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31 marzo 2006
[Missing] Blog e bloggers che mi mancano

Anticipazioni

Se qualcuno di voi ingenuamente crede che scrivere d'agricoltura non sia estremamente interessante acquisti ItaliaOggi di domani e scoprirà come si possa trattar di cose "umili", riflettendo sulla teoria del caos, sul "butterfly effect", coinvolgendo le Nazioni Unite, le armi di distruzione e la fantascienza.

Questo post è dedicato ad alcuni dei quei blog che usavo frequentare quasi quotidianamente quando, con altrettanta frequenza, erano aggiornati dai loro gestori. A volte con preavviso, altre volte senza, l'aggiornamento si è interrotto e questi blog sono stati abbandonati a riportare sempre la stessa schermata con sempre il solito post ed un numero di visite e commenti che aumenta solo quando qualcuno torna a curiosare per vedere se qualcosa si è mosso.
Quella che segue è una lista molto breve e sommaria e non è escluso che non possa essere seguita da un'altra nei prossimi giorni.

Panther _ Parto da lui perchè Filippo è un amico anche nella vita di tutti i giorni, dal momento che vive e lavora qua a Firenze. Parto da lui anche perchè ho avuto modo di sentirlo e di salutarlo anche a nome di molti di voi. Credo di potervi tranquillizzare: sta per tornare sui nostri schermi. Il suo ultimo post dell'8 Gennaio 2006 s'intitolava I fantasmi del passato. Credo che Pippo li abbia sconfitti e che sia pronto a tornare.

Mora _ Anche questo lo conosco di persona. L'altra sera eravamo a sbronzarci insieme. Lui il blog l'ha abbandonato perchè è una fava!

Lilit _ Questo era uno dei miei blog preferiti in assoluto. Credo lo fosse per molti, perchè Lilit aveva una delicatezza particolare nel trattare delle vicende, anche le più tragiche, del proprio paese, l'Iran. A volte spariva per settimane, magari proprio perchè tornava dalla sua gente, che ci, teneva a chiarire, non aveva niente a che vedere con la Repubblica Islamica. Il suo ultimo post è del 21 Dicembre 2005. Il titolo è Buon Inverno a tutti; anche se ormai è primavera.

Liblab _ Questo blog mi piaceva fin dal nome, ma la sua attività non è mai stata molto costante, anzi! L'ultimo stop è del 18 Novembre 2005. La pubblicazione era ripresa da poco, dopo uno stop di circa 6 mesi! L'intenzione annunciata era quella di commentare periodicamente gli articoli più significativi della Costituzione. Un bel progetto, peccato ci si sia fermati al secondo articolo.




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30 marzo 2006
[Pietro Ichino] In attesa della recensione il dialogo con Scalfari + curiosità delle proteste cinesi

Per curiosità

Provate a cercare notizie delle proteste cinesi per le parole di Berlusconi sui quotidiani cinesi online.
Difficilmente ne troverete notizia e difficilmente troverete riportate le parole di Berlusconi ... specie nel suo citare "Il Libro Nero del Comunismo" (Io ho trovato la cosa solo su
ChinaDaily.com)

 

Nelle ultime settimane La Rosa nel Pugno ha mostrato molta attenzione alle tesi del professor Pietro Ichino attraverso convegni che mi spiaccio di non aver potuto seguire che attraverso la radio.
Personalmente, oltre ad articoli ed editoriali, ho letto soltanto l'ultimo libro del professore milanese "A che cosa serve il sindacato?" che è bastato per convincermi a reperire anche alcuni dei suoi precedenti lavori. Spero di avere il tempo per scrivere, entro breve, una recensione dell'ultimo lavoro che vi consiglio sulla fiducia perchè, oltre ad essere scritto in maniera estremamente chiara, espone tesi coraggiose con assoluta puntualità relativamente alle disfunzioni dell'attuale sistema sindacale italiano, proponendo esplicite ricette per il loro superamento.
Per chi volesse un antipasto, in attesa della lettura del libro, consiglio vivamente questo bel
dialogo tra Eugenio Scalfari e lo stesso Ichino sulle pagine dell'ottimo sito LaVoce.info.
Inutile dire che fin dall'inizio si noterà una certa distanza tra i due ... e non solo una distanza di posizioni, ma anche di competenze ...




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29 marzo 2006
[Esteri] Le verità dello statista e l'inutile confronto idealismo vs realismo

Column

L'editoriale del Riformista di ieri trattava della delusione arancione che non si scalda per Minsk. Prima che si apra un piccolo dibattito che veda schierati idealisti e realisi gli un contro gli altri armati è bene sgombrare subito il campo dagli eserciti dei due partiti.
L'editoriale di ieri sulla necessità di una dose di maggiore realismo nell'analizzare e nel commentare le questioni di politica internazionale che coinvolgono valori fondamentali come la libertà è condivisibile nel fare presente che è sempre bene muoversi guardando dove si mettono i piedi, ma è bene ricordare anche che se non si ha una bussola puntata verso orizzonti chiari, per quanto lontani, il rischio è quello di perdersi nella foresta del reale.
Personalmente ritengo che realismo ed idealismo non siano mutualmente esclusivi, ma che anzi debbano essere conciliati anche quando ciò non appare facile.

Grandi scivoloni in avanti

The commune is like a gigantic dragon, production is visibly awe-inspiring, 1959

Berlusconi ha detto la verità, anzi, è stato troppo tenero. I comunisti mangiavano proprio i bambini (non si limitavano a bollirne i corpi per farne concime). Sappiamo infatti che i poveri cinesi devastati dal Grande Balzo in Avanti furono spinti persino al cannibalismo ed è quindi ragionevole supporre che non andassero troppo per il sottile nemmeno di fronte all'infanzia nel decidere della propria dieta.
Sappiamo anche però, che i gerarchi cinesi sono assai suscettibili quando si dice la verità su di loro. Un capo di Stato con la pretesa di fare lo statista dovrebbe saperlo meglio di altri.
Se si ama la verità dunque, si accetterà come tale anche il fatto che un vero statista avrebbe evitato un simile grande scivolone in avanti.
 

Su
il Riformista
il nuovo Riformista




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28 marzo 2006
[E' anticlericalismo questo?] Esenzioni Ici per enti ecclesiastici adibiti ad uso commerciale

L'articolo di Sabato su ItaliaOggi.
Un breve dossier sulla ricostruzione agricola in Iraq.

Dalla rassegna stampa del Ministero delle Politiche Agricole e Forestali

SEGNALAZIONE
28 marzo 2006 ore 21.00
L’Italia che verrà
Le proposte elettorali dei Poli per l’economia del Paese

I ricercatori universitari
Roberto Ricciuti Università di Firenze
e Massimo Sartarelli Istituto Europeo svolgono un’analisi comparativa dei programmi economici dei due schieramenti in vista del voto del 9 aprile

libertàEGUALE Toscana via dei Benci 20 Firenze

Chi legge questo blog con una certa assiduità sa bene che il suo titolare non può essere facilmente tacciato di anticlericalismo, anzi, le mie critiche sono più spesso rivolte agli atteggiamenti della classe politica di questo paese, piuttosto che alla classe dirigente ecclesiastica.

E' quindi con spirito assoluamente liberale che vale la pena riflettere brevemente sul caso dell'articolo 6 del ddl sulle infrastrutture approvato in ottobre al Senato e riguardante l'abolizione dell'ICI sugli immobili della Chiesa, anche quando questi siano adibiti ad uso commerciale. Mi sarei aspettato dall'opposizione delle critiche più puntuali di quelle che ho avuto modo di rilevare. Senza nemmeno troppa malizia è curioso notare in occasione della notizia del ricevimento in Vaticano della delegazione del PPE, di cui avrebbe dovuto far parte anche Silvio Berlusconi, si è fatto un putiferio ben più grande di quello seguito all'approvazione di un decreto dagli effetti assai concreti e che garantisce ad un ente che già riceve circa un miliardo di euro all'anno dallo Stato, ulteriori privilegi difficilmente giustificabili, senza ricorrere ad un troppo frequente biasimo per un centrodestra che presentatosi alle ultime elezioni politiche come forza innovatrice di questo paese è riuscito invece ad essere un grande blocco conservatore sotto molteplici punti di vista.

Tuttavia, come detto, la cosiddetta "sinistra riformista" non si è spesa molto per condurre una critica pacata nei toni, ma corretta nel rilevare pragmaticamente le conseguenze dirette sui cittadini della scelta effettuata dal governo di centrodestra. Mi fa piacere sottolineare che una delle poche voci autorevoli che si è levata dal centrosinistra per fare ciò è stata quella del senatore DS Enrico Morando.

Esentare dal pagamento dell'ICI gli immobili di enti ecclesiastici adibiti ad uso commerciale comporterà minori entrate per i comuni, che necessariamente dovranno ridurre spese per altre destinazioni o aumentare le imposte comunali per altre voci. Non mi pare che in questo caso siano in ballo i valori, non mi pare che questo sia anticlericalismo ottocentesco. Mi pare semplicemente che la questione sia ben più prosaica. Per sgombrare ulteriorimente il campo da strumentali accuse di anticlericalismo ricordo le parole di Giuseppe Fioroni (responsabile Enti locali della Margherita): "Sull’Ici si discute a consuntivo, non in via preventiva. Io ritengo che se ci fossero minori entrate per i Comuni, a seguito di contenziosi insorti nel frattempo e legati all’interpretazione data dalla Cassazione, il Governo dovrebbe farsene carico". Cosa s'intende con quel "se ci fossero meno entrate il governo dovrebbe farsene carico?". Significa che il governo dovrebbe provvedere a quegli ammanchi reperendo fondi attraverso altre tasse, oppure che lo Stato dovrebbe provvedere a correggere un provvedimento che nel favorire chi già gode di ampi favori, fa ricadere il peso di ciò sulle spalle dei cittadini?

La risposta a tale domanda, ripeto, non riguarda valori assoluti, ma questioni molto concrete nella loro umiltà.
______________________________

Lo trovate su GenerazioneElle




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25 marzo 2006
[Inoz e De Giovanni] Empatia fra maestro e allievo! + SEGNALAZIONE!!

SEGNALAZIONE: Domani a Signa (Fi) alle ore 10,30, presso la sala Blu del Palazzo ex Gimasa ad un dibattito sulla Laicità, interverranno: Riccardo NENCINI, Antonio BACCHI, Pieraldo CIUCCHI, Silvio BETTI, Tommaso CIUFFOLETTI

il nuovo Riformista Come vado ripetendo da un pò di tempo a questa parte il professor Biagio De Giovanni è uno dei miei intellettuali italiani di riferimento. Il suo column settimanale del sabato è ormai appuntamento fisso della mia preghiera laica (ovviamente insieme alla narcisistica rilettura dei miei articoli su ItaliaOggi!).
A dimostrazione di una sintonia del me stesso giovane allievo con il maestro napoletano vi propongo questo raffronto fra un passo della mia breve lettera pubblicata giovedì dal Riformista e quello del column di oggi del prof. De Giovanni.

Scrivevo giovedì, rivolgendomi al direttore Polito:

"E' sicuro che un progetto dal taglio prettamente politico (che si chiami partito riformista, Fed, o partito democratico) possa aver successo? I precedenti non sono a favore di questa tesi. Forse sarebbe ora di valorizzare il piano culturale di tale operazione invece di augurare un 2,3% alla Rosa nel pugno".

Scrive oggi il prof. De Giovanni:

"Ds e Margherita potevano presentare, senza nessun danno elettorale, liste differenti anche alla Camera. Se non lo hanno fatto, ciò indica qualcosa di più di una alleanza elettorale per il governo, è indice di un progetto politico. Vuol essere avvio di un evento politico.
Ma chi ritiene, a sinistra, che, posta la sua origine in quel nucleo elettorale, il futuro partito democratico non nasce bene; chi ritiene che in quell'unica lista gli “ossimori” siano troppi; chi ritiene che la scorciatoia politica scelta abbia per effetto quello di avviare una confusa fusione di culture politiche prima di ogni vero dibattito, quell'elettore di sinistra ha fra le mani un'arma decisiva che contribuisce come tutte le altre alla vittoria della coalizione (e dunque non è un voto disperso), ma vi contribuisce nella chiarezza strategica e nella trasparenza delle idee. Quello, è
un elettore della Rosa nel pugno".

... scusate l'arroganza, ma secondo me De Giovanni mentre si figurava quell'elettore della Rosa nel Pugno ha pensato anche alla mia lettera!




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25 marzo 2006
[Inoz su ItaliaOggi] Analisi della ricostruzione agricola irachena

Oggi su ItaliaOggi: un analisi del difficile lavoro di ricostruzione agricola in Iraq. Fra le tante cose che si leggono sull'Iraq credo sia la prima volta che qualcuno dedica un intero articolo (e non proprio un articoletto) all'agricoltura irachena.
Tratto poi delle proteste dei contadini canadesi e delle loro richieste ad un governo che non pare proprio intenzionato ad accoglierle.

_ Vecchie segnalazioni:
Articolo 4/3/2006"Crollano i potenziali nutritivi di frutta e verdura" (dalla rassegna stampa del sistema universitario pisano)

Articolo 11/3/2006"Negoziati Wto, la ricetta Mandelson resta sul tavolo" (dalla rassegna stampa della Fiba-Federazione Italiana Bancari e Assicurativi - articolo da cercare fra le notizie in breve di ItaliaOggi)




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24 marzo 2006
[Ienaz] Prodi si levi quel broncio a culo di gallina

di Ienaz

Ma di cosa si lagna Romano Prodi?
Se anche il Dipartimento di Stato Usa avesse inteso avvantaggiare Berlusconi negli ultimi giorni prima delle elezioni ci sarebbero da fare tutte queste bizze? E basta tenere il broncio con quella bocca a culo di gallina! Che poi signor Prodi, mi scusi, ma lei ha nella coalizione uno che va a dire a Bush che gli grondano le mani di sangue, ma cosa vuole da Washington? Un in bocca al lupo? Ma per favore! Anche ai tempi delle ultime elezoni USA le boiate partite dall'Italia non sono affatto mancate.

A parte questo la campagna elettorale ha assunto i toni di un infantilismo preoccupante. Nessuno può più accettare che l'avversario piazzi un colpo. Tutti si sentono in dovere di ribattere stizziti, anche quando una pacata risposta avrebbe molto più effetto. A me questa campagna elettorale ha rotto le palle ed al povero Inoz ha tolto ogni certezza da quando non può più nemmeno leggere il Riformista, che in questi giorni è diventato una pubblicazione da curva.

___________________________
Inoz condivide il giudizio sulla bocca a culo di gallina!




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23 marzo 2006
[Tesi] E' arrivata la primavera

Tesi: E' arrivata la primavera

Dimostrazione: Esco di casa e tutte le ragazze mi sembrano più bellocce

Quesito: Ma anche noi ragazzi vi sembriamo più bellocci?




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23 marzo 2006
[Lettere al Direttore] La Rosa Democratica

il nuovo Riformista La Rosa democratica
Caro direttore, sei lei vede nel partito democratico solamente un progetto politico capisco perché non si spieghi il voto di un suo (del partito democratico ndInoz) sostenitore alla Rosa nel pugno. Se lei, come me, vedesse il partito democratico come conquista di un rinnovamento culturale a sinistra allora, forse, i dubbi su scelte diverse dalle sue si dissiperebbero da soli.
Detto questo rilancio la palla nel suo campo. E' sicuro che un progetto dal taglio prettamente politico (che si chiami partito riformista, Fed, o partito democratico) possa aver successo? I precedenti non sono a favore di questa tesi. Forse sarebbe ora di valorizzare il piano culturale di tale operazione invece di augurare un 2,3% alla Rosa nel pugno. Cordiali saluti,
Tommaso Ciuffoletti e-mail




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22 marzo 2006
[Miscellanea Internazionale] Bielorussia, Francia, Iran, Venezuela

Bielorussia _ Le vicende elettorali nel feudo dell'ultimo dittatore d'Europa sono seguite con attenzione da offensivaliberale. Quanto di più interessante m'è capitato di leggere al riguardo, però, lo si trova sul sito del Council on Foreign Relations

Francia _ I fotografi vanno bene solo quando fotografano le cariche della polizia?

Venezuela _ Chavez fa votare anche i morti, ma non fa parlare i vivi

Iran _ Guardie Rivoluzionarie dietro la bomba




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21 marzo 2006
[Una generazione cornuta e mazziata] Ci hanno fregati e non ce ne siamo accorti

More than 500,000 students and workers march in Paris, France, and other French cities, Saturday. (AP/Francois Mori)In Francia manifestano persone dai 7 ai 77 anni. Solidarietà intergenerazionale agli studenti che temono la riforma del governo sul contratto di primo impiego.
Da giovane che "si affaccia al mondo del lavoro" mi chiedo se non sia strana questa solidarietà, specie in un paese con un mercato del lavoro diviso fra insiders supergarantiti ed outsiders che pagano il prezzo di tali garanzie. Mi viene il sospetto che la generazione dei nostri padri, non contenta di aver preteso ed occupato tanti posti di rilievo, adesso non abbia alcuna intenzione di cederli e racconta ai propri figli di un futuro in cui saranno possibili per tutti le garanzie che per ora sono una loro esclusiva. Mi viene il sospetto che i nostri genitori abbian fatto cornuta e mazziata la nostra generazione ed il guaio è che sono riusciti a non farcene accorgere.




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17 marzo 2006
[Firenze 21 Marzo] La Rosa nel Pugno una nuova forza nel centro-sinistra




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16 marzo 2006
[My two cents] Cari DS a Nichelino siete proprio andati in confusione + SEGNALAZIONE

Nichelino i DS sono andati totalmente in confusione, credo sia palese e credo sia inutile attendersi ulteriori spiegazioni dai dirigenti. Del resto lo stesso segretario dei Democratici di Sinistra, piemontese e capolista nella sua regione, ha evitato di rispondere ad una lettera aperta indirizzatagli da Emanuele Macaluso. In quella lettera si faceva notare a Piero Fassino che "è intollerabile il comportamento di persone come il sindaco di Nichelino, che mette in discussione l'unità della giunta e i rapporti politici con chi la pensa diversamente da lui. [...] La questione ha una valenza generale e una tua presa di posizione sarebbe più che opportuna".

Taccio della risposta arrivata, invece che da Fassino, dal sindaco DS di Nichelino Giuseppe Catizone. Lo faccio come segno del rispetto che ho per tantissimi amici iscritti ai DS, che non meritano di essere rappresentati da parole simili. A costoro però, mi son reso conto di non aver ancora chiesto niente riguardo alla loro opinione sul caso. Ebbene, dopo una decina di giorni credo sia lecito chiedere (rispondere sarà vostra cortesia ovviamente!).

_________________________
Io che rompo sempre le palle ai Rosapugnanti perchè parlino di economia, stavolta non posso non segnalare e ne approfitto per fare un in bocca al lupo a lei, che sarà della partita!

Roma, 16 marzo 2006.
A partire dalle ore 14.30
. Roma - Residenza di Ripetta
Flessibilità non solo per i lavoratori; liberalizzazioni; Contrasto dei monopoli e degli oligopoli; Superamento degli ordini professionali; Nuovi ammortizzatori sociali; Welfare to work.
Presiedono: Daniele Capezzone e Roberto Villetti
Introducono: Emma Bonino ed Enrico Boselli

Interventi di:

-Francesco Giavazzi, Economia politica - Università Bocconi di Milano, editorialista del Corriere della Sera
-Alessandro Roncaglia, Economia politica - Università La Sapienza di Roma
-Tito Boeri, Economia del lavoro - Università Bocconi di Milano, editorialista de La Stampa
-Natale Forlani, Amministratore delegato di Italia Lavoro, estensore con Marco Biagi ed altri
autori del Libro Bianco sul lavoro
-Marcella Corsi, Economia politica - Università La Sapienza di Roma
-Lilli De Felice, Diritto del lavoro - Università di Napoli
-Donato Speroni, Economia e statistica - Istituto per la formazione al giornalismo di Urbino, già condirettore di Mondo Economico e vicedirettore del Mondo
-Enrico Cisnetto, Società aperta - Terza Repubblica, editorialista del Foglio e del Messaggero
-Cristina Marcuzzo, Economia politica - Università La Sapienza di Roma
-Enzo Mattina, presidente Assointerim
-Salvatore Buglio, deputato uscente Ds, candidato Rosa nel pugno
-Marco Pannella

Interverranno inoltre:

-Romano Benini, giornalista, esperto di politiche del lavoro
-Michele De Lucia, direzione Radicali italiani, autore del Libro “Fiat, quanto ci costi?”
-Gianluca Quadrana, segretario Federazione giovani socialisti
-Valeria Manieri, Generazione L, gruppo di lavoro “welfare to work”

Messaggio di  Pietro Ichino, Diritto del lavoro, Università degli studi di Milano




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15 marzo 2006
[Belle sorprese] E va bene, viva Zapatero!



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15 marzo 2006
[Rivoluzione democratica in Iran?] Modesto consiglio per rivoluzionari avventati

Rivoluzione democratica in Iran? Io c'andrei piano. Uno che di rivoluzioni s'intendeva, il compagno Mao (ovviamente compagno non mio, come sapete io sono rigidamente Deng-iano), ebbe a scrivere che "la rivoluzione non è un pranzo di gala, ma un atto di forza" e in un paese in cui la forza non ha alcuna intenzione di mettersi al servizio di una rivoluzione democratica il pranzo di gala rischia di trasformarsi in ultima cena della libertà. Qualcosa di simile, per chi ha un pò di memoria, accadde 27 anni fa, guardacaso proprio in Persia ...
Tuttavia, ai sostenitori occidentali della rivoluzione in Iran, mi permetto di dispensare anche un piccolo consiglio non di metodo, ma di merito: come forza di coesione può più il nazionalismo che non l'anelito alla libertà. Qualcuno in Iran pare essersene già accorto

We will replace Islamism with Iranism!
SMCCDI (Public Statement)
Mar 13, 2006


The Iranian New Year (Nowrooz) coincides with the beginning of spring. In comparison with other calendars, such as, the lunar calendar, or Islamic calendar, it is somewhat more unique. Nowrooz is a sacred Heritage that is generations old. In many parts of the world and among different nations with different names, they celebrate this annual event.

Nowrooz, a main symbol of Iranism, has an important place in Iranian identity and culture, to the point that even during the Arab, Mongolian, and Alexander occupations of Iran, the people of Iran continued to celebrate this sacred event.

The existing anti-Iranian regime, which rules today, suppresses these ancient traditions and has repeatedly tried to ban them in the name of Islam. Let us not forget that one of the first things the Islamic Republic did,  when it came to power,  was to change one of Tehran's avenue named "Persepolis", a symbol of Iranian pride, to "Taleghani" (an Islamist cleric). Due to the then silence of Iranians, generated by their fear, the Islamic regime paved the road for the our day's building of the Sivand dam,  in order to flood the ancient city of Persepolis and destroy this symbol of ancient Iran.
The next step of the regime was to take the total control of Iranian universities by its fanatic elements and to change these academic institutions into a propaganda and brainwashing tool for the spread of its backwarded and fanatic ideology.
In that line and in an effort to extinguish nationalistic feelings, the universities and higher education colleges were closed, with the help of the so-called Islamist 'intellectuals', for over three years under the label of "Cultural Revolution". 

Indeed, the propaganda machine of the Supreme leader has always tried to promote the destruction of the true Iranian culture and national symbols. To better understand, one must compare the small budget which is allocated for preserving Iran's national monuments with the huge sums that are spend for the development of the JamKaran Well and Mosque. 

The Islamic Republic regime has always tried, desperately, to replace our ancient Iranian events with Islamic days, such as, Ghadir or Fetr. This policy targets the gradual change of the precise Iranian calendar with the primitive lunar calendar. The anti-Iranian regime is also, desperately, trying to change our proud Iranian culture and heritage with that of backwarded Islamic culture. The dogmatic clerics are also intending to force Iranians to choose Islamic names, such as, Abu Obide or Um-Kolsom instead of Iranian names like Babak, Siavosh or Iran-Dokht.
But Iran's new generations are well aware of such tactics and are understanding that the survival of this barbarian and backwarded regime would equal to the destruction of Iran.
That's why we must take back our historical culture and universities from this despotic regime and coordinate all Nationalist, Secular and Free Thinker forces in order to push back this regime.

Yes, we should not stop till we free totally our land from the hands of the theocratic regime!

The new Iranian generations are well aware of the enemy's tactics, therefore; they will challenge the totality of the Islamic Republic regime at the occasion of "Tchahar-Shanbe Soori" (Fire Fiest) regardless of any official or religious ban. 

We will call on our enemy for fight!
The burning of fire bushes will represent Iran's new generations' distaste for the present filthy regime, and in hopes of burning this regime away with giving its ashes to the wind!

Fellow Iranians,, with our massive participation in the "Tchahr-Shanbe Soori" and other Iranian events, we will consolidate our national unity and we will tell to the world, that the current regime is not ours and that does not represent us! 
We do believe that we will attract the world's attention and we will astonish everyone with our defiance!

The "Student Movement Coordination Committee for Democracy in Iran" (SMCCDI) is hereby forwarding its early best wishes at the occasion of the upcoming Iranian New Year (On March 20th) and is calling on every Iranian to participate actively in the "Tchahr-Shanbe Soori" (March 14th) and all Iranian Cultural and Nationalistic events and ceremonies. Such participations are positive steps in pushing back the Mullahcracy and to make the world hear our call for Freedom!

Tehran, March 13, 2006 (22 Esfand 1384)




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Oggigiorno tutti hanno spirito. Dovunque si va non si può fare a meno di incontrare persone intelligenti. E' divenuta una vera peste.
Oscar Wilde

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