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politica estera
29 aprile 2009
[da ItaliaOggi di sabato 18 aprile] Black farmers contro Obama


da ItaliaOggi (http://www.italiaoggi.it)

Che il primo presidente di colore degli Stati Uniti avrebbe trovato tra i primi e più agguerriti avversari proprio gli agricoltori di colore in pochi avrebbero potuto prevederlo. E invece Barack Obama in questi giorni è il principale obiettivo polemico della Black Farmers Association che lo accusa di aver tradito le promesse fatte in campagna elettorale e di comportarsi come il suo predecessore George W. Bush.

A scatenare le ire dei black farmers è il caso noto come “Pigford case”. Gli agricoltori afroamericani nel corso degli anni '90 intrapresero una lunga serie di iniziative legali, culminate con il ricorso ad una class-action, per chiedere al governo Usa di risarcire i danni arrecati dalla scarsa assistenza finanziaria loro concessa. Nel 1999 il governo statunitense accettò di pagare quei risarcimenti e di fronte a circa 16.000 richieste ebbe a sborsare la non indifferente cifra di un miliardo di dollari.

Ma gli attivisti della comunità dei black farmers riaprirono presto il caso, denunciando che molti di loro non avevano potuto accedere alla richiesta di risarcimento per via dei termini troppo brevi per lo svolgimento della pratica. Barack Obama, quando ancora era senatore, aveva appoggiato tali rivendicazioni e una volta lanciata la sua campagna per le primarie democratiche aveva fatto di quel punto uno dei suoi cavalli di battaglia per raccogliere consensi soprattutto negli stati del sud.

Oggi che è Presidente degli Stati Uniti e deve fare i conti con una crisi che ha già richiesto ingenti spese governative, l'ipotesi di riaprire i canali del risarcimento ai black farmers rappresenta un sacrificio fin troppo oneroso per le casse federali. Sono 65.000, infatti, i reclami pendenti, per un onere complessivo che varia tra i 2 e i 3 miliardi di dollari. Di fronte a queste cifre, anche il primo presidente di colore degli Stati Uniti è costretto, per ora, a fare orecchi da mercante di fronte alle proteste degli agricoltori di colore.
politica interna
27 aprile 2009
[In ritardo sulle polemiche. 25 Aprile fiorentino e socialista] Foscolo Lombardi nel ricordo di Carlo Francovich


Foscolo Lombardi

di Carlo Francovich
da “La Resistenza in Toscana” n. 9 e 10 di “Atti e studi dell'Istituto Storico della Resistenza in Toscana”, La Nuova Italia, Firenze, 1974

Il 7 luglio 1973 è morto a Firenze Foscolo Lombardi, socio fondatore e consigliere del nostro Istituto (Istituto Storico della Resistenza in Toscana ndInoz). Con lui scompare una delle più nobili figure del socialismo toscano. Figlio di un tranviere, fin da ragazzo si interessò alla vita politica, aderendo al Partito socialista italiano e lottando per la democrazia e la giustizia sociale nei primi anni del secolo. Dopo aver fatto con gravi sacrifici le scuole tecniche era entrato nelle ferrovie dello Stato, dedicando il tempo libero allo studio, e frequentando l'università popolare, di cui divenne poi uno dei dirigenti. Nell'immediato dopoguerra partecipò alla lotta del movimento operaio e fu preso di mira dai fascisti i quali, giunti al potere, nel '23 lo espulsero dall'impiego. Fu allora assunto come impiegato da una casa editrice e diresse, era un abile organizzatore, la propaganda dei testi scolastici.

Lo conoscemmo allora. I professori antifascisti sapevano che a Le Monnier il direttore di quel settore era uno dei loro, abbondando con essi in omaggi di libri e chiacchierando di un passato mitizzato, del triste presente e di un futuro pieno di speranze. Dopo il 25 luglio questo modesto impiegato, insieme con Gaetano Pieraccini, con il maestro Bruni, con Gino Bertoletti, anche lui scomparso in questi giorni, e con pochi altri, ricostruì la sezione fiorentina del partito socialista. Le sue doti di lavoratore instancabile, metodico e coraggioso si rivelarono in pieno. Ma il periodo in cui la sua personalità emerse fu quello della lotta clandestina. Non solo Lombardi fu uno dei capi del PSI, ma rappresentante socialista in seno al Comitato Toscano di Liberazione Nazionale, ne divenne segretario, assumendo un ruolo di massima responsabilità. Infaticabile e meticoloso redigeva i verbali delle sedute, coordinava il lavoro di tutto il Comitato, girava tranquillo e sereno tra fascisti e tedeschi con le tasche piene di documenti e la borsa coi piombi dell'Avanti! Clandestino. E la sua voce in seno al Comitato fu sempre ascoltata e rispettata, perché deciso antifascista rivelava anche un sincero amore per la democrazia, nonché il buonsenso del popolano toscano, talvolta scanzonato. Si fece amare e rispettare da tutti. Dopo la Liberazione guidò la sezione fiorentina e nel 1947-48 divenne vice segretario nazionale del partito al tempo della segreteria di Lelio Basso. Data la sua modestia non volle mai né cariche né posti di prestigio, non brigò per essere eletto deputato o senatore, ma, affezionato al suo partito, lavorò per i compagni che riteneva più dotati e più capaci. Nei momenti gravi di crisi, di contrasti interni, si ricorreva a Lombardi e tutti accettavano il suo giudizio e il suo responso, sapendo che era dettato da un compagno onesto al di sopra delle correnti.

Negli ultimi anni della sua vita si dedicò all'organizzazione dell'Istituto Storico della Resistenza in Toscana. Gli faceva piacere trovarsi in mezzo alle carte ed ai documenti tra gli amici di allora e esplicando anche qui le sue preziose capacità di organizzatore e di abile diplomatico, pensoso di conservare, almeno in questa sede, l'unità antifascista del Comitato di Liberazione Nazionale. E se oggi l'Istituto Storico della Resistenza in Toscana occupa un posto non secondario tra gli altri istituti regionali, questo merito è soprattutto di Foscolo Lombardi.

Abbiamo collaborato con lui in quegli anni ed abbiamo avuto modo di ammirarne la modestia, l'onesta e la serietà morale. Per quelli che lo hanno avvicinato è stato un maestro. E' vissuto povero, un modesto stipendio, una più modesta pensione ed è morto povero. Nulla ha mai chiesto a nessuno, pur avendo diritto alla riconoscenza di tutti. I compagni più giovani lo ricordano con venerazione ed ammirazione, i compagni meno giovani lo piangono come si piange la morte di un fratello maggiore che ti ha lasciato un insegnamento, un esempio di coerenza, di onestà civile e di fede socialista.
politica interna
24 aprile 2009
[60 anni di D'Alema] E l'idea più brillante mai venuta a Livia Turco


Livia Turco, per festeggiare i sessantaannisessanta di D'Alema, organizza una festa stile annisessanta (per non sbagliarsi) i cui inviti sono in forma di convocazione della Direzione Nazionale della Fgci. Si potrebbe fare dell'ironia su questo, non è il mio caso. Io credo davvero che sia l'idea più brillante mai venuta a Livia Turco.
SOCIETA'
23 aprile 2009
[Ricordi di sala giochi] Miiiiiiii non ci posso credereeeee c'è pure TOKI!!!
E vabbè, ormai mi faccio trascinare nel vortice arcade di questi vecchi videogiochi per bambini del tempo che fu!
A Toki ero molto meno bravo che a SnowBros, ma certo che pure Toki era ghevido appalla!

POLITICA
22 aprile 2009
[Guido Calogero] La libertà che si deve amare è la libertà dell'altro


"La libertà che si deve amare è la libertà dell'altro.
Solo a tal patto l'amore per la libertà non è un'aspirazione egoistica, ma un'idea morale,
anzi il solo ed esclusivo contenuto dell'esperienza morale"

Guido Calogero
SOCIETA'
21 aprile 2009
[Ricordi di sala giochi] Miiiiiiii non ci posso credereeeee SNOWBROS!!!
Un videogioco anni '80 al quale ero fortissimo! Ormai lo si può giocare tranquillamente in flash, online. Adesso attendo con ansia l'altrettanto "ghevido" Tumblepop!


POLITICA
20 aprile 2009
[E poi c'è ...] Labouratorio a carte 48. Penzieri Sparzi

lab48Cyrano vota Sinistra e Libertà
Venite pure avanti, voi con il naso storto socialisti puristi io più non vi sopporto
Sinistra e Libertà, non sarà una gran figata però un’alternativa nessuno l’ha trovata
Venite pure avanti compagni sospiranti, anche dopo 20 anni che pure sono tanti
Compagni che serbate un giusto e bel ricordo, andiamo adesso avanti e basta col rimorso
Non avremo successo, ma nemmeno paura, quindi non ci rendiamo la vita ancor più dura
Le cause ed i veleni, le rivendicazioni, sono cose che davvero a me han rotto i coglioni
Io son probabilmente una testa di cazzo, ma quelli che si lagnano mi fanno uscire pazzo
Fanculo Franceschini, fanculo anche Di Pietro, però io non ho voglia di prenderlo di dietro
Io non ho voglia di prenderlo di dietro

Terremoti, referendum e stronzate democratiche
Dunque, il profondo cordoglio per le vittime del terremoto non avrà cittadinanza in queste brevi righe, lo dico subito a scanso d’equivoci, dato che nell’Italia del benpensare il riferimento ai terremotati d’Abruzzo è diventato un’arma di ricatto morale. Arma che può essere tirata fuori in qualunque discussione ed usata nei contesti più assurdi e con i riferimenti più improbabili.
Caso lampante è quello del referendum per la modifica della legge elettorale.
Quell’anima bella di Franceschini, che da quando è segretario del PD non ne ha azzeccata una, ha creduto di aver avuto una bella pensata per mettere in difficoltà l’invincibile Cavaliere. Quel furbetto di un Franceschini gli ha detto all’invincibile Cavaliere: “Se non accorpi referendum con le europee spenderai un sacco di soldi che potrebbero andare ad aiutare i poveri abruzzesi”.
Lasciamo perdere che l’accorpamento sarebbe incostituzionale, lasciamo perdere che nel caso passasse il referendum riuscirebbe nell’impresa di peggiorare il Porcellum, lasciamo perdere che Guzzetta (e Ceccanti) avrebbero pure rotto i coglioni. Consideriamo solo una cosa: se il referendum passasse il PD avrebbe serie possibilità di andare al governo solo quando i lavori per riparare tutti i disastri del terremoto saranno stati completati. Questo è l’unico vero link che c’è tra il referendum e il terremoto d’Abruzzo.

Pisciate fuori dal vaso e libertà d’espressione
Tutto quello che volete, ma non mi rompete i coglioni con la stronzata che difendere Vauro significa difendere la libertà d’espressione. Vauro continua infatti ad esprimersi serenamente e dietro compenso. Semplicemente quel compenso non gli verrà più corrisposto con il denaro pubblico della Rai (ma con il denaro pubblico dei finanziamenti all’editoria!).
Difendere Vauro significa dunque difendere la libertà di pisciare fuori dal vaso a spese dei contribuenti. A ciascuno decidere se ne valga la pena.
A metterla così, forse, Vauro posso difenderlo anche io …

LABOURATORIO n.48 - PENZIERI SPARZI

politica interna
16 aprile 2009
[Stronzate] ... però intanto levate il fiasco a Vauro [Prima parte]


Il primo istinto è quello di dire: levate il fiasco a Vauro. E credo che questa considerazione valga in assoluto.

Poi, a me, lui e la banda di Santoro stanno profondamente sulle palle. Una manica di faziosi. E poi non li sopporto in quanto laico. Da laico, infatti, intorno ad una questione mi pongo degli interrogativi. Nel farlo accetto che la risposta possa trovarsi ovunque. Ed il senso dell'interrogarsi sta proprio nell'avere il pungolo a cercare la risposta che si crede la più vicina a quella cosa che qualcuno chiama verità.
Le trasmissioni di Santoro sono invece costruite in una maniera che di laico non ha niente. Trattasi infatti di trasmissioni a tesi. Lì la Verità è già stata individuata, in nome di uno schema oltretutto molto banale fatto di un mix di demagogia, manettismo e antiberlusconismo. La trasmissione è costruita per confermare questa Verità pregiudizialmente scelta.

In questo quadro, Vauro è solo la goccia (di vinaccio) che fa traboccare il vaso della volgarità.

Se poi penso che quella trasmissione è pagata con soldi pubblici m'incazzo pure un po'.

E così il secondo istinto è quello di pensare: 'sti gran cazzi! Vauro ha di che pascere una famiglia e più con i soldi guadagnati dalla televisione pubblica per illustrare pubbliche cazzate ERGO se lo licenziano per una cazzata poco azzeccata non morirà nessuno.

Ma così sarebbe troppo facile ERGO Continua ...


politica interna
15 aprile 2009
[Pasqua Radicale] Pannella e Bordin ... ma non ho capito chi dovrebbe fare l'agnello


Breve estratto della conversazione Pannella-Bordin in onda su Radio Radicale la domenica di Pasqua
fotografia
14 aprile 2009
[Frammenti di Pasquetta] Tra Zabriskie Point e Quark - Barberino del Mugello, loc. Cornocchio (sul torrente), 13 aprile 2009 ore 17.00 circa

SCIENZA
13 aprile 2009
[Signori delle Mosche] Maori e Moriori


"[...] I moriori erano un popolo di cacciatori-raccoglitori poco numerosi e isolati, dotati solo degli utensili e delle armi più semplici, privi di organizzazione e di capacità militare. Per contro, i maori venivano da una terra densamente popolata (la Nuova Zelanda), erano agricoltori, combattevano in continuazione tra di loro, possedevano una tecnologia avanzata e una forte organizzazione sociale. E' naturale che quando due popoli così diversi vengono a contatto è il primo a soccombere e non viceversa.

La tragedia dei moriori ricorda tante altre tragedie analoghe, antiche e moderne: i forti e numerosi opposti ai deboli e pochi. Questa è particolarmente illuminante nella sua crudezza, perchè i due popoli che si scontrarono provenivano dallo stesso ceppo, che si era diviso meno di mille anni prima. I maori discendevano da un gruppo di agricoltori polinesiani che avevano colonizzato la Nuova Zelanda attorno al 1000 d.C. Poco tempo dopo, alcuni maori si erano spinti fino alle Chatham, colonizzandole e iniziando un'evoluzione separata da quella della madrepatria. I maori dell'Isola del Nord si erano dati all'agricoltura intensiva e avevano sviluppato una tecnologia e una organizzazione sociale sempre più complesse, mentre i moriori erano ritornati ad essere cacciatori raccoglitori.

Questi destini opposti furono i responsabili dell'esito finale [...]"

Jared Diamond, da "Armi, Acciaio e Malattie - Breve storia del mondo negli ultimi tredicimila anni", Torino, Einaudi, 2006
fotografia
12 aprile 2009
[Frammenti di sabato pomeriggio] Barberino del Mugello, loc. Cornocchio (nel bosco). 11 aprile 2009 ore 17:30 circa

fotografia
10 aprile 2009
[Frammenti di giovedì sera] Baberino del Mugello, loc. Cornocchio. 9 Aprile 2009, ore 23.00 circa

 

CULTURA
9 aprile 2009
[Frammenti di mercoledì sera] Nazisti freakkettoni sballati

A: Volevo fare una ricerca sui movimenti anarchici negli anni '70
B: Allora devo presentarti XXXXX
A: E chi è?
B: Un nazista
<silenzio>
A: Ah ... ma come ...?!
B: No cioè, è un freakkettone talmente sballato che s'è convinto di essere nazista
cinema
8 aprile 2009
[Quando mi piace Eddie Vedder] No Ceiling dalla colonna sonora di Into the Wild


Quando non eccede nel pathos; l'Eddie Vedder che mi piace. No Ceiling, il pezzo migliore della colonna sonora di Into the Wild

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Oggigiorno tutti hanno spirito. Dovunque si va non si può fare a meno di incontrare persone intelligenti. E' divenuta una vera peste.
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