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politica interna
6 febbraio 2015
[dal Corriere Fiorentino] Un Verdini è per sempre
Ha condotto le trattative del Nazareno e si sono ritrovati Mattarella Presidente della Repubblica. E così tanti forzitalioti, compresi, come sempre succede, quelli che fino a ieri non avevano mai mosso foglia contro di lui, ne chiedono la testa.
A chi la chiedono? A Silvio Berlusconi.
La testa in questione è quella di Denis Verdini.
Un rituale ormai consolidato. Nel quale ogni volta par di vedere tante Salomè che ballano per re Silvio. Ma considerato che Verdini non è esattamente Giovanni Battista e Fitto e Toti non sembrano avere il sex appeal della celebre figlia di Erodiade, viene il sospetto che anche stavolta Denis, la minaccia, riuscirà a scamparla.
Mentre scrivo Sergio Mattarella ha da poco giurato a Roma come Presidente della Repubblica alla presenza di un Berlusconi in riabilitazione. Più a nord, a Milano, il titolo Mediaset conferma il buon andamento degli ultimi mesi (al netto dell'iperattivismo di Sky) registrando un modesto, ma non banale aumento.
E se è vero quel che qualcuno dice di Forza Italia partito azienda, si consideri che in genere i proprietari di aziende tengono in gran conto coloro che i problemi non li sottopongono per un parere (ché a far quello son buoni tutti e Toti) ma li risolvono. Il come passa tipicamente in secondo piano. Tanto che poi si scopre, quasi sempre troppo tardi, che i problemi risolti oggi si sono annodati in nuovi problemi da risolvere domani. Per questo un Verdini è per sempre.
E Verdini è uno che i problemi è abituato a presentarli risolti. Urlando, se serve, battendo i pugni, se serve, ringhiando, ammonendo, punendo e facendo tutto quello che serve. Oggi tanto e domani di più. E Berlusconi non può non apprezzare. Preso com’è da mille problemi che riguardano le aziende, i giudici, la famiglia, Duddù, poter affidare ad un risolutore le questioni della politica spiccia non è sollievo da poco.
Anche in vista delle prossime regionali toscane è difficile immaginare che le carte del centrodestra, non stiamo parlando di quelle dei magistrati, le possa dare qualcuno che non sia Verdini. Che come al solito lascia che tutti si agitino, che danzino le Salomè, si candidino i Donzelli, sognino i barbari leghisti.
Perché il punto di fondo della logica verdiniana in salsa toscana ha ricevuto il suggello della legge elettorale varata insieme al PD. Evitati i collegi uninominali e portato a casa il miglior risultato di compromesso. Perché il punto è questo: il centrodestra è strutturalmente minoritario in Toscana (per dirla a là D’Alema), il miglior risultato possibile è perdere in armonia coi vincitori. E fino ad oggi nessuno lo ha smentito.
Autoavvera le proprie profezie. Mantiene la testa attaccata al collo. Risolve i problemi oggi. E prepara quelli di domani. Un Verdini è per sempre.

dal Corriere Fiorentino* di giovedì 5 febbraio
*versione leggermente diversa, per ragioni di spazio

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2 dicembre 2008
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