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3 aprile 2006
[Recensione] L'Ossessione Antisraeliana di Edoardo Tabasso
Prudenza vorrebbe che nel trattar di conflitto israelo-palestinese s'avesse cura d'apparire quanto più "corretti" possibile, in omaggio ai canoni narrativi che i media italiani c'hanno abituato a veder rispettati.
Onestà - intellettuale e morale - c'interroga invece sul senso di tale prudenza e sulla reale correttezza - formale e sostanziale - di quei canoni tanto ossequiosamente osservati e così fedelmente replicati nel raccontare delle "vicende mediorientali" da larghissima parte dell'informazione italiana negli ultimi decenni.

Tentare di rispondere, significa affrontare una riflessione critica, e puntuale nel riservare alla prudenza il ruolo che le spetta, ovvero quello di guida del metodo d'indagine e non di dottrina alla cui adesione si debba sacrificare l’ essenza stessa dell'indagine ed in questo senso il libro di Tabasso riesce nel tentativo dichiarato di "interferire con l’oramai dato per scontato delle tante costruzioni discorsive piegate in senso completamente sfavorevole allo Stato d’Israele".

L'efficacia di tale interferenza è tanto più rilevante in quanto utilizza gli strumenti dell’accuratezza, dell’attenzione e della meticolosità per smontare la retorica, spesso pomposa, di quella correttezza ipocrita ben più scrupolosa nel legittimare se stessa che non nel valutare gli elementi a sua disposizione.
Argomento centrale dell’analisi è la narrazione fatta dai media italiani delle vicende che vanno dallo scatenarsi della seconda Intifada al ritiro israeliano dalle colonie avvenuto la scorsa estate.

A titolo d’esempio basti notare che nel quadro offerto da noti giornalisti italiani la “passeggiata sulla spianata delle moschee” diviene un evento decisivo, di rilievo assoluto e tale da poter offrire un valido pretesto per la reazione palestinese, mentre il ritiro da Gaza viene presentato come accadimento di scarso rilievo ai fini di un’evoluzione positiva delle vicende israelo-palestinesi, quando non teso a nascondere progetti di ben altro indirizzo.

L’eresia del libro di Edoardo Tabasso, giovane sociologo e docente dell’Università di Firenze, consiste proprio nel riportare l’attenzione del lettore ai dati di una realtà che, per quanto complessa e proprio perché complessa, dev’essere trattata con cura e con onestà intellettuale. Il libro si rivolge a tutti coloro che si occupano di comunicazione e soprattutto agli tanti studenti universitari, magari proprio agli stessi che in questi giorni, a Firenze, ricevono la solidarietà di una serie di docenti, critici sul fatto che essi vengano perseguiti penalmente per aver interrotto una lezione che doveva svolgersi con la partecipazione dell’ambasciatore israeliano Ehud Gol.
Non vi sarebbe, credo, solidarietà migliore che inviare loro una copia de L’Ossessione antisraeliana.

Edoardo Tabasso
L’Ossessione Antisraeliana.
Dalla Seconda Intifada al disimpegno da Gaza, Violenza politica, strategie antiterroristiche e comunicazione
Con prefazione di Daniele Scalise e postfazione di Giovanni Bechelloni
Ipermedium libri, Napoli, 2005

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Trovate la recensione anche su Nuova Agenzia Radicale



permalink | inviato da il 3/4/2006 alle 11:17 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (12) | Versione per la stampa
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