.
Annunci online

politica estera
21 maggio 2008
[Da ItaliaOggi] Bush si arrende, le lobby agricole vincono anche il veto presidenziale

Da ItaliaOggi di Sabato 17 Maggio.
Articolo del sottoscritto.


E’ giunta al suo atto finale la saga del Farm Bill, la legge che regola per 5 anni la politica agraria degli Stati Uniti, in altre parole il più importante piano agricolo del mondo. Una legge su cui si è consumata una profonda frattura fra il Congresso degli Stati Uniti, schierato a difesa dei lauti sussidi elargiti agli agricoltori Usa, e l’amministrazione Bush, fermamente intenzionata a vedere ridotte tali voci di spesa. Non solo, ma nel corso di un lungo ed animato dibattito si sono verificati scontri accesissimi all’interno dello schieramento repubblicano ed è stata confermata ancora una volta la capacità di lobbying dei grandi produttori agricoli statunitensi. Il testo finale, approvato mercoledì dalla Camera dei Rappresentanti e giovedì dal Senato Federale, prevede infatti una spesa complessiva di oltre 300 miliardi di dollari, il mantenimento di ampi piani di spesa a favore dei grandi produttori e solo lievi riduzioni per i sussidi alla produzione di biocarburanti. Non sono inoltre cambiati di molto i criteri per l’assegnazione dei sussidi agricoli, che continueranno così a premiare le grandi aziende, anche se sono previsti alcuni piani specifici per coloro che ricorrono a pratiche di coltivazione biologica.

Nel corso degli ultimi mesi il presidente George W. Bush era più volte ricorso alla minaccia di porre il proprio veto ad un Farm Bill che non prevedesse una sostanziale riduzione e revisione dei criteri di spesa. Una minaccia politicamente molto forte, mirata soprattutto a far presente ai parlamentari repubblicani che su tale battaglia l’amministrazione chiedeva una compattezza senza ambiguità. Una minaccia che tuttavia non è servita ad evitare che molti membri repubblicani del Congresso, soprattutto quelli eletti in stati a forte vocazione agricola, votassero a favore del Farm Bill. Le defezioni registrate nel fronte repubblicano sono anzi state decisive a far passare la legge, sia alla Camera che al Senato, con un voto favorevole di oltre due terzi di entrambe le assemblee. Questo fa sì che il Farm Bill uscito dal Congresso sia perfettamente blindato di fronte all’ipotesi di un veto presidenziale. Secondo la costituzione Usa, infatti, una legge votata dai due terzi di entrambe le camere è considerata come definitivamente approvata e di fronte a ciò decade il potere di veto del Presidente. I veri trionfatori di questa battaglia non sono tanto i parlamentari democratici che hanno guidato la battaglia nel Congresso, ma la potente lobby dei produttori agricoli a stelle e strisce, che vedono confermata in maniera netta e indiscutibile la propria capacità d’influenza politica. Vale la pena ricordare che nel corso della storia degli Stati Uniti l’impresa di bloccare il testo di un Farm Bill era riuscita solo a Dwight Eisenhower nel lontano 1956.

Adesso c’è già chi chiede che Bush ponga comunque il proprio veto, dato che molti opinion makers ritengono inaccettabile il testo del nuovo Farm Bill. Ma si tratta di un’ipotesi che aggraverebbe solo le tensioni politiche in una fase in cui si va aprendo la campagna elettorale per le prossime elezioni presidenziali. A tal proposito è interessante segnalare come tutti i candidati ancora in lizza, Barack Obama, John McCain e anche Hillary Clinton, non siano stati presenti in aula durante il voto.

sfoglia
aprile        giugno

Feed RSS di questo blog Reader
Feed ATOM di questo blog Atom
Resta aggiornato con i feed.

blog letto 1 volte


Oggigiorno tutti hanno spirito. Dovunque si va non si può fare a meno di incontrare persone intelligenti. E' divenuta una vera peste.
Oscar Wilde

Un grande libro

mailme@: tommasociuffoletti-at-gmail.com




Add to Technorati Favorites

Locations of visitors to this page


San Giovanni delle Contee Online
... un blog bucolico!


Tommaso Ino Ciuffoletti

Crea il tuo badge

Visualizza il profilo di Tommaso Ciuffoletti su LinkedIn