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[dal Corriere Fiorentino] A fianco di Pannella

“E’ il solito Pannella che fa lo sciopero della fame, sai che novità”.
Il 24 ottobre scorso, in Toscana, si sono tolti la vita, nel giro di poche ore, due detenuti. Un ragazzo di 22 anni e un uomo di 47. Storie diverse, casi diversi, gli ennesimi, ma allo stesso modo fili intrecciati alla tela drammatica di un sistema carcerario al collasso. In Toscana come nel resto d’Italia.

“Tanto lo sanno tutti che Pannella mangia di nascosto”.
Il Libro Verde sull’applicazione della normativa Ue sulla giustizia penale segnala che in Italia ci sono circa 70.000 detenuti con un tasso di affollamento del 153%. Ci sono 150 detenuti ogni 100 posti. Il 44% di loro è in attesa di giudizio.

“Quel vecchio furbo lo fa solo per avere un po’ di visibilità”.
Secondo il rapporto Antigone sulle carceri italiane, intitolato “Senza dignità”, il 41,5% dei detenuti in Italia ha meno di 35 anni. Nelle carceri toscane il 73% dei detenuti sono malati, le patologie più comuni sono i disturbi psichici (26,1%), seguiti dalle malattie dell’apparato digerente (19,3%) e da malattie infettive e parassitarie (12,5%). Sempre secondo tale rapporto, tra i detenuti oggetto della rilevazione il 33,2% avrebbe posto in essere atti autolesivi ed il 12,3% avrebbe tentato il suicidio.

 “Se davvero Pannella facesse lo sciopero della fame a quest’ora sarebbe morto”.
Giorgio Napolitano, in un messaggio al convegno del Coordinamento associazioni del volontariato penitenziario, scriveva così un anno fa: “il presidente della Repubblica rinnova il suo vivo apprezzamento per la meritoria opera delle Associazioni di volontariato penitenziario nell’alleviare il disagio della condizione carceraria, che troppo spesso appare distante dal dettato costituzionale sulla funzione rieducativa della pena e sul rispetto dei diritti e della dignità delle persone”. Ieri in tv tutti hanno applaudito Benigni che raccontava la Costituzione.

“E’ la solita Pannellata”.
Dieci anni fa Giovanni Paolo II tenne un discorso di fronte al Parlamento italiano. Nel quale disse: “senza compromettere la necessaria tutela della sicurezza dei cittadini, merita attenzione la situazione delle carceri, nelle quali i detenuti vivono spesso in condizioni di penoso sovraffollamento. Un segno di clemenza verso di loro mediante una riduzione della pena costituirebbe una chiara manifestazione di sensibilità, che non mancherebbe di stimolarne l'impegno di personale ricupero in vista di un positivo reinserimento nella società”. Applaudirono tutti.

Pubblicato il 19/12/2012 alle 11.3 nella rubrica Italia.

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