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TECNOLOGIE
11 novembre 2014
[Gruppi] Il bello di Facebook

La cosa odiosa è che ti possono aggiungere d'ufficio a qualunque gruppo.
Spetta a te cancellarti.
Ho appena passato in rassegna i gruppi a cui ero stato aggiunto senza nemmeno saperlo. Quasi un centinaio.

Tra i gruppi politici degni di nota si segnalano:
. VOLONTARI GARIBALDINI PER L’ITALIA CON SILVIO BERLUSCONI (in altre parole: fiancheggiatori dell'Isis)
. Socialisti Pontini per Bersani (che credo siano amici di questi di sopra)
. Insieme Per Terracina (Insieme per Terracina? Non so nemmeno dov'è Terracina, ma ok)
. I SOCIALISTI CAMMINANO CON LE PROPRIE GAMBE (auguri)
E infine il mio gruppo preferito. Dal nome lapidario
. Siamo falliti! (con tanto di punto esclamativo)

Tra i gruppi generici a cui mi son trovato aggiunto ve n'erano di certamente interessanti, come: "SUPERCLASSIFICA SHOW Il ritorno di Maurizio Seymandi", o "CHI ADORA MARYLIN - Gruppo chiuso".
Ma i miei preferiti erano quei gruppi da situazionismo estremo, tipo:
. NON PREOCCUPARTI, CI PENSO IO!
. LA MAGIA DELL'AMORE - Gruppo segreto
. Se 6 di strada ti do UN PASSAGGIO..
. Destinazione Paradiso IL Ritorno
E il mitico:
. Ciao - Gruppo segreto

25 febbraio 2010
[Dal Corriere Fiorentino] Lo scherzo dell'OVOVIA e la sindrome del tram
Caro Direttore,
in questi giorni sono stato fra gli ideatori e promotori di un gruppo Facebook che ha raccolto velocemente oltre 500 aderenti. Titolo del gruppo “Ovvia si fa l’ovovia”, una provocazione che trae spunto dal rinnovato dibattito fiorentino sul passaggio della tramvia da piazza Duomo. La provocazione consiste nello sfuggire alla logica sempreverde delle divisioni tra guelfi e ghibellini e buttare nella selva di opinioni possibili la proposta di un’ovovia che attraversi la città da San Domenico al Piazzale Michelangelo e da Settignano a Monte Morello. La pagina è stata costruita ad arte, ma in modo tale che risultasse chiaro l’intento provocatorio e situazionista, con fotomontaggi, false dichiarazioni di esponenti politici locali e di presunti architetti di fama internazionale. Le assicuro che non è mancato chi, all’inizio, ha preso la proposta per seria.

Dietro lo spirito un po’ goliardico della provocazione, arricchita ben presto dalle idee e dagli spunti di chi vi ha aderito, sta tuttavia una considerazione forse meno risibile. Riguarda il carattere isterico del dibattere in questa città intorno ad opere e progetti di interesse generale. Alla base c’è quel modo tutto italico di discutere pubblicamente di calcio come se in Italia abitassero 56 milioni di commissari tecnici, di politica come se il nostro paese avesse dato i natali ad altrettanti Winston Churchill e così via. Allo stesso modo, a basarsi sui mille pareri riguardanti la tramvia fiorentina, verrebbe da pensare che nella nostra città vi sia la più alta concentrazione al mondo di laureati in ingegneria. Purtroppo io non sono tra costoro e sono ben conscio di non avere le competenze necessarie a parlare con precisione di accorgimenti tecnici, soluzioni pratiche e innovazioni tecnologiche relative alla tramvia. Ho certo le mie curiosità e le mie opinioni. Le coltivo tra mille dubbi, senza per questo perdere la serenità nel confrontarle con altre e soprattutto nel misurare le scelte di coloro che sono deputati ad operarle. Perché uno dei privilegi dei 56 milioni di commissari tecnici e Winston Churchill italici è quello di non essere poi chiamati a misurare la bontà pratica delle proprie teorie.

Questo privilegio, tuttavia, non si traduce in un atteggiamento che nel considerare legittima ogni opinione come la propria, accetta che poi vi sia chi è autorizzato e tenuto a compiere delle scelte assumendosene la responsabilità. Si preferisce piuttosto affogare il momento della decisione fra mille controproposte, anche tardive o strampalate, fornendo alibi a quelle autorità che invece di decidere alla fine preferiscono soprassedere, rimandare, non assumersi responsabilità ottenendo come risultato uno scontento perpetuo, generalizzato, certo molto democratico in apparenza, ma in realtà dannoso per tutti.

In questa cornice, poi, a caratterizzare il dibattere fiorentino c’è una sorta di isteria collettiva con annessa perdita di memoria. La decisione di pedonalizzare piazza Duomo è stata presa dal sindaco Renzi solo poche settimane fa. E’ vero che è stata presa senza troppo concertare, ma nei giorni successivi a tale decisione ho letto commenti unanimemente entusiasti, con celebrazioni persino eccessive e sovrabbondanti di retorica. Poi c’è stata la partenza della linea 1 della tramvia. E anche stavolta gli entusiasmi sembrano aver cancellato, oltre alle polemiche, anche il ricordo dei ritardi e dei costi quasi raddoppiati rispetto a quanto preventivato. Cose che invece andrebbero tenute presenti, perché parte di quei costi sono imputabili proprio al gioco delle polemiche e delle ridiscussioni continue. Ma così come al periodo del “è tutto sbagliato, è tutto da rifare” è seguita la fase dell’entusiasmo, ecco che ora sembra già tempo di tornare al periodo dei ripensamenti senza memoria.

Tutto legittimo, non voglio contestare la bontà delle intenzioni di chi ha inteso riaprire il dibattito sulla tramvia al Duomo. Rilevo tuttavia l’ondeggiare di un’altalena umorale che sarà pure parte del folclore locale, ma che nel frattempo misura la distanza con una capacità di governo da tutti invocata, da molti predicata, ma da pochi praticata.

P.S _ E infine, mi sia concessa una battuta, ma chi l’ha detto che l’ovovia sia un’idea da scartare?!

dal Corriere Fiorentino di Martedì 23 Febbraio
politica interna
22 febbraio 2010
[Situazioni] "Ovvia, si faccia l'Ovovia"
da CORRIEREFIORENTINO.it
qua la pagina Facebook sul progetto OVOVIA

«Ovvia, si faccia l'Ovovia»

Tra chi vuole il tram al Duomo e chi invece non ci pensa proprio a «spedonalizzarlo», qualcuno su Facebook inventa la terza via... si vola con l'ovovia

Ecco l'Ovovia

Ecco l'Ovovia

Della serie ridiamoci su. Non hanno perso tempo gli autori dell’ultima trovata, targata Firenze, che da poco imperversa su Facebook. Il titolo la dice lunga: «Ovvia si fa l’ovovia» e cavalca ironicamente l’ondata «popolar-revisionista» che, con a capo il presidente della provincia Barducci, sembra voler rivalutare il passaggio dal Duomo della tramvia.

ACCANTO AL DUOMO, L'OVOVIA - «Dopo un referendum, il doppio del tempo previsto, una spesa doppia di quella prevista, è arrivata la linea 1 della tramvia fiorentina. Un'opera che in Cina la fanno i bambini delle elementari, con il Lego, in 15 giorni”- si legge nel “manifesto” - Poi per evitarsi ed evitarci ulteriori menate sulla celebre linea 2 (quella che doveva passare dal Battistero) il sindaco Renzi ha tagliato la testa al toro e ha pedonalizzato piazza Duomo. Ora però, siccome la tramvia, dopo tutta la menata che c'è voluta, sembra piacere, ecco che arriva chi ci dice che bisogna farla passare dal Duomo lo stesso. Ecco, per me possono mettersi a discutere quanto gli pare, tanto la mia soluzione è quella che è meglio di tutti: ACCANTO AL DUOMO CI SI FA PASSARE L'OVOVIA».

CIUFFOLETTI TRA GLI IDEATORI - Tra gli ideatori c’è Tommaso Ciuffoletti, dottorando ed ex segretario cittadino del Psi, che racconta: «L’idea non è nuova, risale a quando ho iniziato a fare politica attiva a firenze. Ogni volta che si parlava di tramvia ci si riuniva in 5 e venivano fuori 18 idee, come se tutti fossero grandi ingegneri. Allora io, di fronte ad opinioni serie e convinte di varia natura, rispondevo altrettanto serio con la proposta dell’ovovia. Di fronte all’isteria fiorentina in cui si vorrebbe riaprire la questione Duomo sì/Duomo no, in questo clima di rinnovata voglia di dibattere sul nulla, ho pensato che la mia idea potesse, quantomeno, avere la stessa dignità».

I FOTOMONTAGGI - La pagina, che in pochissime ore ha attratto le prime adesioni, raccoglie in una galleria alcuni fotomontaggi in cui gli “ovetti” sfrecciano accanto alla cupola del Brunelleschi o giù dal Piazzale Michelangelo. Irresistibile la pagina dei commenti “vip” (taroccati). Il technoassessore «Giuliano from Empoli» commenterebbe: «L'OVOVIA è un progetto supercool che sposa modernità e fashion in una prospettiva catodica in cui Firenze diventa contemporary ma senza rinunciare allo charme della sua history».

Edoardo Lusena
19 febbraio 2010
cinema
28 ottobre 2009
[Andate a vedere Brüno] Sacha Baron Cohen è l'ultimo dei situazionisti
Andate a vedere Brüno. Andate nonostante le censure. Brüno è una devastante presa per il sedere (nel vero senso della parola) dell'omofobia. Eccessivo, veramente eccessivo, anzi .. debord-ante. Sacha Baron Cohen è l'ultimo dei situazionisti. Che Dio lo benedica!


politica interna
15 luglio 2009
[Labouratorio n.49] Ci fate cacare

Lab.49Perché il come lo si dice è importante quasi quanto ciò che si dice. E siccome noi ve l’abbiamo detto in tanti modi, ma senza mai dare la giusta sostanza verbale alle nostre ragioni, adesso ve lo diciamo nel modo più diretto che ci viene in mente.
Sia detto in amicizia ovviamente. E’ semplicemente il tentativo di farvi arrivare con poche parole il messaggio che con troppi sforzi di retorica abbiamo tentato di consegnarvi.

Quando vi dicevamo che il PD sarebbe stato un abbozzo informe di moderne illusioni e vecchi limiti culturali; e quando vi imploravamo di non buttare via la Rosa nel Pugno.
Quando vi ammonivamo che seguire Di Pietro sulla giustizia era fare il gioco di Berlusconi; e quando vi chiedevamo di ascoltare Ichino sulla riforma della Pubblica Amministrazione.
Quando (seppur in pochi) vi suggerivamo di lasciar perdere lo scalone Maroni; e quando vi facevamo notare che serviva un po’ più welfare e un po’ meno pensioni.
Quando vi chiedevamo di non “combattere” i precari, ma di renderli più garantiti.
Quando valeva la pena essere in disaccordo col sindacato.
Quando vi siete inventati lo sbarramento alle Europee di concerto con il centrodestra; e quando avete detto di votare il referendum Guzzetta.
Quando avete invocato il voto utile; e quando poi c’avete chiesto quello disperato.
Quando, da altre parti, avete pensato che bastasse mettersi alla sinistra del PD; e quando non avete considerato che agli elettori del Kamasutra della politica non frega granchè.
Quando vi siete incagliati a parlare di socialismo europeo, ma senza rendervi conto di cosa succedeva in Italia.
Quando continuate a dire scuola pubblica, scuola pubblica, scuola pubblica; e quando non dite scuola pubblica efficiente e di qualità, scuola pubblica efficiente e di qualità, scuola pubblica efficiente e di qualità.
Quando vi abbiamo chiesto di dare un segnale nella vicenda Englaro; e quando vi abbiamo visto balbettare.
Quando abbiamo visto il governo di centrodestra promuovere una legge illiberale sul fine vita; e quando non vi abbiamo più visto.

E in tutti quei momenti, in ciascuno di quei momenti è stata colpa nostra. Colpa di non avervi detto quello che avremmo dovuto dire. Forse non sarebbe cambiato granché. Ma almeno noi ci saremmo sentiti un po’ più leggeri. E voi un po’ meglio informati.
Poco male. Rimediamo adesso. E così, a tutti voi dirigenti del centrosinistra italiano, presunti riformisti, sedicenti riformatori, progressisti, laici, socialisti, socialdemocratici, oltristi, antani, bestie di Satana o cos’altro. Insomma, a tutti voi, ci siamo intesi. A voi mandiamo una bella cartolina estiva con su scritto quello che avremmo dovuto dirvi chiaramente molto tempo fa: CI FATE CACARE.

LABOURATORIO n.49 – SOMMARIO

POLITICA
14 luglio 2009
[Anticipazioni cac-azioniste] La copertina del n. 49 di Labouratorio.it - Stasera online

 

POLITICA
3 dicembre 2007
[Situazionismo biblico] Online il Numero Zero di Labouratorio, la rivista per uomini timorati
sfoglia
ottobre        dicembre

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Oggigiorno tutti hanno spirito. Dovunque si va non si può fare a meno di incontrare persone intelligenti. E' divenuta una vera peste.
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