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vita da impiegato
28 ottobre 2015
Sanremo Italia
Sanremo racconta l'Italia.
55.000 abitanti.
500 e passa dipendenti comunali.
118 assenteisti cronici comprovati. Difficilmente verranno licenziati.
Sui loro profili Facebook s'indignavano per i politici corrotti:
"Io non mi vergogno di essere italiano, mi vergogno solo di essere rappresentato da politici condannati e corrotti che saccheggiano ogni santo giorno uno dei paesi più belli del mondo".
Le indignazioni. I miei coglioni. Degne rappresentazioni.
Pippo. Il Festival. La Rai.
Col palco in balaustra.
Minaccia di buttarsi disoccupato organizzato.
Il paese reale. Nazionalpopolare.
diritti
17 marzo 2015
[Contro] Le unioni civili per froci
Sono fermamente convinto che le unioni civili siano una forma travestita di discriminazione. In poche parole un'ipocrisia.
Esiste uno strumento che si chiama matrimonio.
Negarlo a chi prova amore e vuole impegnarsi con una persona del proprio stesso sesso è una prepotenza vigliacca e ipocrita.
Ecco. L'ho detto.
Per quanto mi riguarda le unioni civili per gli omosessuali (e solo per loro) sono una pessima scelta di discriminazione ipocrita.
L'eterosessualità come orientamento sessuale di Stato.
E l'omosessualità come vergogna tollerata a cui concedere un recintello di dirittini.
Era difficile immaginare qualcosa di peggio.
POLITICA
21 gennaio 2015
[Nota a margini] Per ipocriti e giustizialisti
E così Penati sputtanato. Tangenti, corruzione, appalti truccati.
Poi si scopre che l'accusatore di Penati ritratta. E dice.
"Se non avessi confessato quel che ho confessato, non mi avrebbero fatto uscire dalla cella".
Ora. Potete pure pensare che il problema sia l'accusatore di turno. L'architetto Sarno.
Fate pure.
Ma siete degli ipocriti.
Il problema, se avete il coraggio di riconoscerlo, è che ci sono magistrati e forze dell'ordine che hanno l'abitudine di estorcere confessioni, di usare la carcerazione preventiva come forma di punizione per indebolire cittadini imputati ed hanno anche l'abitudine di suggerire a quei cittadini imputati le parole "giuste" da dire per confessare e magari uscire.
Il problema, insomma, è che la giustizia amministrata come spesso accade in Italia non è più giustizia.
E' crimine.
Esattamente come la corruzione.
14 novembre 2013
[Lettera aperta all'orco] Caro Elso Baschini
Caro Elso Baschini,
bisognerà che qualcuno ti spieghi come stanno le cose e ti chieda scusa. A nome di questa città piccola e povera.
Lo sai anche te che ci servivi. Ed è forse la prima volta che in vita tua servi a qualcosa.
Hai trascorso la gran parte della tua vita in carcere. Rapine, furti, sequestri di persona. Non sei esattamente un innocente (ma del resto chi può dirsi tale?). Ci dispiace, ma eri troppo perfetto per non sceglierti. Avevamo bisogno di un colpevole per questo che adesso si chiama "agguato in curia", ma che per tanto tempo, sui giornali, è stato "rapina in curia". Rapina? Due anni fa, alle sette e mezzo di sera del 4 novembre, un venerdì, te saresti entrato nella sede dell'arcivescovado, in piazza del Duomo, infilandoti nel parcheggio del cortile. Alle sette e mezzo di sera, in piazza del Duomo, a Firenze, di venerdì. Seguendo l'auto con cui rientravano il cardinale Betori e il sua segretario don Brogi.
Una volta dentro avresti tentato quella che per tanto tempo ci hanno venduto come una rapina. Per rubare cosa non si sa. Il portafoglio di don Brogi? di Betori? E te entri alle sette e mezzo di sera in arcivescovado per fare una rapina da 200 euro a dire tanto? Ho sentito addirittura CON LE MIE ORECCHIE un cronista di nera fiorentino sostenere che avresti potuto voler rubare i quadri che sono in arcivescovado. Certo. Te che entri con una pistola in mano, un temperino in tasca, ti fai guidare da Betori al cospetto dei quadri di maggior pregio (se poi ve ne sono), ritagli le tele più pregiate, te le infili nei calzoni e scappi in attesa di incontrarti con un ricettatore. Un venerdì sera, in piazza Duomo a Firenze. Certo.
Vedi Elso, uno che entra con una pistola in arcivescovado alle sette e mezzo di sera, di un venerdì di novembre, in piazza Duomo a Firenze, credo difficilmente potrebbe voler fare una rapina. Poco da rapinare e troppo da rischiare. Uno che fa una scelta del genere - e te che hai più esperienza di me in materia lo capisci benissimo - lo fa perchè ritiene di avere un fine più alto che non una rapina. Uno che entra e spara, oltretutto. Spara prima don Brogi e poi punta la pistola alla testa di Betori. E lo fa non perchè Brogi non gli ha favorito il portafoglio, ma gi spara perchè si frappone fra lui e l'arcivescovo Betori. In altre parole don Brogi ha ricevuto quel colpo perchè si è frapposto alla richieste del "presunto rapinatore" di parlare di con Betori. Ora, secondo te, un rapinatore di solito intervista la sua vittima prima di rapinarla? E spara a chi gli impedisce di fargli domande come "Quanti soldi hai nel portafogli?". Non ci crederebbe nemmeno un bambino.
E infatti, caro Elso, abbiamo capito e smesso di dire e di far dire che si trattava di una rapina. E abbiamo lasciato un più vago "aggressione". Ma aggressione in nome di cosa? Non si sa.
Perdonaci quindi Elso se ti abbiamo incastrato con così poco in mano. Ma ci serviva qualcuno da mettere in galera. E nel tuo caso è stato facilissimo. Addittura ti hanno dato una condanna più dura di quella chiesta dal pm. Ti viene da ridere eh? Ti abbiamo incastrato male, lo so. Ma non abbiamo potuto far meglio. Ti abbiamo dovuto incastrare dando valore di prova alle chiacchiere di un marocchino. Pensa un po'! Uno di quella genia che alla procura di Milano qualificano richiamandone la "furbizia orientale", ma che a Firenze invece prendiamo per buona e buonissima. Prendiamo per buone e buonissime le parole di questo tuo conoscente che avrebbe detto che te hai confessato a lui l'aggressione. Non ha dato alcun altro riscontro. Ma a noi va benissimo così. Il tuo curriculum parla per te Elso.
Vedila così. Ti stiamo dando la possibilità di essere utile per una volta. Potremo far vedere che le forze dell'ordine hanno lavorato bene e la procura con loro, che Betori e la curia hanno collaborato alacremente alla felice soluzione del caso e che con grande bontà ti perdonano. Possiamo rassicurare i fiorentini sulla felice certezza che tutto è bene quel che finisce bene. Come in una bella favola. Te sei l'orco cattivo, certo, ma senza orchi cattivi non esiste nemmeno la favola. Perchè è la sconfitta dell'orco cattivo che dà senso alla favola no? A patto che l'orco corrisponda alla descrizione canonica. E te corrispondi perfettamente.
Perdona quindi l'ipocrisia di chi ti condanna al carcere senza nemmeno il coraggio di dire o meno se ti ha riconosciuto come suo aggressore. Ma lo sai come sono certi preti ambiziosi no? Pilateschi per vocazione ed abitudine a sopravvivere in quel mondo ostile e irto di pericoli che è la Chiesa cattolica. Nè Betori, nè don Brogi hanno avuto il cuore di dire che eri te il loro aggressore. Eppure tutti sappiamo che avrebbero dovuto vederti bene visto come han detto che sono andati i fatti.
Ma so che potrai perdonare questa piccola ipocrisia, in nome del più grande obiettivo che sei stato chiamato a realizzare col tuo contributo decisivo di orco perfetto.
Leggo che non vuoi tornare in carcere, che continui a professarti innocente, che non vuoi tornare in quell'Inferno a condividere celle anguste e umide con altri 4,5 o 6 disperati come te.
Ti capisco Elso.
Ma non temere. Don Betori pregherà per te.
politica interna
27 febbraio 2012
[Multe e trasparenza] Firenze tace su come spende i soldi delle multe
I soldi delle multe, secondo il codice della strada, devono essere investiti almeno per il 50% in sicurezza stradale. Non è una bizza, è una legge. Non bastasse c'era un sindaco che qualche tempo fa ci teneva a ribadire che lui "non vuole fare cassa con i soldi delle multe" e caricava anche dei video su YouTube per ribadirlo - http://tinyurl.com/7flb67v

Oggi viene fuori che quello stesso sindaco, quando c'è da dire come spende quei soldi, che la legge e le sue parole vincolano a degli impegni, cosa fa?
Non fornisce i dati - http://tinyurl.com/7lv4yw2

Chi è quel sindaco? Spiace dirlo, ma è il sindaco di Firenze: Matteo Renzi
politica interna
3 novembre 2009
[Giovanardi: "Cucchi è morto per droga"] Ciuffoletti: "Giovanardi è stato schiaffeggiato per buonsenso"
Giovanardi: "Cucchi è morto per droga". Io sono squattrinato e nonviolento. Ma pagherei per dare un paio di schiaffi su quelle gonfie guance ipocrite
politica interna
22 ottobre 2009
[Mastellerie] Raccomandati e raccomandatori, ipocriti e moralisti
La banda Mastella è sempre molto raffinata, ma credo che se ogni "raccomandatore" dello stivale dovesse ricevere visite di 3 ore da parte dei carabinieri, dovrebbero aumentare, ma di parecchio parecchio, gli effettivi della Fedelissima.
Ad ogni modo quelli che s'indignano di più, in genere, sono proprio i beneficiari di raccomandazioni. Non c'è peggior moralista dell'ipocrita.
politica interna
17 settembre 2009
[Cagate pazzesche] La manifestazione per "la libertà di stampa"
Volete fare una manifestazione per la libertà di stampa?

CHIEDETE L'ABOLIZIONE DELL'ORDINE DEI GIORNALISTI, IPOCRITI!

26 novembre 2007
[Onorevoli ipocrisie] L'opportunismo nient'affatto laico dell'on. Wladimir Luxuria
Wladimir Luxuria mi ha sempre dato l'impressione di essere uno che sa il fatto suo. Furbo di una furbizia levantina, giustamente investita in politica. Molto composto e politically correct in ogni apparizione televisiva. Tanto da risultare vagamente ipocrita.

Un'ipocrisia ben mostrata anche nelle sue azioni politiche. Di recente, infatti, il sedicente laico Wladimiro, ha voluto dar prova del proprio rigore sostenendo che il Dalai Lama, in quanto autorità religiosa, non dovrebbe essere ricevuto alla Camera. Ma guarda te che rigore, guarda te che inflessibile - perfino un pò ideologica - presa di posizione. A Wladimiro non interessano le ragioni che intimoriscono molti di fronte alle pressioni cinesi, a Wladimiro non interessano gli imbarazzi di alcuni compagni di partito di fronte alle proteste del più grande partito comunista del mondo. A Wladimiro interessa solo la laicità.

A Wladimiro, però, la laicità interessava meno quando l'anno scorso venne presentato alla Camera un emendamento della Rosa nel Pugno che intendeva abolire l'esenzione del pagamento dell'Ici per le attività commerciali della Chiesa cattolica. A votare contro quell’emendamento, respinto con 435 voti contrari e 29 a favore, vi fu gran parte dell'assemblea, compresi tanti compagni de sinistra. Tra questi non mancò d'intervenire nel dibattito l'on. Wladimir Luxuria, accusando di laicismo lo spirito di quell'emendamento della Rosa nel Pugno.

Allora serviva del sano coraggio per votare a favore di quell'emendamento della RnP, forse più di quello che oggi serve per chiedere che al Dalai Lama venga data la parola in aula. A Wladimiro però, il coraggio non bastò allora e non basta oggi ... specie se si considera quanto è più comodo ed utile cedere all'opportunismo.

Complimenti sinceri on. Luxuria, a lei e alla sua ipocrisia. Continui così, farà strada nella politica italiana.
sfoglia
settembre        novembre

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Oggigiorno tutti hanno spirito. Dovunque si va non si può fare a meno di incontrare persone intelligenti. E' divenuta una vera peste.
Oscar Wilde

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