è una questione delicata per la quale l'esperienza aiuta sicuramente. Ma l'esperienza aiuta anche a tener sempre presente che, in un qualunque gioco, sono le regole a definire il campo (e se qualcuno avesse dubbi in proposito potrà trarre utili spunti dal dibattito in corso sulla legge elettorale nazionale).
Fra i tanti meriti che anche gli avversari più ostici devono riconoscere alla campagna per le primarie animata dal sindaco di Firenze (e in fondo le primarie stesse sono merito di Renzi), manca una conquista decisiva: l'avere ottenuto regole realmente volte a favorire la tanto predicata partecipazione. Tra registrazioni online e non, individuazione del luogo dove iscriversi e dei seggi in cui votare (il tutto al netto di albi da firmare, euro da versare e documenti da esibire) la conquista del diritto di voto a queste primarie è impresa non banale. Certo, l'organizzazione impone alcune ineludibili complessità, ma sono quelle superflue, quelle che sanno più di volontà d'ostacolare a lasciare perplessi e a segnare un punto di sconfitta per il candidato che più di tutti gli altri ha predicato un modo nuovo di fare politica.
Perché si può anche saper perdere, come cantavano Shapiro e Dalla, però dopo essere riusciti a giocare con regole chiare e semplici, soprattutto imparziali. In politica gli errori si pagano, le sottovalutazioni anche.
CULTURA
16 febbraio 2012
[Status confusionale - da FB] I tatuaggi, il bestiame, le pornostars e Belen
Bisognerà spiegare una cosa truce alle donne. E anche a Belen la cui a-mutanda è la prima cosa che ho trovato oggi su Facebook.
I TATUAGGI IN ZONE CLOU.
Lungi dall'essere eccitanti, nell'era moderna (ma retaggio di epoche passate) quei tatuaggi sono tipici delle attrici porno. Costoro, specie ad inizio carriera, faticano ad essere identificate dai loro potenziali fans. Questo perchè le inquadrature non privilegiano la caratterizzazione degli attori, le scene di gruppo spesso coprono la vista del viso e l'avvento del silicone ha teso a standardizzare i volti delle pornostars.
I tatuaggi, un po' come succede per il bestiame, hanno dunque la funzione di marchiare il capo e renderlo riconoscibile. Di qui l'esigenza di apporlo nelle zone più frequentemente riprese, come l'esterno pube di Belen.
Per cui, se vi piace presentarvi come capi di bestiame allora via libera al tatuaggio. E a quel punto, avere o no le mutande mi pare questione del tutto superficiale.
E ora, quelle fra voi che si riterranno offese provvedano pure ad infamarmi.
sfoglia
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Oggigiorno tutti hanno spirito. Dovunque si va non si può fare a meno di incontrare persone intelligenti. E' divenuta una vera peste.
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