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1 febbraio 2016
600 posti di lavoro + 2

Il lavoro, la sinistra, Biagi, la Costituzione, combattere la povertà.Del Debbio, il giornalismo. Renzi, il governo.600 posti di lavoro a Napoli.Noi toscani siam proprio ganzi.

Pubblicato da Tommaso Ino Ciuffoletti su Lunedì 1 febbraio 2016
politica interna
10 giugno 2013
[dal Corriere Fiorentino] Padroni e politica
«Le parole sono importanti» urlava Nanni Moretti dando in escandescenze in una celebre scena di Palombella rossa. Non molto più tranquillo era l'Enrico Rossi che mercoledì, al culmine di un'assemblea con i lavoratori e le lavoratrici della fabbrica tessile ex Mabro di Grosseto, di parole ne ha ripetuta, urlando, una in particolare: «Padroni». Intendendo riferirsi a quelli che, in altri contesti, lui stesso è solito chiamare imprenditori.

La scelta di questa parola ad un'assemblea di lavoratori che non hanno più uno stipendio è stato una sorta di rifugio nella vecchia, rassicurante retorica del conflitto di classe. Ma non solo, perché Rossi ha voluto calcare la mano nell'accusare chi non ha saputo dare copertura alle promesse, per quanto caute, che lui stesso aveva fatto a quei lavoratori sulle prospettive di salvataggio dell'azienda. Di fronte a quei lavoratori che si sono sentiti traditi in primis proprio da Rossi, il governatore ha risposto ponendo una domanda non banale: è forse compito del Presidente «trovà padroni»?.

Il compito della politica può anche essere quello di provare a dare una mano per aiutare a risolvere crisi. Ma è un compito eccezionale e delicato. Dove fare promesse diventa impegnativo anche usando cautele. Mentre il compito quotidiano della politica sarebbe quello di costruire un ambiente favorevole all'impresa e al lavoro, perché le due cose non sono in conflitto. Altro che retorica del conflitto di classe. Meno tasse sul lavoro così come sulle imprese (e Rossi dovrebbe sapere che l'Irap che pagano i padroni copre il 40% della spesa sanitaria nazionale), meno burocrazia, meno incertezze legate all'amministrazione della giustizia.

In questo senso si può anche prendere per buona la critica che Rossi ha aggiunto, a seguito della sua sfuriata, sull'eccesso di rendita che c'è in Toscana. La scelta della rendita è in parte sicuramente dovuta a certe disfunzioni del capitalismo di relazione all'italiana, in cui però la politica ha avuto ed ha un ruolo centrale (basti pensare alle privatizzazioni degli anni Novanta, per non andare troppo indietro). Per altra parte è dovuta invece proprio alle difficoltà eccessive che si trova davanti chi vuole fare impresa in questo Paese.

Se il governatore vuole salvare posti di lavoro e combattere la rendita aiuti l'impresa. E, perché no?, anche nella scelta delle parole. Che sono importanti.

dal Corriere Fiorentino di sabato 8 giugno
politica interna
23 ottobre 2012
[dal Corriere Fiorentino] Renzi nel Sulcis. Le riprove del rottamatore
«Sul Sulcis non ha senso spendere altre risorse pubbliche per sostenere un'occupazione che non è lavoro, ma welfare assistenziale». Così Matteo Renzi si è espresso più volte sul caso delle miniere sarde. «Per il Sulcis lo Stato ha sborsato l'equivalente di 70 mila euro l'anno per dipendente, roba che se li avessimo dati direttamente ai lavoratori sarebbero stati tutti dirigenti».
Da oggi Renzi è in Sardegna per il suo tour elettorale e vedremo se difenderà le sue ragioni, magari di fronte a quegli stessi lavoratori che domenica hanno contestato a Carbonia il suo concorrente alle primarie Nichi Vendola.
Al netto dell'approssimazione sulle cifre, Renzi con questo passaggio (che peraltro fa bisbigliare a molti dirigenti del Pd «sono d'accordo, ma non lo posso dire») intende sostenere un'idea di welfare diversa da quella che si è storicamente affermata in Italia. Da noi la parola d'ordine è diventata «difendere il posto di lavoro», sovente anche a prescindere dal fatto che il lavoro ci fosse o potesse ragionevolmente mantenersi. Nella storia sindacale del nostro Paese ci sono casi eclatanti di scelte operate legando il destino di lavoratori a posti di lavoro difesi contro ogni ragionevolezza. Posti di lavoro in aziende palesemente non competitive che hanno finito per portare i lavoratori a fondo con loro.
Renzi, che in questo segue la linea tracciata dal professor Pietro Ichino nel solco di un riformismo coraggioso e non ideologico, propone invece la formula di un welfare che tuteli il lavoratore, non già il posto di lavoro. Attraverso ammortizzatori sociali, formazione e incentivi. E' un politico mediatico e sloganizza questo concetto, ma ha il merito di metterlo sul tavolo di discussione con una forza inedita per il dibattito all'interno della sinistra italiana.
Allo stesso modo Renzi dovrebbe avere il coraggio di rilanciare ancora le sue ragioni in tema di lavoro accettando la sfida di Nichi Vendola, arrivata attraverso un videomessaggio (da cui si evince che Vendola, come Renzi, è andato a lezione da esperti di comunicazione), di accompagnare i lavoratori Fiat allo stabilimento di Pomigliano. Al netto delle imprecisioni contenute nel messaggio di Vendola, l'occasione per Renzi è quella per tornare su una questione che l'infelice frase di Marchionne su Firenze ha spostato su un piano di interesse limitato. Ai tempi Renzi sostenne infatti Marchionne nell'affermare la necessità di poter concepire un diverso sistema di relazioni sindacali, più collaborativo. Un sistema che vige in altri Paesi in cui i lavoratori partecipano a rischi, oneri, ma anche premi e ricompense legate ad impegni per aumentare la produttività. Un sistema che non di rado dà frutti migliori di quelli offerti dalla conflittualità tipica del sistema italiano.
Staremo a vedere.

dal Corriere Fiorentino di martedì 23 ottobre
ECONOMIA
16 aprile 2012
[dal Corriere Fiorentino] Io sto con gli imprenditori

dal Corriere Fiorentino di Sabato 14 aprile

Francesco Tudino, 28 anni del ragusano. Paolo Tonin, 53 anni della provincia di Treviso. Francesco Todesco, 26 anni di Caprese Michelangelo in provincia di Arezzo. Gli ultimi nomi di una tragica lista: imprenditori in crisi che hanno scelto il suicidio.

Una lista che è qualcosa di più, ormai, di un campanello d'allarme e alla quale si può aggiungere anche il nome dell'ex dirigente d'azienda disoccupato che ieri si gettato sotto un treno a Sesto Fiorentino. Come sperare in un cambiamento di rotta? Come si fa a credere ancora agli appelli alla crescita? Chi dovrebbe far crescere questo Paese? Quei piccoli e medi imprenditori che un giorno sono la spina dorsale dell'Italia che rischia e il giorno dopo sono tutti evasori fiscali? O i media che diffondono analisi sommarie sulla realtà economica di un'Italia che sembra piena di furbetti e straricchi, alimentando un giochino autolesionista che indebolisce la possibilità che si crei un ambiente favorevole alla cultura d'impresa? E se manca la cultura d'impresa, l'unica alternativa che rimane si chiama rendita. In Toscana ormai sembra quest'ultima a prevalere, che sia al riparo di un settore pubblico che conta Regione e Comune di Firenze tra le prime tre imprese regionali per numero d'addetti, che sia rendita immobiliare, o finanziaria (a proposito, come mai le fondazioni bancarie non pagheranno l'Imu?), o altro.

E come si fa a convincere l'opinione pubblica che «pagare tutti, pagare meno» non è uno slogan, ma una bugia? Sono lustri che si sente ripetere questa nenia. E negli anni c'è chi ha sempre pagato e ha pagato sempre di più. Di pagar meno non è mai successo. Né coi «miracoli italiani» né con quelli che come tocchi la spesa pubblica è sempre «macelleria sociale». E invece la macelleria è sotto gli occhi di tutti, anche di chi non vuol vedere un fisco opprimente e una spesa pubblica che alimenta sprechi, clientele e corruzioni (il cui esempio più lampante sta nei rimborsi elettorali ai partiti). Purtroppo il governo dei tecnici invece che tagliare la spesa ha scelto la via delle tasse e i partiti politici quella del tirare a campare. Io credo invece che si dovrebbe stare con chi rischia e fa impresa. Nonostante le ingiustizie di questo Paese.

sentimenti
24 novembre 2008
[Privatizzazioni] Ho 29 anni ... ed è ancora tutto da decidere

Adesso dovrebbe scattare la solita menata del fatto che a 29 anni ho ancora tutto da (ri)costruire: affetti, lavoro, prospettive e retrospettive.
Mi fermo prima. Ho 29 anni del resto. Sono abbastanza cresciuto per potermi evitare queste lagne.
Buon compleanno a me

LAVORO
20 novembre 2008
[Non più solo aria] Adesso la crisi la si può toccare con mano
Ho quasi 29 anni. Ho iniziato a lavorare che ne avevo 25. Quest'anno, oltre alle trattenute, pare che dovrò pagare oltre 2.000 euro di Irpef. Ho un contratto a tempo determinato, scade nel 2010.
Dopo ... chissà.
Ma mi ritengo fortunato. Perchè apro i giornali, quelli locali, e non ho bisogno di editoriali per leggere della crisi. Basta vedere che ci sono migliaia di giovani, con valige e con laurea, per 60 posti  (mi pare) da custode ad un concorso del Ministero dei Beni Culturali. La Pirelli, a Figline Valdarno, chiede la Cassa Integrazione per 450 dipendenti. QUATTROCENTOCINQUANTA. Senza contare quelli collegati all'indotto della più grande industria della zona. Una agenzia immobiliare di Firenze in questi giorni espone un cartello che più chiaro non si può: "Lavoriamo anche gratis: vi prego, abbiamo bisogno". Ieri notte, tornando a casa, c'era una merceria con le luci accese, dentro un signore che inscatolava per svuotare il negozio, sulla vetrina il cartello: "Svendita per totale cessazione attività".
Rimettiamoci la maglia, i tempi stanno per cambiare ...
SOCIETA'
21 ottobre 2008
[Una mattina okkupata] Antikonformismo liceale
Stamani, grazie all'invito dell'amico Gionni, son tornato dopo tanti anni al Liceo Galileo di Firenze per un'assemblea organizzata dai ragazzi che stanno occupando l'istituto.
C'eravamo io, un ragazzo studente di chimica, tendenzialmente elettore di centrodestra, ma animatore della protesta anti-Gelmini all'università ed un pubblico di un bel po' di ragazzi e ragazze sorprendentemente attenti. Io, elettore "de sinistra" ho subito chiarito che di quella protesta non sono affatto un fan.
Abbiamo giocato un po' sui paradossi, ma devo dire che poi ci siamo trovati su molti punti di comune intesa nel valutare lo stato dell'istruzione primaria, secondaria e universitaria, nonchè il mondo del lavoro dell'italico country.
Un po' di anticonformismo, ragionato e argomentato, che pare sia piaciuto e non abbia skandalizzato affatto. A me ha dato un po' di fiducia ... credo che la gran parte di quei ragazzi sia molto, ma molto migliore di certi slogan un po' beceri che a volte si sentono nei cortei studenteschi.
sentimenti
14 ottobre 2008
[Personalismo] Non trovo più il tempo

Fatico a trovare il tempo per pensare a come gestire il mio tempo. La cosa mi manda fuori di cervello e a volte non mi fa nemmeno dormire aggravando ulteriormente una situazione sempre meno gradevole. Accettasi consigli e/o rimedi (anche di dubbia valenza scientifica).

politica interna
9 ottobre 2007
[Lettera aperta al Ministro dell'Economia] Da un bamboccione a TPS

Caro Ministro Padoa Schioppa,
sono un bamboccione.
Ho 27 anni e ancora vivo per la gran parte della settimana, quando non sono fuori per lavoro, a casa dei miei genitori. Quella casa che mio padre, originario della Maremma, e mia madre, originaria del Valdarno, hanno potuto acquistare a Firenze quando io ero appena nato. Oggi io e la mia ragazza stiamo cercando un appartamento da acquistare, per fare la stessa cosa che i miei genitori poterono fare quando avevano all’incirca la mia età.

Proprio tre giorni fa abbiamo trovato un’occasione: 60 metri quadrati, più quaranta di cortiletto interno per 280.000 euro. Un affare sì (tempo addietro abbiamo visto diversi monolocali in vendita a non meno di 160/170 mila euro), perché a Firenze la gran parte di coloro che hanno più proprietà immobiliari preferisce affittarle a nero a studenti fuori sede, senza che il comune della mia città si curi troppo di fare seri controlli in merito.

Tuttavia, nonostante la chiami “occasione”, 280.000 euro sono tante. Sono tante per una giovane coppia di bamboccioni che pure, tutto sommato, se la passano meglio di molti coetanei. La mia ragazza ha un contratto a tempo indeterminato come educatrice professionale, ma non arriva a prendere 1000 euro al mese. Io invece ho un contratto a progetto come assistente parlamentare (sono uno dei pochissimi che era sotto regolare contratto prima dello scandalo sollevato dal servizio de Le Iene) a cui aggiungo la collaborazione retribuita con un quotidiano nazionale che si occupa principalmente di economia. Sono quindi un bamboccione precario, che non si lamenta di quello che riesce a guadagnare (nonostante io debba sostenere di tasca mia numerose spese per spostarmi con mezzi pubblici non sempre all’altezza del loro costo), ma che potrebbe tranquillamente, dall’oggi al domani, ritrovarsi senza alcun lavoro ed ovviamente senza alcuna forma d’indennità di disoccupazione.

Spero farà lo sforzo di capire che in questa situazione, al di là delle condizioni dei mutui attuali, non è facile assumersi l’impegno di un progetto importante come quello di metter su famiglia ed uscire con le proprie risorse dalla condizione di bamboccione. Sarebbe certamente più utile se le istituzioni, come quella che lei rappresenta, ma anche quelle locali, avessero più cura di garantire migliori e più giuste condizioni per quelli che lei chiama “bamboccioni” (e non solo per loro), tali da permettere al più ampio numero possibile di costoro di poter uscire, contando sulle proprie forze lo ripeto, da tale condizione.

Cordiali saluti,
Tommaso Ciuffoletti

POLITICA
4 ottobre 2007
[Al lavoro in vista di domani] Conferenza Programmatica per la Costituente Socialista
Poco tempo per aggiornare il blog, dato che domani inizierà la Conferenza Programmatica della Costituente Socialista. Era l'ora di mettere al fuoco un pò di carne programmatica!
La Conferenza si svolgerà a Roma, all’auditorium della Tecnica in via Tupini 65, venerdì 5 e sabato 6 ottobre. Per quanto riguarda il lavoro fatto da Lanfranco, che proprio di welfare e lavoro si è occupato, direi che il panel è garanzia di un taglio socialista e liberale, moderno e innovatore.
Ore 15:00 di Venerdì 5 ottobre
Saluto di Elke Ferner
Vice Presidente SPD
"Welfare e lavoro
un patto
tra le generazioni"

Lanfranco Turci
ne discute con:
Paolo Benesperi
Daniela Brancati
Maurizio Cinelli
Antonio Foccillo
Pietro Ichino
Franco Liso
Marcello Pedrazzoli


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Oggigiorno tutti hanno spirito. Dovunque si va non si può fare a meno di incontrare persone intelligenti. E' divenuta una vera peste.
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